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Post pro-Weidel su TikTok: la maggioranza proverrebbe dalla Nigeria

La maggioranza dei contenuti a supporti di Alice Weidel su TikTok proverrebbe dalla Nigeria. È questo uno degli elementi più rilevanti emersi da un’analisi dell’organizzazione non governativa Reset Tech, con sede a Washington, che mette in discussione l’origine di una parte della visibilità online della leader di Alternativa per la Germania.

Secondo lo studio, oltre 1200 account avrebbero contribuito alla diffusione dei suoi contenuti, in un quadro che suggerisce dinamiche coordinate e un possibile coinvolgimento di profili esteri. L’analisi, che sarebbe stata visionata anche dalla redazione del Morgenpost, non fornirebbe prove definitive di manipolazione, ma individuerebbe diversi segnali che meritano attenzione.

Oltre mille account coinvolti nella diffusione

Reset Tech dichiara di avere identificato 1203 profili attivi nella condivisione di materiali legati a Weidel. Si tratterebbe, nella maggior parte dei casi, di brevi clip tratte da interventi in parlamento, rilanciati su larga scala.

Nel complesso, questi account raggiungerebbero più di tre milioni di follower e avrebbero generato oltre 30 milioni di like. Parliamo di numeri decisamente consistenti, che di sicuro contribuiscono a rafforzare non di poco la presenza dei contenuti sulla piattaforma.

Il dato sulla Nigeria e i dubbi sull’origine dei contenuti

Il 57% dei post analizzati risulterebbe pubblicato da account localizzati in Nigeria, nonostante i video riguardino esclusivamente la politica interna tedesca.

La localizzazione, da sola, non dimostra un’operazione coordinata, ma la presenza di altri elementi, come le modalità di pubblicazione o la ripetizione dei contenuti, potrebbe suggerire l’ipotesi di un vero e proprio sistema.

Contenuti duplicati e pubblicazioni a ritmo anomalo

Tra gli aspetti più “sospetti”, emergerebbe la ripetizione sistematica dei contenuti, considerando, ad esempio, che il 54% dei post utilizzerebbe lo stesso video o presenterebbe testi identici, distribuiti su centinaia di profili diversi, ma anche che in 188 casi i contenuti sarebbero stati caricati a distanza di meno di un minuto l’uno dall’altro. Una frequenza difficilmente sostenibile da utenti singoli e che per questo potrebbe suggerire l’uso di strumenti automatizzati.

Reset Tech precisa comunque che lo studio non dimostra che l’intera visibilità della leader su TikTok sia artificiale o che i dati sui follower siano stati manipolati, ma solleva dubbi su segnali compatibili con l’esistenza di una rete di supporto con ampia capacità di diffusione.

Nessun legame diretto con AfD e richiesta di verifiche

In base a quanto si può osservare, non emergono elementi che colleghino direttamente AfD o Alice Weidel alle attività individuate e non è chiaro a chi sia riconducibile la dinamica osservata.

Per l’organizzazione non governativa, la questione riguarda questioni di estrema importanza, sul piano etico-politico, perché relativo alla tenuta dei sistemi democratici rispetto a possibili forme di influenza digitale. Da qui la richiesta di un intervento delle autorità di regolazione, chiamate a valutare anche il rispetto degli obblighi previsti dal Digital Services Act europeo.

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