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Kraftwerk a Berlino: due ore e mezza di storia e stile

Puntualità tedesca. Alle 20:00 precise inizia lo spettacolo alla Uber Eats Music Hall, in precedenza nota come Verti Music Hall. È il primo dei due concerti dei Kraftwerk previsti a Berlino (9 e 10 dicembre 2025), nell’ambito del loro Multimedia Tour.

Sul palco, salgono Henning Schmitz (sintetizzatore), Falk Grieffenhagen (percussioni elettroniche e proiezioni video), Georg Bongartz (proiezioni video) e Ralf Hütter (voce, tastiera, sintetizzatore e vocoder), ultimo membro fondatore rimasto. Avvolti da tute aderenti decorate con linee che si illuminano al neon insieme alle loro celebri postazioni, restano concentrati e quasi immobili per tutto il concerto, durato quasi due ore e un quarto. Un plauso speciale a Hütter. A 79 anni non solo non è facile, ma è quasi unico.

Il modello Kraftwerk e l’identità atemporale

Con la sua combinazione tra musica elettronica, video, animazioni e performance art, e con i suoi esperimenti di contaminazione tra suoni, robotica e innovazione tecnologica, il modello lanciato a Düsseldorf nel 1970 da Ralf Hütter e Florian Schneider è stato, di fatto, la matrice della moderna musica digitale e per molti aspetti dell’intera cultura contemporanea.

9 dicembre 2025, Kraftwerk alla Uber Eats Music Hall, Berlino. © Il Mitte

Al pubblico di affezionati presenti nella sala (alcuni filologicamente vestiti “in stile”, con camicia rossa e cravatta nera), i Kraftwerk presentano loro paesaggi sonori elettronici esattamente per come sono stati concepiti. Nessuna versione 2.0 adeguata alla moderna tecnologia. Nessun rincorrere gli aggiornamenti del presente, con la sua velocità vertiginosa e i risvolti socio-politici sempre più inquietanti. Sul palco i quattro artisti ribadiscono la loro identità atemporale di neonati robotici e lo fanno rappresentando le origini del futuro, con il linguaggio che li ha resi famosi.

9 dicembre 2025, Kraftwerk alla Uber Eats Music Hall, Berlino. © Il Mitte

I grandi successi tra animazioni e fascino low-tech

Alternando animazioni delle copertine dei loro album a scene di vecchi film, fanno pulsare nelle casse e tra la folla i loro grandi successi: “Autobahn“, accompagnata dall’animazione al computer di un’autostrada tedesca, con una VW Golf, “Trans Europa Express“, “Computer Liebe”, “Das Model”, “Wir sind die Roboter” e un’intensissima e quasi ipnotica versione di “Tour de france“.

9 dicembre 2025, Kraftwerk alla Uber Eats Music Hall, Berlino. © Il Mitte

Con una pioggia di pillole durante “Vitamin“, palazzi in serie su “Metropolis“, viaggi interstellari con dischi volanti atterrati proprio davanti alla Uber Eats Music Hall e treni lanciati nel vuoto di infinite geometrie, i quattro artisti evocano un mondo, il loro mondo, futuro e ormai passato, antico e ultramonderno al tempo stesso, con metronomica precisione e fascino low-tech.

9 dicembre 2025, Kraftwerk alla Uber Eats Music Hall, Berlino. © Il Mitte

L’omaggio a Ryūichi Sakamoto

Eccezionalmente, per un concerto dei Kraftwerk, c’è spazio anche per un intervento parlato. Breve e sintetico, naturalmente. Ralf Hütter, l’ultimo membro fondatore rimasto, racconta della sua amicizia con il compositore giapponese Ryūichi Sakamoto, conosciuto a Tokyo nel 1981 e scomparso due anni fa. Sullo schermo, una foto in bianco e nero di Sakamoto e di un giovane Hütter.

Per celebrare Sakamoto, i Kraftwerk eseguono quindi “Merry Christmas, Mr. Lawrence“. Solo note e melodie, niente ritmo, in un’atmosfera improvvisamente sospesa e suggestiva. E poi, c’è l’esplosiva “Radioaktivität“, con un testo giapponese scritto dall’artista giapponese.

9 dicembre 2025, Kraftwerk alla Uber Eats Music Hall, Berlino. © Il Mitte

L’uscita di scena, dalla luce al buio: i Kraftwerk salutano

Alla fine del concerto, i quattro escono di scena l’uno dopo l’altro, abbandonando gli strumenti in successione durante il finale e inchinandosi al pubblico, uno alla volta, prima di essere inghiottiti dal buio dell’off stage. Il tempo di un bis e poi la chiusura e il rinvio all’appuntamento del giorno successivo, il 10 dicembre, nella stessa location. Per un pubblico diverso, ma con lo stesso identico rituale scenico e simbolico che caratterizza, da decenni, le performance dei pionieri della musica elettronica tedesca.

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