L’ICC di Berlino diventerà un hub di cultura ed eventi
L’ICC (Internationales Congress Centrum di Berlino) è chiuso dal 2014 ed è uno degli edifici abbandonati più celebri del mondo, ma potrebbe ancora avere un futuro. Costruito tra il 1973 e il 1979 e soprannominato “l’astronave”, questo è uno dei più ambiziosi esempi di architettura brutalista europea, con i suoi 320 metri di lunghezza e le oltre 80 sale e presto potrebbe iniziare il percorso per la sua riapertura.
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Mercoledì scorso il Senato di Berlino ha presentato la proposta elaborata dalla giuria di esperti incaricata di valutare le candidature per la gestione dell’ICC. Dopo due anni di procedura di selezione, l’unico soggetto rimasto in lizza è un consorzio di aziende guidato da MIB, azienda specializzata nella riconversione di aree industriali storiche. Tra i lavori più noti del gruppo figurano interventi a Lipsia e Chemnitz, dove vecchi impianti produttivi sono stati trasformati in nuovi quartieri urbani.
Accanto a MIB figurano diversi studi di architettura, fra cui quello che ha realizzato il progetto Siemensstadt 2.0 e quello che ha firmato la riconversione del BRLO Brauerei nel Gleisdreieckpark, ma anche imprese edili, agenzie specializzate in sostenibilità e in promozione di progetti creativi.
L’attenzione all’economia creativa come motore del rilancio era stata indicata già alla fine del 2024, quando Berlino aveva avviato la ricerca di un investitore con quell’obiettivo. La senatrice all’Economia Franziska Giffey (SPD) aveva evocato in passato il modello del Centre Pompidou di Parigi.
Cosa prevede il progetto per il nuovo ICC di Berlino
La Sala 1, quella futuristic che è valsa all’ICC il suo soprannome, il cui design è sottoposto a tutela monumentale, continuerà a ospitare eventi. La Sala 2, di fronte, subirà invece “modifiche radicali” per ricavare spazi espositivi destinati a mostre.
Il foyer centrale al primo piano, attraversato dalla scultura luminosa al neon dell’artista berlinese Frank Oehring, diventerà uno spazio flessibile per eventi e congressi. Il piano terra, con il lungo passaggio e il bancone futuristico, sarà accessibile al pubblico in qualsiasi momento: piccoli negozi, punti di ristoro e mostre lo trasformeranno in una sorta di viale pedonale interno.
Nel seminterrato, il consorzio prevede ulteriori offerte culturali e infrastrutture innovative.È prevista anche la realizzazione di un nuovo centro di pronto soccorso e assistenza.
L’ex ristorante Pullman Lounge, sopra l’ingresso principale, sarà riaperto. In diverse sale più piccole dell’ICC sorgeranno bar e club. Atelier, studi e gallerie troveranno posto nell’edificio, con spazi riservati anche alla scena artistica indipendente berlinese.
Il vecchio parcheggio multipiano resterà, ma sarà integrato da un hotel o da uffici. Sul Messedamm, dove attualmente si trova un piccolo parcheggio, verrà costruito un grattacielo ex novo. Quel terreno è stato ceduto in pacchetto insieme all’ICC: gli uffici, gli appartamenti o l’hotel che vi sorgeranno dovrebbero generare i proventi necessari a finanziare in modo incrociato i lavori sull’ICC stesso.
La copertura finanziaria non è ancora garantita
La stessa amministrazione economica del Senato riconosce nella proposta che gli offerenti non hanno ancora presentato un “piano di finanziamento coerente e vincolante”. La ragione è in parte strutturale: l’accordo di riservatezza imposto durante la procedura ha impedito al consorzio di avviare contatti con potenziali locatari. Restano inoltre da chiarire questioni tecniche relative agli impianti dell’edificio, alla tutela dei beni culturali e ai costi di ristrutturazione.
Un elemento esterno complica ulteriormente il quadro: nei prossimi anni lo svincolo autostradale adiacente all’ICC sarà oggetto di una ristrutturazione integrale. Questa circostanza potrebbe interferire in modo significativo con i lavori di cantiere sia all’interno che all’esterno dell’edificio.
In ogni caso, entro settembre il Senato intende sottoscrivere un accordo di esclusività con il consorzio. Da quel momento, le aziende avranno due anni per risolvere le questioni pendenti, in primo luogo quelle relative alla sostenibilità economica del progetto e alla disponibilità di capitali. Alla fine del 2028 sarà il Parlamento a pronunciarsi in via definitiva sull’assegnazione dell’ICC. In caso di esito positivo, i lavori potrebbero partire nel 2029. La riapertura dell’ICC, secondo stime realistiche, non è attesa prima dell’inizio degli anni Trenta.




