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Kubicki candidato alla presidenza FDP: riusciranno i liberali tedeschi a salvarsi dalla crisi?

Dopo mesi di incertezza sulla direzione del partito, la corsa alla presidenza dell’FDP, il partito dei liberali tedeschi, si delinea attorno a due figure nettamente distinte. Wolfgang Kubicki, vicepresidente di lungo corso, ha formalizzato la propria candidatura per il congresso di maggio, mentre l’attuale leader dell’FDP Christian Dürr ha annunciato il proprio ritiro dalla competizione, dichiarando il suo sostegno al collega.

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Una portavoce del partito ha confermato all’agenzia dpa quanto anticipato dal quotidiano Bild: Dürr non si ricandiderà. “Sono certo che l’FDP tornerà ad avere successo”, ha dichiarato Dürr al giornale, subordinando però questo risultato a “una formazione compatta”. Il suo contributo, ha precisato, consiste nel sostenere Kubicki rinunciando alla propria candidatura.

Il contesto: un partito alle prese con la crisi più profonda della sua storia

La crisi che attraversa i liberali tedeschi ha radici recenti ma profonde, tanto da aver fatto pensare, a più riprese, che il partito non avesse possibilità di riprendersi e fosse destinato alla dissoluzione. La rottura della coalizione con SPD e Verdi, il cui detonatore fu proprio l’FDP, nella persona dell’allora Ministro delle Finanze Christian Lindner, aveva già segnato una frattura politica di primo piano. Le elezioni federali del febbraio 2025 hanno poi sancito l’esclusione del partito dal Bundestag, con un risultato al di sotto della soglia di sbarramento del 5%: un’umiliazione politica di portata storica, dopo la quale Lindner si è ritirato dalla politica attiva, lasciando a Dürr la conduzione del partito.

A marzo, lo stesso esito si è ripetuto nelle elezioni regionali della Renania-Palatinato e del Baden-Württemberg, Land d’origine di Kubicki, dove l’FDP non è riuscito a entrare nei rispettivi parlamenti. A quel punto, la presidenza federale guidata da Dürr aveva deciso di dimettersi collettivamente in occasione del congresso di maggio.

Due candidati, due visioni: Kubicki contro Höne

In un’intervista rilasciata al Bild am Sonntag e in un post su X, Kubicki ha anticipato i termini del suo impegno: “A maggio presenterò ai delegati del mio partito una proposta di cui potranno essere certi: farò di tutto per riportare il partito al successo.” Dürr non sembra avere dubbi: “Wolfgang ha la stoffa per riuscirci”. 

Il candidato alternativo è Henning Höne, leader regionale dell’FDP nel Nord Reno-Westfalia e capogruppo nel relativo parlamento regionale. Classe 1987, guida la sezione regionale più grande del partito, che raccoglie circa il 25% dei membri totali. Alla WDR ha affermato che l’FDP “ha urgente bisogno di un nuovo inizio”, aggiungendo che questo obiettivo “richiede anche volti nuovi”. Höne ha poi glissato sull’etichetta di lotta di potere: in una democrazia, ha spiegato, “è in realtà la cosa più naturale del mondo che gli elettori e i delegati ai congressi abbiano una scelta quando votano.”

La critica di Strack-Zimmermann alla vecchia guardia

Marie-Agnes Strack-Zimmermann, eurodeputata dell’FDP e figura di riferimento sulle questioni di difesa, nonché, per lungo tempo, fra i politici più popolari in Germania, ha preso posizione contro la candidatura di Kubicki. “La competizione non può mai nuocere a un partito come l’FDP, che più di ogni altro è sinonimo di apertura e merito”, ha riconosciuto. Tuttavia, secondo lei, “ora non è il momento per vanità personali o tardive affermazioni di sé”. Il partito, ha sostenuto, deve essere guidato da una nuova generazione, non da “vecchi cavalli di battaglia”.

Marie-Agnes Strack-Zimmermann
Foto: Superbass, 2023-12-11-Marie-Agnes Strack-Zimmermann-Hart aber fair-1691, CC BY-SA 4.0

Kubicki ha replicato, in un’intervista al Tagesspiegel: “Meglio un vecchio cavallo da battaglia che un ronzino zoppicante.” Strack-Zimmermann ha confermato il proprio sostegno a Höne, definendolo portatore di “un chiaro profilo sia in termini di economia di mercato che di politica sociale”.

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