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Cure dentistiche solo con assicurazione privata e sussidio di disoccupazione dimezzato: le proposte degli economisti CDU

L’associazione economica della CDU sta facendo con l’economia quello che la Heritage Foundation americana fa con le politiche sociali: avanza proposte che sarebbero state considerate indecenti appena pochi anni fa, nella consapevolezza che la finestra di Overton si è spostata talmente a destra che quasi nessun pilastro del welfare si può più considerare sacro. La differenza fondamentale fra le due, certo, è che, almeno fino a ora, il governo tedesco a maggioranza cristiano-democratica non ha implementato tutte le proposte dei giovani economisti rampanti e anzi, qualcuno all’interno dell’Unione ha perfino espresso critiche piuttosto nette. Dopo la proposta di vietare il part time “come stile di vita”, dalla stessa associazione è emerso un documento che propone tagli ancora più drastici al già pericolante stato sociale tedesco. Tutti i media tedeschi hanno scelto di focalizzarsi sul fatto che fra le proposte ci sia quella di togliere tutte le coperture per le cure dentistiche dalle assicurazioni pubbliche, piuttosto che sull’idea di abolire la pensione di maternità e la pensione di base e dimezzare il sussidio di disoccupazione. 

Non solo cure dentistiche: i tagli proposti dall’associazione economica della CDU

Alla base della proposta, che si presenta con il generico titoli di “Agenda per i lavoratori in Germania“, c’è un concetto semplice: ridurre le prestazioni previdenziali. Si tratta di un documento di sei pagine “Agenda per i lavoratori in Germania”, presentato alla Deutsche Presse-Agentur e riportato per primo da Bild am Sonntag, che elenca tutta una serie di tagli, a partire dai tipi di prestazioni sanitarie che non dovrebbero, secondo gli economisti, essere coperte dalle assicurazioni obbligatorie statali, perché sarebbero “in generale ben coperte da assicurazioni private“. In questo scenario, ovviamente, chi non può permettersi un’assicurazione privata tout court o anche solo un’assicurazione privata supplementare da aggiungere a quell pubblica dovrebbe semplicemente pagare di tasca propria tutte le prestazioni non coperte, per esempio le cure dentistiche. 

Nella logica del documento, questo tipo di terapie “non dovrebbero più gravare sui contribuenti con il sistema di ripartizione”. Secondo il segretario generale del Consiglio economico Wolfgang Steiger, questa sarebbe una “politica responsabile” nei confronti dei lavoratori, che altrimenti vedrebbero aumentare i contributi sociali e quindi vedrebbero ampliarsi il divario fra introito lordo e netto mensile. “Un dibattito onesto” sarebbe necessario, secondo gli economisti, con lo scopo di capire che cosa si può tagliare, quali prestazioni sanitarie è possibile esigere che i cittadini paghino da soli (pur continuando, beninteso, a pagare l’assicurazione sanitaria).

Per chi non avesse familiarità con il sistema sanitario tedesco, vale la pena specificare che, al momento, la maggior parte delle misure di prevenzione, diagnosi precoce e cura delle malattie dentali, orali e mascellari sono pagate dalle casse malattia, a condizione che non superino le cure riconosciute come strettamente necessarie. Si pagano invece di tasca propria tutte le procedure e parti di procedure considerate non strettamente necessarie per la salute, come l’uso di impasti esteticamente meno visibili nel trattamento delle carie oppure gli intarsi, che si usano in odontoiatria conservativa per ricostruire la parte interna della superficie masticatoria di un dente danneggiato da carie o traumi. Nei primi tre trimestri del 2025, le assicurazione pubbliche hanno coperto cure dentistiche per circa 10,5 miliardi di euro.

