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Droga nelle lettere: così le nuove sostanze psicoattive entrano nel carcere di Berlino

Nelle carceri di tutto il mondo vengono regolarmente spacciate e consumate sostanze stupefacenti di vario genere e a vario titolo. Ci sono i casi di contrabbando vero e proprio, quelli di uso improprio di farmaci e, da un po’ di tempo nelle carceri di Berlino e dintorni, sempre più casi di introduzione nelle strutture detentive di droghe sintetiche di nuova generazione. Queste sostanze non sono più classificate una per una, come avveniva con gli stupefacenti “classici”: l’evoluzione del loro sviluppo è ormai talmente rapida e le possibilità talmente numerose che le autorità raggruppano ormai numerose sostanza sotto la definizione ombrello di “nuove sostanze psicoattive” o NPS. Come fanno i detenuti a procurarsele? A quanto pare, finora non è stato difficile: la droga entrava in carcere, sia a Berlino che nel Brandeburgo, attraverso le lettere destinate ai detenuti, non nelle buste, ma direttamente per mezzo di fogli di carta impregnati di sostanze.

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Di recente, l’amministrazione penitenziaria di Berlino ha dichiarato all’emittente locale rbb che nel primo semestre del 2026 sono state sequestrate tante NPS quante nell’intero 2025: si parla di sequestri che ammonterebbero a 2,4 chilogrammi di materiale imbevuto di NPS. Il sequestro maggiore, un chilo e 300 grammi di materiale, è stato effettuato nel carcere di Tegel, ma nessuno degli istituti penitenziari berlinesi è libero da questo fenomeno. Nel carcere di Moabit è stato sequestrato mezzo chilo di NPS, in quello di Heidering 300 grammi, nel carcere a regime aperto di Berlino 150, in quello di Plötzensee. Perfino nel carcere minorile della capitale ne è stata sequestrata una piccola quantità (20 grammi).

Il pericolo delle nuove sostanza psicoattive

Come funzionano le nuove sostanza psicoattive? I loro effetti sono talmente potenti da minare anche il più elementare istinto di conservazione, tanto da spingere gli operatori del settore penitenziario a ribattezzarle “droghe zombie”. La cosa peggiore, secondo gli agenti di polizia penitenziaria, è che spingono i detenuti ad agire in modo completamente imprevedibile e completamente contrario al loro carattere normale. Si va dall’autolesionismo estremo, con alcuni detenuti che hanno cercato di cavarsi gli occhi, all’aggressività incontrollata verso gli agenti, gli altri detenuti oppure orientata alla distruzione delle celle.

A Berlino, le lettere ai detenuti in carcere vengono fotocopiate per evitare il traffico di droga

È possibile prevenire l’introduzione di queste sostanze nelle carceri? Sì e la polizia penitenziaria di Berlino ha già acquisito i mezzi necessari per farlo: si tratta di scanner ionici con i quali vengono scannerizzate le lettere in entrata e che permettono di rilevare anche minuscole quantità di decine di sostanze pericolose. In questo momento, la città dispone di quattro dispositivi di questo genere, noleggiati dai penitenziari di Plötzensee, Heidering, Moabit e Tegel, che li mettono a disposizione anche degli altri istituti.

Per cercare di ovviare al problema alla base, da fine giugno i detenuti possono ricevere solo fotocopie delle lettere a loro destinate, ma non gli originali. In questo modo, eventuali fogli impregnati di sostanze che dovessero sfuggire agli scanner resteranno comunque fuori dal carcere. Questa prassi è già in uso anche in altri Länder.

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