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Il DeJa Vu Museum di Berlino che stravolge la realtà

A Berlino ci sono molti musei insoliti e surreali, dall’Illuseum al DesignPanoptikum, alcuni sono pensati per divertire soprattutto i più piccoli, altri per inquietare i grandi e poi ce n’è uno che sfida il visitatore, cambiando completamente la realtà che lo circonda, creando un’esperienza che confonde e destabilizza. Il DeJa Vu Museum è l’unico spazio in Germania interamente dedicato alle illusioni (ottiche e non) e all’arte contemporanea, un progetto che unisce intrattenimento, educazione informale e ricerca percettiva in un unico percorso fisico.

La premessa del museo è tanto semplice quanto ambiziosa: esplorare gli inganni dei sensi affina la percezione e stimola la creatività. Ogni sala è costruita attorno a questo principio, con installazioni pensate per disorientare, sorprendere e, alla fine, insegnare qualcosa sul modo in cui il cervello umano interpreta il mondo visivo.

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Galassie temporali e caleidoscopi: cosa troverete nel DeJa Vu Museum?

Alcune delle sale più spettacolari del museo lavorano su fenomeni naturali e cosmici portati alla scala dell’esperienza diretta. Nella sala dei temporali, per esempio, il visitatore si ritrova immerso nel cuore di un acquazzone violento, in cui fulmini, tuoni e la percezione fisica della forza atmosferica vengono ricreati con tale intensità da rendere difficile ricordare che ci si trova in realtà in un edificio al chiuso.

Diverso per tono, ma altrettanto coinvolgente, è il caleidoscopio XXL. Basato su un principio ottico documentato già agli inizi del XIX secolo, quello della polarizzazione della luce, questo dispositivo genera esplosioni di forme e colori che mutano continuamente. La sala delle stelle, invece, produce l’effetto opposto: quiete, oscurità, la sensazione di fluttuare in galassie senza confini.

Per i visitatori più giovani c’è una delle attrazioni più ingegnose del percorso: il drago che segue il visitatore con lo sguardo, grazie a un inganno ottico che sfrutta la tendenza del cervello a privilegiare la percezione di profondità convessa.

Le stanze delle proporzioni impossibili

Due ambienti del museo lavorano specificamente sulla distorsione delle dimensioni. Nella stanza delle sfere, il visitatore è circondato da centinaia di globi argentati che riflettono e moltiplicano lo spazio in modo disorientante. Diversa la meccanica della Sedia di Buchet: sedendovisi e osservandola da lontano, l’effetto ottico rimpicciolisce chi la occupa fino a renderlo apparentemente minuscolo.

Arte contemporanea e mostre temporanee

Oltre alle installazioni dedicate alla percezione, il Deja Vu Museum ospita anche opere di artisti di rilievo internazionale, tra cui Oleg Shupliak, pittore ucraino noto per i dipinti a doppia lettura in cui ritratti e paesaggi si sovrappongono in composizioni che il cervello stenta a decodificare in modo univoco.

Il calendario del museo prevede regolarmente mostre temporanee ed eventi, così che ogni visita possa riservare qualcosa di inedito rispetto alla precedente. La programmazione è pensata per garantire un’offerta in continuo aggiornamento, rivolta tanto ai visitatori abituali quanto a chi si avvicina per la prima volta.

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