A Berlino ci sono ancora le cimici dei letti (e non se ne andranno)
A Berlino non si parla più tanto spesso di cimici dei letti e certamente non si registra più la paranoia che, per alcuni mesi subito a ridosso della pandemia, spingeva i passeggeri dei mezzi pubblici a evitare le sedute in tessuto di tram, autobus e metro. Il fatto che non se ne parli, tuttavia, non vuol dire che il problema sia risolto. Semplicemente, secondo gli esperti, la sua espansione massima si registrerà in una stagione diversa. Sta di fatto che, per il secondo anno consecutivo, la capitale tedesca concentra la quota più consistente di infestazioni da cimici dei letti sull’intero territorio nazionale. A certificarlo è il rapporto sui parassiti 2026 redatto da Schädlingshero, società specializzata nel controllo delle specie infestanti, che ha analizzato circa 20.000 richieste di intervento registrate nel biennio 2024-2025.
La newsletter del Mitte!
Notizie, novità, eventi dalla Germania
Berlino, capitale delle infestazioni da cimici dei letti
Su scala nazionale, il 37% di tutte le segnalazioni relative alle cimici dei letti è riconducibile alla sola città di Berlino. E, secondo gli autori del rapporto, non è una questione di igiene, ma una conseguenza inevitabile di condizioni strutturali per le quali possiamo fare poco: c’entrano la densità abitativa, che certamente è maggiore a Berlino che in molti altri luoghi della Germania, ai flussi di mobilità e agli stili di vita urbani. Anche il clima fa la sua parte: la stagione delle cimici, infatti, inizia sempre più presto.
A livello complessivo, la quota di infestazioni di cimici dei letti rappresenta poco meno del 19% degli interventi totali di disinfestazione richiesti in città. Un incremento contenuto in termini percentuali, ma accompagnato da un’altra tendenza rilevante: l’allungamento della stagione attiva. I picchi si concentrano tra giugno e luglio, con una seconda ondata a settembre, e le segnalazioni restano elevate fino al tardo autunno.
L’estensione del periodo di infestazione è uno degli elementi che il rapporto segnala con maggiore attenzione. Le cimici dei letti, tradizionalmente associate ai mesi estivi, sembrano ormai adattarsi a una finestra temporale più ampia, grazie alle temperature che si fanno sempre più calde, anche in Germania. Questo rende più difficile circoscrivere gli interventi e richiede una vigilanza prolungata da parte sia dei privati che degli operatori del settore.
La lotta di Berlino contro i “parassiti”
Le cimici dei letti non sono l’unica voce in movimento nel rapporto. Le vespe rimangono il parassita più segnalato a livello nazionale, pur registrando un calo rispetto all’anno precedente: dal 34% al 30% delle richieste totali. La distribuzione geografica è però tutt’altro che uniforme. Nel Brandeburgo la percentuale raggiunge il 41%, mentre Berlino si colloca tra le regioni con la minore incidenza di infestazioni da vespe: questa è una delle poche voci in cui la capitale non occupa le posizioni di testa.
Ratti, scarafaggi e topi sono in lieve calo, mentre aumentano le segnalazioni dovute a infestazioni di “pesciolini d’argento”, piccoli parassiti innocui per l’uomo ma estremamente dannosi per i libri, poiché mangiano la carta. La loro quota sul totale nazionale è del 6%, con incrementi marcati in Bassa Sassonia, Nord Reno-Westfalia, Assia e Baviera.
Uno degli aspetti più significativi che emerge dall’analisi è il divario tra contesti urbani e aree rurali. Nelle grandi aree metropolitane, i casi tendono ad aumentare più rapidamente e con maggiore intensità rispetto a quanto avviene nelle regioni meno densamente popolate.
Questa asimmetria non riguarda solo la quantità delle infestazioni, ma anche le specie coinvolte e l’andamento stagionale.




