Brema introduce la patente per i proprietari di cani: obbligatorio un esame teorico e uno pratico

A Brema, dal 1° luglio 2026, chi decide di adottare un cane deve anche dimostrare di saperlo gestire. La città-stato tedesca ha introdotto una vera e propria patente, articolato in una prova scritta e in una prova pratica, che sarà obbligatoria per i neo-proprietari di cani sul territorio di Brema o di Bremerhaven e dalla quale sono esentati coloro che avevano già adottato un animale prima dell’entrata in vigore dell’obbligo.
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L’esame teorico
La parte teorica consiste in un questionario di 35 domande, da sostenere prima ancora che il cane varchi la soglia di casa. Le domande, assicurano diversi media tedeschi citando fonti locali, sono piuttosto semplici e hanno a che fare più con il buon senso che con l’etologia. Vengono descritte, per esempio, situazioni di potenziale pericolo e si chiede ai candidati come le affronterebbero. Per esempio: proprietario passeggia con il cane sciolto dal guinzaglio quando un gruppo di bambini gli corre incontro di corsa, qual è la cosa giusta da fare? Tra le opzioni proposte, quella corretta prevede di agganciare immediatamente il guinzaglio all’animale.
Superata questa fase, il futuro proprietario dispone di un anno di tempo per affrontare la prova pratica insieme al proprio animale. In quella sede occorre dimostrare che il cane risponde a comandi essenziali come “seduto” e “fermo”, che torna al richiamo e che cammina al guinzaglio senza creare difficoltà. Chi ha già avuto un cane negli ultimi cinque anni, per un periodo di almeno due anni, e ha già superato la prova teorica, se dovesse adottare un nuovo animale dovrà ripetere soltanto l’esame pratico.
Perché Brema ha introdotto la patente per cani?
All’origine del provvedimento c’è un fatto di cronaca risalente al 2023: lungo le rive del fiume Weser, un rottweiler si liberò dal guinzaglio e ferì gravemente al capo, mordendola, una bambina di sei anni. L’Autorità per gli Affari Interni di Brema giustifica la normativa sostenendo che le persone formate sulla gestione dei cani riescono a controllare meglio i propri animali, e che il patentino serva proprio a certificare quelle competenze. Anche secondo ricerche scientifiche citate dalle autorità, quando i cani aggrediscono gli esseri umani la colpa non è loro, né del singolo animale né dell’indole della razza, ma del comportamento dei proprietari.
Con questa scelta, Brema si allinea alla confinante Bassa Sassonia, dove norme sostanzialmente equivalenti sono in vigore già dal 2013. In entrambi i territori l’obbligo riguarda indistintamente tutti i proprietari di cani, senza distinzioni di razza. Altrove in Germania la logica è diversa: ad Amburgo e nello Schleswig-Holstein la certificazione è richiesta soltanto per chi possiede razze classificate come pericolose, come il bull terrier e il rottweiler. Proprio ad Amburgo, nel 2022, un episodio simile aveva acceso il dibattito pubblico: un cane tenuto sul balcone di un’abitazione aveva morso alla gola una bambina di due anni, nipote della proprietaria.
Le associazioni animaliste sono soddisfatte
Non esistono, al momento, ricerche scientifiche o statistiche che colleghino l’introduzione della patente per i proprietari di cani a una effettiva riduzione dei casi di aggressione, anche sono in generale scarsi i precedenti e assai pochi i luoghi in cui vigono obblighi come questo. L’Autorità per gli Affari Interni di Brema ha fondato la scelta sull’idea che una maggiore competenza in materia da parte dei proprietari possa ridurre i rischi. Situazione analoga in Bassa Sassonia, dove il Ministero dell’Agricoltura precisa che i casi di aggressioni o morsi non vengono registrati a livello centrale e che, mancando un obbligo legale di segnalazione, buona parte dei casi resta comunque fuori da qualunque rilevazione ufficiale.
Fra gli animalisti, il giudizio è nettamente favorevole. Peta sostiene che una patente obbligatoria per i proprietari di cani, oltre a prevenire i casi di aggressione, potrebbe ridurre la sofferenza degli animali e alleggerire il carico sui rifugi, ritenendone auspicabile un’estensione a livello nazionale. Sulla stessa linea si colloca l’Associazione tedesca per la protezione degli animali, che chiede un certificato teorico obbligatorio non limitato ai cani, ma esteso a chi possiede qualunque tipo di animale domestico.
Problemi burocratici
Meno immediato risulta l’entusiasmo tra i diretti interessati, ossia i futuri proprietari di cani, e tra chi guarda con sospetto a un ulteriore adempimento burocratico. Il principio alla base della normativa appare semplice, ma nella pratica emergono diversi interrogativi: la patente ottenuta in Bassa Sassonia vale automaticamente anche a Brema? Il documento va portato con sé durante le passeggiate? L’obbligo riguarda ogni componente della famiglia che convive con il cane, o basta un solo titolare? Quali strumenti di supporto sono ammessi durante la prova? Chi è autorizzato a farla svolgere, e chi verifica che le regole vengano rispettate? Che cosa succede se qualcuno che ha un animale da molto tempo si trasferisce nel territorio soggetto all’obbligo.
L’Autorità per gli Affari Interni di Brema sta provando a rispondere online ad alcuni di questi quesiti, ma restano diverse zone grigie in termini di applicabilità.




