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Mario Draghi riceverà il Premio Carlo Magno 2026: un riconoscimento per il “Whatever it takes”

Il Premio Carlo Magno 2026 sarà assegnato a Mario Draghi, ex governatore della Banca centrale europea e già presidente del Consiglio italiano. Dal 1950, questa onorificenza viene conferita a chi contribuisce all’unificazione europea. Il presidente del comitato direttivo Armin Laschet (CDU) ha dichiarato che la scelta di Draghi è dovuta soprattutto ai suoi sforzi per la competitività dell’Europa che, sostiene, è ormai una sfida essenziale per l’Unione.

Il merito di aver salvato la moneta unica e l’appello all’unità

Secondo la giuria, l’operato di Draghi si distingue soprattutto per la sua determinazione e la fermezza. La motivazione ufficiale della decisione richiama l’ormai celeberrimo intervento ormai noto come “Whatever it takes“, pronunciato dall’economista in una fase critica per la tenuta della valuta comune. Quell’annuncio, secondo Laschet, ha impedito il collasso dell’euro quando la situazione appariva compromessa. Grazie a quell’azione, il mercato interno e l’unione monetaria hanno evitato il fallimento.

Mario Draghi si è detto profondamente riconoscente nell’apprendere della decisione della giuria del Premio Carlo Magno. In un videomessaggio diffuso durante l’annuncio, l’economista settantottenne ha osservato come il riconoscimento arrivi mentre l’Europa affronta minacce senza precedenti e mentre nemici sia interni che esterni mettono alla prova il progetto comunitario. Per garantire la sopravvivenza dell’Unione, ha dichiarato, è indispensabile che Stati membri puntino sulla coesione.

Il Premio Carlo Magno per il lavoro di Mario Draghi sulla competitività

Il comitato esecutivo ha posto l’accento anche sul documento pubblicato dall’ex banchiere centrale nel 2024. Quel rapporto, incentrato sulla competitività del continente, lanciava un allarme: senza una rapida accelerazione dell’innovazione, l’Unione rischia il distacco rispetto a Stati Uniti e Cina. La giuria condivide l’analisi. Nella motivazione si legge che la situazione presenta contorni allarmanti: l’Europa potrebbe trasformarsi in pedina manipolabile da altre potenze. Solo attraverso un incremento della competitività potrà conservare margini di autonomia. La forza economica, secondo i giurati, costituisce il presupposto di ogni altra capacità d’azione.

Un riconoscimento nato nel dopoguerra

L’imperatore medievale da cui il premio prende nome venne considerato già dai contemporanei come “padre dell’Europa”. Dal secondo dopoguerra, l’onorificenza celebra chi si distingue nell’opera di unificazione continentale. Tra i primi destinatari figurano Konrad Adenauer, cancelliere federale tedesco premiato nel 1954, e Winston Churchill, ex primo ministro britannico insignito l’anno seguente. Nel 2024 il riconoscimento è andato a Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea. Dal 2024, al premio si affianca una donazione di un milione di euro, proveniente da due donatori privati di Aachen. Questi fondi verranno destinati a iniziative di carattere pro-europeo. La consegna ufficiale si terrà tradizionalmente nel giorno dell’Ascensione: per il 2025, l’appuntamento è fissato al 14 maggio.

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