
In questo momento, l’attenzione del mondo è rivolta allo Stretto di Hormuz, perché da lì passa, o, meglio, dovrebbe passare, ma non lo fa, circa un quinto dei combustibili comprati e venduti nel mondo. Questo ha generato una crisi dei carburanti che abbiamo già iniziato a sperimentare, con l’incremento dei prezzi di benzina e diesel, i sovrapprezzi per i viaggi aerei dovuti all’incremento del costo del cherosene e anche il rischio che molti voli, da qui a qualche settimana, rischino di non decollare. Da più parti, però, sono arrivati ripetuti allarmi su una crisi che potrebbe risultare ancora più drammatica. Dallo Stretto di Hormuz, infatti passano anche quasi tutti i fertilizzanti che si sono resi ormai indispensabili per l’agricoltura mondiale e il cui approvvigionamento è diventato uno snodo critico per la tenuta del sistema agricolo e della sovranità alimentare in Europa.
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Tra interruzioni nelle catene di fornitura e oscillazioni marcate dei prezzi, gli agricoltori del continente si trovano a operare in condizioni di crescente incertezza. Per rispondere a questa fragilità strutturale, la Commissione europea ha appena adottato il Fertiliser Action Plan: un’iniziativa articolata che combina misure di sostegno immediato con interventi di più ampio respiro, puntando a rafforzare la produzione domestica e ad accelerare la transizione verso fertilizzanti a basso contenuto di carbonio e a base biologica.
Sostegno diretto agli agricoltori
La Commissione intende mettere in campo prima di tutto alcuni strumenti finanziari, attingendo al bilancio dell’UE per rafforzare la riserva agricola. Il pacchetto, atteso prima dell’estate, mira a fornire sollievo immediato in termini di liquidità agli agricoltori prima dell’avvio del successivo ciclo produttivo.
A ciò si affianca un pacchetto legislativo mirato che consentirà agli Stati membri di sfruttare appieno le possibilità offerte dai Piani strategici della Politica agricola comune (PAC) attualmente vigenti. Tra le misure previste figurano un nuovo schema di liquidità, una maggiore flessibilità nei pagamenti anticipati e incentivi più robusti per pratiche agricole che ottimizzino l’impiego dei fertilizzanti.
Ulteriori azioni riguardano il miglioramento della gestione dei nutrienti e lo sviluppo di pratiche agricole ad alta efficienza, con un rafforzamento del ruolo dei Servizi di consulenza aziendale nell’ambito della PAC. La Commissione presenterà inoltre misure specifiche per agevolare l’utilizzo dei digestati (materiali ricchi di nutrienti derivanti dalla trasformazione di scarti organici come residui alimentari e letame) corredati da adeguate salvaguardie ambientali.
Produzione interna, economia circolare e decarbonizzazione
Il piano d’azione individua nella dipendenza dalle importazioni una delle principali vulnerabilità del sistema europeo. Per contrastarla, la Commissione adotterà misure a difesa dell’industria europea, con l’obiettivo di prevenire processi di deindustrializzazione e garantire forniture stabili.
Si punta anche all’economia circolare, che dovrà includere un impiego più diffuso di fertilizzanti organici e a base biologica, con percorsi alternativi che includono la biomassa a base di alghe, i miglioratori del suolo (sostanze naturali od organiche utilizzate per correggere la struttura fisica, la fertilità e il drenaggio della terra), le soluzioni microbiche, i biostimolanti e il recupero di azoto e fosforo dai fanghi di depurazione.
In occasione della prossima revisione del sistema di scambio delle quote di emissione (ETS), la Commissione valuterà opzioni per garantire che eventuali margini di flessibilità concessi all’industria dei fertilizzanti siano accompagnati dall’obbligo di decarbonizzare i processi produttivi e di incrementare la quota di fertilizzanti circolari e a base biologica disponibili sul mercato europeo.
Contestualmente, verrà analizzata la possibilità di strutturare incentivi per il carbon farming e le rimozioni di carbonio, combinando finanziamenti pubblici, provenienti da risorse degli Stati membri, dalla PAC, dal Fondo europeo per la competitività e dai proventi dell’ETS, con risorse private.
Per stimolare la domanda di fertilizzanti sostenibili di produzione interna, la Commissione lavorerà alla riduzione degli oneri burocratici e delle barriere di mercato, ottimizzando il funzionamento del mercato unico anche per i prodotti minerali. Nel contesto della valutazione della Direttiva quadro sui rifiuti, saranno inoltre esaminati interventi per semplificare la gestione dei sottoprodotti animali e di altra origine. Al settore dei fertilizzanti verrà garantito un accesso ai finanziamenti per l’innovazione verde e la modernizzazione equivalente a quello di cui beneficiano altri comparti industriali, con una particolare attenzione alla produzione di biogas, biometano e infrastrutture per il trattamento delle acque reflue.
Trasparenza del mercato e preparazione alle crisi: così la commissione punta a difendere l’agricoltura europea e la sovranità alimentare
La Commissione avvierà un partenariato UE sulla catena del valore dei fertilizzanti, che riunirà produttori, agricoltori e Stati membri con il compito di individuare percorsi condivisi per affrontare le criticità del settore e salvaguardare la sicurezza alimentare a prezzi accessibili. Il primo dialogo politico con tutti gli attori della filiera è previsto nei prossimi mesi.
La Commissione rafforzerà anche la sorveglianza del mercato e proporrà un quadro proporzionato per assicurare la disponibilità di dati regolari e aggiornati sui fertilizzanti in Europa. Il Fertilisers Market Observatory continuerà a svolgere la funzione di piattaforma centrale per l’analisi del mercato, con un miglioramento della raccolta di informazioni su prezzi, giacenze e dinamiche commerciali.
Sarà elaborato anche un rapporto che valuti in che misura i costi legati al Meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (CBAM) e all’ETS si trasmettano ai prezzi dei fertilizzanti pagati dagli agricoltori e, in ultima istanza, ai prezzi alimentari. In altre parole, la Commissione vuole accertarsi che, se si offrono incentivi all’interno di questa filiera, tali incentivi si traducano effettivamente sia in costi di gestione ridotti per gli agricoltori sia in un prezzo più basso per i consumatori.
Stoccaggio strategico di fertilizzanti in Europa e cooperazione internazionale
Per rafforzare la capacità di risposta dell’Europa a crisi esterne, la Commissione valuterà opzioni di stoccaggio, incluse riserve stagionali o minime, nonché possibili meccanismi di acquisto congiunto. Sul piano internazionale, l’UE manterrà il proprio impegno nei quadri di cooperazione multilaterale e con i paesi candidati, limitrofi e partner, per promuovere la diversificazione dell’approvvigionamento e sviluppare partenariati reciprocamente vantaggiosi.




