AperturaPoliticaPolitica Tedesca

Lettera dei veterinari tedeschi al ministro: vietare la stabulazione fissa delle mucche, “è una tortura”

Trecento cinquanta professionisti della medicina veterinaria hanno indirizzato un documento al Ministro dell’Agricoltura Alois Rainer (CSU). Il testo è stato ripreso dalle agenzie di stampa e dai media tedeschi e gli stessi concetti si possono trovare espressi anche sul sito della lega tedesca per la protezione degli animali. Il timing non è casuale: la lettera aperta precede la Settimana Verde di Berlino, evento che concentra una grande attenzione mediatica sul comparto agricolo tedesco.

I firmatari chiedono di abolire una pratica che in Germania interessa quasi 950.000 bovini, concentrati prevalentemente nelle regioni meridionali del paese. Di questi, 420.000 sono vacche da latte.

Le condizioni della stabulazione fissa negli allevamenti

Gli animali vengono incatenati al proprio posto e la mobilità consentita si riduce a due movimenti: sdraiarsi e alzarsi, ma spesso neppure questo. In alcune strutture il problema si aggrava, poiché lo spazio allocato risulta talmente insufficiente che non tutti gli animali possono coricarsi contemporaneamente, con il risultato che i bovini inciampano gli uni negli altri, spesso ferendosi. L’accesso all’esterno è interdetto, così come la possibilità di camminare.

La durata varia. Certi bovini subiscono questa condizione per diversi mesi durante l’anno (mediamente dai 90 ai 120 giorni), altri per l’intera esistenza. Nella lettera si parla di tortura, di stress fisico e psicologico derivante dalla limitazione della libertà di movimento.

La lega tedesca per la protezione degli animali considera assolutamente inaccettabile anche il sistema che alterna stabulazione fissa e possibilità di movimento: 120 giorni di movimento equivalgono, per sottrazione, a 245 giorni di immobilizzazione. Inoltre, chi applica questo sistema non è obbligato a garantire pascoli propriamente detti durante i periodi di “libertà” degli animali. Non esistono prescrizioni sulla superficie minima dove gli animali devono potersi muovere senza vincoli. Secondo i parametri del sistema combinato, lasciare le mucche nel cortile dell’azienda per un certo periodo è sufficiente, così come lo sono i recinti di pochi metri quadrati all’interno della stalla.

La newsletter del Mitte!

Notizie, novità, eventi dalla Germania

Persino nelle aziende biologiche si trova l’allevamento stagionale con stabulazione fissa. In questo caso, oltre al pascolo estivo, va garantito movimento in cortile almeno due volte alla settimana durante l’inverno.

Richieste dei professionisti veterinari e mobilitazione dei consumatori

I veterinari argomentano la propria posizione richiamando doveri professionali. “È nostro dovere prevenire la sofferenza“, si legge nel documento. Aggiungono che pratiche che generano sofferenze superflue violano la normativa sulla protezione animale e contraddicono i fondamenti della medicina veterinaria.

La lettera aperta chiede un quadro normativo chiaro, accompagnato da periodi di transizione realistici e programmi di sostegno mirati verso forme di allevamento più rispettose, con l’obiettivo di eliminare completamente la stabulazione fissa dall’allevamento bovino tedesco. A Rainer si chiede di promuovere questa trasformazione nell’ottica di un’agricoltura sostenibile.

Foodwatch ha raccolto oltre 55.000 firme attraverso una petizione online indirizzata al ministro.

Il tentativo normativo di Özdemir e le radici storiche della pratica

Già a maggio 2024, l’allora ministro dell’agricoltura Cem Özdemir (Verdi), predecessore di Rainer, avevano elaborato un disegno di legge con norme più stringenti sul benessere animale. La stabulazione fissa permanente sarebbe stata vietata del tutto, dopo dieci anni di transizione graduale per eliminarla dalle aziende agricole tedesche, lasciando la possibilità, solo per le aziende di dimensioni ridotte, di applicare la variante stagionale.

L’associazione per la protezione degli animali aveva liquidato la proposta come “praticamente insignificante”. La rottura della coalizione ha poi affossato l’intero progetto legislativo.

Storicamente, la maggioranza dei bovini tedeschi è stata allevata quasi sempre in stabulazione fissa. L’introduzione delle stalle libere negli anni ’80 ha modificato parzialmente lo scenario. Tuttavia 28.300 aziende agricole mantengono questa modalità, pari al 22% circa delle strutture che allevano bovini nel paese. Il governo tedesco, secondo quanto contestato nella lettera aperta, ha bloccato il divieto a livello nazionale. I veterinari chiedono un’inversione di questa posizione.

Articoli Correlati

Lascia un commento

Pulsante per tornare all'inizio