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Berlino: video sorveglianza con intelligenza artificiale per il trasporto pubblico

Anche la BVG, la società di trasporti che a Berlino gestisce gli autobus, i tram e la U-Bahn, adotterà sistemi di intelligenza artificiale per la sorveglianza all’intero delle proprie strutture. O, per meglio dire, la adotterà anche nelle aree aperte al pubblico, come le stazioni della metropolitana, e non più solo nelle aree riservate al personale, dove sono già operativi sistemi di videosorveglianza che rilevano automaticamente la presenza di persone non autorizzate e fanno partire un segnale alla centrale operativa, allo scopo di evitare atti di vandalismo.

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Nel 2025 i reati comuni sui trasporti pubblici sono diminuiti, ma sono aumentati i reati sessuali

Nelle dichiarazioni dell’azienda, i sistemi di video sorveglianza con elementi di IA integrati dovrebbero aiutare a ridurre i reati sul trasporto pubblico. Secondo le statistiche sulla criminalità elaborate dalla stessa BVG, nel 2025 sono stati compiuti circa 12.560 reati complessivi sulla rete dei trasporti pubblici nella capitale tedesca, ovvero il 16% in meno rispetto all’anno precedente. A fronte di questo andamento generalmente positivo, tuttavia, si registra un netto aumento dei reati sessuali. Nel corso del 2025 sono stati 314 i casi accertati: si tratta del valore più elevato registrato dal 2015. Secondo la BVG, si tratterebbe di un fenomeno che rispecchia tendenze più ampie della società, più che riflettere uno specifico problema di sicurezza sul trasporto pubblico berlinese.

Tra i circa 12.560 reati totali figurano circa 4.000 episodi di violenza, 120 in meno rispetto al 2024. L’azienda ha registrato inoltre quasi 270 aggressioni o atti ostili nei confronti dei dipendenti, sessanta in meno rispetto all’anno precedente. Se insulti e minacce sono calati, le lesioni personali ai danni del personale BVG hanno invece segnato un incremento. Per mettere questi numeri in prospettiva, vale la pena di menzionare il fatto che, nel solo 2025 la rete di trasporti della capitale tedesca ha gestito circa 1,1 miliardi di viaggi.

La sorveglianza basata sull’intelligenza artificiale sui trasporti pubblici a Berlino: progetto pilota a Kreuzberg

Se si chiedesse a qualsiasi berlinese quale fermata e snodo di traffico di Berlino la BVG abbia scelto per un progetto pilota di sorveglianza video basato sull’intelligenza artificiale, la risposta sarebbe probabilmente: Kottbusser Tor. La piazza, la fermata della metropolitana e le vie intorno costituiscono infatti un punto urbano considerato problematico ai fini della criminalità (definizione che non di rado ha portato a livelli di sorveglianza più intensi che altrove, con conseguente esasperazione dei residenti locali e tensioni fra popolazione civile e forze dell’ordine. Proprio qui dovrebbero essere montate le prime telecamere con IA, con lo scopo di permettere alle forze di sicurezza di reagire con maggiore tempestività a situazioni critiche: persone sui binari, sviluppo di fumo, incendi o bagagli incustoditi. L’iter richiede però il via libera della garante della protezione dei dati di Berlino Meike Kamp, che secondo la responsabile IT della BVG non si è ancora pronunciata sull’impiego dell’IA negli spazi pubblici.

La BVG ha investito 105 milioni di euro in misure di sicurezza

Nel corso del 2025 la BVG ha destinato circa 105 milioni di euro alla sicurezza. Tra le voci di spesa figurano pattuglie congiunte di pulizia e sicurezza su alcune linee della metropolitana, oltre a un potenziamento generale del personale dedicato. Gli addetti alla sicurezza operativi nelle 24 ore sarebbero circa 250, con un monte ore giornaliero salito a 2.275 rispetto alle circa 1.900 dell’anno precedente.

Per un breve periodo si è anche parlato di riservare alcune carrozze sui mezzi pubblici esclusivamente alle donne, ma l’idea non ha convinto. Sulla scia della presentazione dei nuovi strumenti, la senatrice ai trasporti Ute Bonde (CDU) si è dichiarata contraria, sostenendo in un’intervista radiofonica che le aggressioni colpiscono non solo le donne ma anche altri gruppi appartenenti a minoranze, e che la questione va affrontata in termini più generali, cercando forme di protezione nel modo opportuno a tutti i soggetti vulnerabili.

Tra le soluzioni al vaglio c’è la possibilità di attivare richieste di soccorso silenziose tramite servizi di messaggistica.

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