Viaggiare senza biglietto: per l’Unione deve rimanere reato

Tra le 7.000 e le 9.000 persone finiscono ogni anno nelle carceri tedesche per un motivo apparentemente minore: viaggiare su autobus o treni sprovvisti di titolo di viaggio valido. È su questo dato che la ministra della Giustizia Stefanie Hubig (SPD) ha deciso di aprire un confronto pubblico, proponendo una revisione della punibilità prevista dal paragrafo 265a del codice penale tedesco. La risposta del partner di governo non si è fatta attendere ed è quella che più o meno tutta la Germania si aspettava dall’Unione: un secco no. I cristiano-democratici desiderano che il viaggiare senza biglietto su un mezzo pubblico resti un reato, da giudicare in sede penale, e non una semplice infrazione amministrativa, come è in praticamente tutto il resto del mondo.
La newsletter del Mitte!
Notizie, novità, eventi dalla Germania
La proposta di Hubig e il muro dell’Unione
In un’intervista alla Neue Osnabrücker Zeitung, Hubig aveva dichiarato di trovare ingiusta e sproporzionata la privazione della libertà per coloro la cui unica colpa è quella di non aver potuto permettersi il biglietto dell’autobus né l’importo delle relative multe. D’altra parte, nelle attuali società occidentali, il concetto stesso di finire in carcere per debiti suona come il retaggio di un passato piuttosto lontano. Inoltre, argomentava la ministra, il sistema giudiziario è già abbastanza sotto pressione e tanto i tribunali quanto gli istituti penitenziari sono sovraccarichi, al punto da faticare a occuparsi a tempo dei reati davvero gravi: è proprio necessario, chiedeva Hubig, continuare ad accrescere questa pressione preoccupandosi di mettere in carcere quelle persone, per lo più senzatetto, che non hanno pagato il biglietto dell’autobus? Secondo i suoi partner di governo, sì.
Viaggiare senza biglietto: per l’Unione è “una frode ai danni della collettività”
Günter Krings, vicepresidente del gruppo parlamentare CDU/CSU, ha dichiarato alla Rheinische Post e al gruppo mediatico Funke che l’Unione non voterà mai una depenalizzazione di questo reato a infrazione amministrativa. Krings ha definito il tentativo di Hubig addirittura sorprendente, suggerendo che il Ministero della Giustizia farebbe meglio a concentrarsi su problemi più urgenti del diritto penale.
Per Krings, viaggiare senza biglietto non è una questione di poco conto: si tratta di una frode ai danni della collettività, e la sua natura penale ha ricadute pratiche concrete. Finché il fatto costituisce reato, i controllori hanno la facoltà di trattenere il passeggero sospetto fino all’arrivo delle forze dell’ordine. Venendo meno questa base giuridica, i controlli perderebbero efficacia, con un conseguente aumento, secondo Krings, dei passeggeri che deciderebbero di viaggiare senza biglietto. Il costo di questa dinamica ricadrebbe, secondo il vicepresidente del gruppo parlamentare, su chi acquista regolarmente il biglietto, attraverso un inevitabile rialzo delle tariffe. Una misura del genere, ha concluso, colpirebbe proprio chi rispetta le regole.
Va ricordato che il tema era già emerso durante i negoziati di coalizione tra Unione e SPD, per poi essere accantonato senza esito.
Le voci a favore della depenalizzazione
Al fianco di Hubig si schiera l’Associazione tedesca degli avvocati (DAV). Swen Walentowski, portavoce dell’associazione, ha messo in dubbio l’utilità sociale della norma vigente, sottolineando al contempo il peso economico che essa comporta: i procedimenti penali e le detenzioni connesse al viaggio senza biglietto costano, a quella stessa collettività che Krings dichiara di voler tutelare, circa 200 milioni di euro l’anno.
Die Linke chiede da anni l’abolizione di questo particolare reato. La leader del partito Ines Schwerdtner leader del partito ha accolto favorevolmente l’iniziativa della ministra, pur ritenendola insufficiente. Per Schwerdtner, il nodo centrale rimane il costo dei trasporti pubblici: finché i biglietti restano inaccessibili per una parte della popolazione, il numero di passeggeri senza titolo di viaggio non diminuirà. La soluzione indicata è una riduzione significativa delle tariffe, con riferimento esplicito a un eventuale ritorno del biglietto da 9 euro (esperimento di brevissima durata, poi sostituito dal ben più costoso Deutschlandticket) partendo dal presupposto che la mobilità quotidiana non possa essere trattata come un bene di lusso.
Il quadro normativo attuale
Allo stato attuale, chiunque utilizzi i mezzi pubblici privo di biglietto valido commette un reato ai sensi del paragrafo 265a StGB. Chi non è in grado di saldare le sanzioni pecuniarie inflitte dal tribunale è soggetto a una pena detentiva sostitutiva. Le cifre annuali, tra le 7.000 e le 9.000 detenzioni, rendono questo uno dei reati più frequentemente all’origine dell’incarcerazione in Germania.



