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Le riserve di gas naturale in Germania sono ai minimi storici

In Germania, il gas naturale è la fonte di energia primaria per il riscaldamento e, come si può immaginare, la sua disponibilità si sta rivelando particolarmente importante in quello che risulta essere l’inverno più freddo che i tedeschi abbiano conosciuto da almeno 15 anni a questa parte. Dal 2022, quando Mosca ha prima ridotto e poi azzerato le esportazioni verso Berlino, il controllo delle giacenze nazionali rappresenta una priorità e al momento le giacenze non sono alte, tanto che diversi media tedeschi hanno avanzato dubbi sulla loro capacità di reggere fino alla stagione calda.

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Giacenze di gas naturale in Germania ai minimi storici

Al 4 febbraio 2026, gli impianti tedeschi registravano un riempimento del 31,25%. Tale percentuale risulta inferiore sia rispetto agli standard degli anni passati sia alla media continentale, attestata al 40,55%. Dodici mesi prima, nello stesso periodo, gli stoccaggi superavano il 55%.

Una quarantina di strutture, concentrate principalmente nella Bassa Sassonia, ma presenti anche in Baviera e Sassonia, fungono da cuscinetto per fronteggiare i picchi di domanda invernale. Alla loro capacità massima, queste installazioni basterebbero per due o tre mesi di consumi elevati. Nell’inverno corrente, però, non è mai stato possibile riempirle completamente.

La normativa governativa fissa obiettivi precisi: le giacenze devono raggiungere almeno l’80% a novembre e non meno del 30% al primo febbraio. Tali disposizioni cesseranno nel 2027, mentre l’intesa tra Unione e SPD prevede l’elaborazione di nuovi parametri.

Secondo l’Agenzia Federale per le Reti, non c’è il rischio di un inverno al gelo

L’Agenzia federale delle reti ha rassicurato l’opinione pubblica sulla solidità del sistema. Nonostante lo svuotamento progressivo, la stabilità deriverebbe, si legge nelle dichiarazioni rilasciate nel merito, dalla diversificazione delle fonti. Circa il 45% del metano giunge dalla Norvegia attraverso condotte, mentre i terminali per gas liquefatto nei Paesi Bassi e in Belgio integrano le forniture. Oltre il 90% del GNL importato proviene dagli Stati Uniti e questo dato genera non poco nervosismo, soprattutto per via della volubilità e inaffidabilità dell’attuale amministrazione. Fra chi critica questo stato di cose, come Felix Hackenbruch sul Tagesspiegel, legarsi così strettamente agli USA al punto da farne derivare una dipendenza energetica equivale a commettere lo stesso errore che la Germania commise, nell’era Merkel, con la dipendenza dal gas russo. Ancora una volta, quindi, il governo tedesco starebbe mettendo la sopravvivenza energetica del Paese nelle mani di un autocrate inaffidabile con tutto l’interesse a usare le proprie risorse per forzare scenari politici a proprio vantaggio. 

L’interconnessione europea, secondo le istituzioni tedesche, garantirebbe invece flessibilità: la Germania può accedere a forniture dalla Francia e dal Belgio. Per contro, i quattro impianti galleggianti tedeschi sul Mare del Nord e sul Baltico, operativi dopo le decisioni del 2022 successive all’invasione dell’Ucraina, non lavorano a pieno regime. Klaus Müller, presidente dell’Agenzia federale delle reti, sottolinea proprio questo margine residuo di crescita dell’operatività tedesca.

Quanto gas naturale si consuma in Germania?

Nel 2025 la Germania ha utilizzato 864 TWh di gas naturale, con un incremento del 2,2% sull’anno precedente. Le abitazioni e il settore commerciale assorbono il 40% del totale, lasciando il restante 60% all’industria. I picchi si concentrano tra dicembre e gennaio, mentre luglio e agosto registrano i valori più bassi. Il 56% delle case tedesche utilizza ancora il riscaldamento a gas.

Quanto è grave la situazione attuale?

Le temperature rigide persistenti nel nord-est alimentano non poche preoccupazioni. Sebastian Heinermann, amministratore delegato di Ines (l’associazione degli operatori tedeschi di sistemi di stoccaggio di gas e idrogeno), teme che a fine marzo le riserve possano scendere al 14%, livello mai toccato in precedenza. Anche con clima nella norma, secondo l’associazione, si rischia di raggiungere tale soglia.

Preoccupati anche Michael Kellner, portavoce per l’energia dei Verdi al Bundestag, che denuncia misure insufficienti con rischi per il benessere dei cittadini, e Timm Kehler, presidente dell’industria tedesca del gas e dell’idrogeno, che evidenzia invece le difficoltà di riempimento per la prossima stagione, con costi elevati dovuti agli obblighi normativi.

Sul versante opposto, l’economista Claudia Kemfert giudica le scorte sufficienti. Carenze fisiche appaiono improbabili, ma è ragionevole pensare che ci saranno rincari sulle bollette domestiche. Kemfert sostiene comunque l’utilità di una riserva strategica nazionale, attualmente assente in Germania.

Il Ministero dell’economia minimizza i rischi, citando proprio i terminali galleggianti come elemento distintivo rispetto al passato. La posizione del governo che l’infrastruttura GNL nel Baltico, ormai consolidata a livello continentale, consenta importazioni flessibili durante l’intero anno, il che renderebbe meno importante lo stoccaggio di grandi quantità di gas. Andreas Lösche, economista dell’Università della Ruhr di Bochum, conferma il vantaggio: l’accesso ai mercati mondiali amplia le opzioni.

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