rinnovo contratto marittimi: salari, AI e costi, i nodi cruciali della trattativa
(Adnkronos) – Recupero del potere d’acquisto, ma non solo. La trattativa per il rinnovo del contratto di lavoro dell’industria armatoriale italiana dovrebbe nelle intenzioni delle parti concludersi in breve tempo, ma sulla strada della firma i nodi da sciogliere sono diversi. A cominciare da quelli prodotti dalla situazione marittima internazionale con rotte bloccate o deviate a causa degli scenari bellici in corso, in grado di incidere sui costi e quindi sulle prospettive delle imprese. Sul rinnovo aleggiano però anche recenti pronunciamenti giurisprudenziali, visti dalle associazioni datoriali di categoria come un’ancora in grado di incidere sulla valenza della contrattazione collettiva. Ecco quindi i principali punti su cui potrebbe arenarsi o rallentare la trattativa su un contratto che formalmente scade il 31 dicembre 2026 e che vede da una parte Assarmatori, Confitarma, Assorimorchiatori e e Federimorchiatori, dall’altra Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti.
AUMENTI SALARIALI – COSTI DELLE IMPRESE
i sindacati: il 17 settembre Filt-cgil, fit-cisl e uiltraporti hanno approvato la piattaforma unitaria con le richieste economiche. Si punta al recupero del potere d’acquisto, la rivendicazione complessiva è del 12%, ma anche a una rivalutazione delle componenti accessorie, con il rafforzamento dei minimi contrattuali e, non ultimo, un meccanismo capace di proteggere gli aumenti dall’inflazione.
gli armatori: costi e prospettive delle imprese sono segnati dai conflitti bellici in corso che vedono incrementare i premi chiesti dalle assicurazioni, i prezzi per i noli di chi decide di operare in teatri pericolosi e gli alti stipendi del personale marittimo disposto a rischiare la vita. Non ultimi i danni inflitti dalla pirateria e dalle rotte che obbligano a scali diversi e tempi di viaggio più lunghi. Costi non irrisori, sostengono, se è vero che l’80% delle merci viaggia via mare. Gli armatori chiedono poi che si tenga anche conto dei recenti pronunciamenti giurisprudenziali su temi che intaccano la valenza della contrattazione collettiva.
CONTINUITÀ OCCUPAZIONALE – FLESSIBILITÀ ORGANIZZATIVA
i sindacati: vogliono che nel nuovo contratto ci sia una clausola in grado di difendere il posto di lavoro in diverse situazioni: dal cambio di armatore al cambio di appalto alle concessioni pubbliche alla continuità territoriale e trasferimento di servizi. In pratica vogliono evitare che un dipendente possa perdere il posto di lavoro se c’e’ un cambio di gestore, o che si perdano diritti acquisiti come una riduzione dello stipendio e inquadramenti. I sindacati vorrebbero anche strumenti operativi efficaci su orario effettivo, periodi d’imbarco e riposi e prevenzione della fatica.
gli armatori: di ufficiale ancora le organizzazioni dei lavoratori non hanno presentato nulla, ma sembra che il punto principale potrebbe essere quello di chiedere di adattare l’organizzazione del lavoro alle trasformazioni del settore. E quindi contenere ad esempio l’impatto del rinnovo sulla competitività delle imprese, semplificare regole e procedure, ottenere una maggiore elasticità su turni e sostituzioni.
LAVORO USURANTE – RICAMBIO GENERAZIONALE
i sindacati: non può essere una rivendicazioni in senso stretto, ma i sindacati vogliono che il lavoro marittimo sia riconosciuto come usurante e puntano a strumenti di accompagnamento alla pensione ( prepensionamenti) e contestualmente vorrebbero misure per favorire l’ingresso dei giovani nel settore. C’e’ bisogno di scriverlo nero su bianco nel contratto,
gli armatori: non hanno ancora espresso una posizione ufficiale. Ma la questione non sta solo nelle misure da decidere, quanto nelle figure che mancano. Confindustria denuncia la mancanza di oltre 175.000 posti complessivi nella filiera allargata. Le aziende faticano a trovare meccanici, saldatori, ingegneri navali, tecnici specializzati nella transizione energetica, specialisti digitali e marinai di coperta. Nel solo comparto della cantieristica il 43% dei posti resta scoperto, mentre a bordo delle navi mancano migliaia di profili operativi tra cui circa 3.000 tra ufficiali, sottufficiali e personale di coperta/macchina. Certo è che il Ccnl ha un limite giuridico: può impegnare le pari a sostenere una riforma, ma non può sostituirsi alla politica.
INTELLIGENZA ARTIFICIALE -NUOVE COMPETENZE
i sindacati: lo spauracchio è evidente: figure oggi necessarie che diventano ininfluenti ai fini del processo produttivo con l’arrivo e l’utilizzo dell’intelligenza artificiale. Per i sindacarti il punto decisivo sarà quello di mantenere il controllo dell’informazione. Nel senso: mantenere un potere di consultazione e di intervento sulle garanzie per la formazione e la difesa dell’occupazione.
gli armatori: Per le imprese marittime la sfida tecnologica diventa prioritaria. In un mondo che cambia riscrivere le regole razionalizzandole in funzione del nuovo che avanza diventa fondamentale. Il punto quindi è evitare procedure e regole che rallentino l’adozione delle nuove tecnologie per migliorare efficienza e sicurezza e disporre di armi, come l’Ai che la mettano in grado di competere con le industrie armatoriali dei paesi più avanzati.
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