Meno copertura per le assicurazioni sul lavoro

I tagli proposti dall’associazione economica della CDU non si limitano, tuttavia, solo alle cure dentistiche. Nella proposta vengono richiesti anche tagli alle coperture delle assicurazioni contro gli infortuni sul lavoro, nello specifico si chiede che venga eliminata la copertura per gli infortuni in itinere. Con questo termine si intendono gli incidenti che capitano mentre ci si reca al lavoro o al luogo di formazione o mentre si ritorna a casa. In linea di principio è assicurato solo il percorso diretto da un luogo all’altro, ma sono assicurati anche i percorsi che si rendono necessari, ad esempio, per chi deve portare o andare a prendere i figli a scuola prima, dopo o durante il lavoro o in caso di interruzioni del percorso che richiedono deviazioni. Anche in questo caso, secondo gli autori della proposta, bisognerebbe incoraggiare le persone a scegliere le assicurazioni private.

Dimezzare il sussidio di disoccupazione

Attualmente, in Germania, i disoccupati di età superiore ai 50 anni possono ricevere l’indennità di disoccupazione I per un massimo di 24 mesi, mentre gli under 50 per un massimo di dodici mesi. Nel documento si chiede di imporre restrizioni drastiche a questa prestazione, limitandola a dodici mesi per tutti. La misura andrebbe a colpire quindi proprio le persone che hanno più difficoltà a trovare lavoro, dal momento che sono poche le aziende che tendono ad assumere gli ultrecinquantenni

Tagli ai supplementi per le pensioni: gli economisti vogliono ridurre i contributi sociali

Per l’associazione, composta soprattutto da imprenditori, la Germania deve affrontare un problema: “l’esplosione dei contributi sociali”. Dovrebbero essere aboliti la pensione di maternità (ovvero l’inserimento dei periodi dedicati all’educazione dei figli nel calcolo nell’assicurazione pensionistica), la pensione anticipata senza decurtazioni per gli assicurati con una lunga anzianità contributiva e la pensione di base (un supplemento individuale alla pensione legale per gli assicurati di lunga data che abbiano guadagnato meno della media, allo scopo di garantire il minimo necessario alla sussistenza e a una vita dignitosa). Il Consiglio economico ritiene inoltre necessario abolire i programmi per il mercato del lavoro ed effettuare tagli drastici al personale che si occupa del supporto al reinserimento dei disoccupati, per esempio quello dell’Agenzia federale per il lavoro.

Tagli a tasse e imposte, soprattutto per i redditi più alti

Tutte queste misure sono pensate, dice l’associazione, per ridurre il carico fiscale. Inevitabile, quindi, che gli economisti si interessino anche di aliquote fiscali partendo dalla più alta. Per esempio, l’idea che questa si applichi a redditi da 70.000 sarebbe “un brutto scherzo”. La soglia di reddito per l’aliquota fiscale massima, dicono, dovrebbe essere molto più alta e anche la franchigia di base nell’imposta sul reddito dovrebbe essere aumentata.

Inoltre, le aliquote fiscali sulle imprese dovrebbero essere ridotte a un “livello competitivo a livello internazionale” di massimo il 25% per le società di capitali. Inoltre, nel caso di imprese che vengono ereditate, dovrebbero esserci sgravi anche sull’imposta di successione, se le imprese ereditate mantengono i posti di lavoro. 

SPD e Die Linke criticano la proposta

Le critiche da sinistra non hanno tardato ad arrivare e non sorprendono: la leader di Die Linke Ines Schwerdtner, in una dichiarazione a Der Spiegel, le ha definite “uno schiaffo al 90% dei tedeschi”, mentre Bernd Rützel, esperto di politica sociale per l’SPD ha parlato di misure da “era glaciale”. Schwerdtner traccia uno scenario preoccupante per quella stragrande maggioranza di famiglie che fa affidamento sulle assicurazioni sanitarie pubbliche e che presto potrebbe vedersi costretta a scegliere fra le cure dentistiche e la spesa.

Ines Schwerdtner
Foto: Olaf Krostitz

Anche per l’associazione sociale tedesca questo progetto è inaccettabile, poiché contribuirebbe a esacerbare quella che già oggi è una medicina “a due velocità”, che permette alle fasce più ricche della popolazione un livello di cura della salute che è invece interdetto alle persone economicamente svantaggiate.

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