Dopo l’abbandono di Rossmann e Fritz Kola l’associazione delle imprese tedesche fa marcia indietro su AfD
Il “terremoto” che si è verificato in questi giorni all’interno dell’associazione tedesca delle “imprese familiari” (un’organizzazione che, come abbiamo spiegato qui, raccoglie realtà aziendali di dimensioni nazionali e internazionali nonostante il nome evochi piccole imprese) è un esempio da manuale di come le diverse pressioni degli attori sociali possano produrre conseguenze nella politica e nella società. Dopo che la scelta di invitare alcuni esponenti di AfD a un evento dell’associazione ha scatenato sdegno e spinto alcuni grandi soggetti commerciali a lasciare i “Familienunternehmer”, la presidente Marie-Christine Ostermann ha fatto marcia indietro e ha pubblicamente ammesso di aver sbagliato. La dichiarazione arriva domenica sera, dopo una serie di riunioni con il comitato dell’associazione.
L’organizzazione ha modificato la propria linea, escludendo, per il futuro, qualsiasi apertura verso il partito di ultradestra.
Tentativo fallito di un confronto diretto?
Nelle motivazioni espresse da Ostermann, tuttavia, non si ammette neppure che l’associazione intendesse “aprirsi” ad AfD o considerarne gli esponenti come possibili interlocutori. Tutt’altro: la presidente ha dichiarato che l’intento originario dell’invito stesso era incontrarsi faccia a faccia con i rappresentanti di Alternativa per la Germania, allo scopo di comunicare loro quanto i membri dell’associazione fossero avversi alle proposte del partito e le trovassero controproducenti per il sistema economico tedesco. In altre parole, secondo quanto comunicato da Ostermann domenica, i Familienunternehmer avevano invitato AfD a un evento pubblico per criticarli faccia a faccia e rendere chiaro quanto non volessero avere nulla a che fare con loro, ma, purtroppo, l’intento è stato frainteso e quello che doveva essere un momento di confronto critico è stato percepito come una legittimazione del partito. Ora, quindi, sarà necessario trovare altri modi per far sapere ad AfD che gli imprenditori non ne appoggiano le politiche.
“È successo il contrario di quello che volevamo”, recita il comunicato ufficiale. L’associazione si è trovata involontariamente associata a posizioni estremiste da cui intende invece prendere distanza netta.
Gli abbandoni eccellenti che hanno fatto cambiare rotta all’associazione delle imprese nei confronti di AfD
Sono diversi i nomi di peso che hanno abbandonato l’organizzazione in poco tempo, non appena si è diffusa la notizia dell’invito ad AfD. Si parla di colossi come Rossmann, Vorwerk e Fritz-Kola. La catena di dimissioni è iniziata già in ottobre, quando l’associazione aveva revocato quello che Ostermann definiva il “divieto di contatto” con i deputati di AfD al Bundestag durante un evento organizzato presso una sede della Deutsche Bank a Berlino. Le reazioni delle aziende associate hanno costretto la dirigenza a una riflessione profonda. Nelle settimane e nei mesi successivi, l’associazione ha promesso consultazioni con i membri per definire un approccio chiaro e assumere posizioni inequivocabili contro AfD anche in vista delle prossime elezioni regionali.
Reazioni politiche al cambio di direzione: SPD e CDU approvano
Dennis Radtke, responsabile federale dell’ala dei lavoratori della CDU, ha commentato l’inversione di marcia con prudente soddisfazione. Al quotidiano Handelsblatt ha evidenziato come la prospettiva di perdite economiche sembri aver prodotto effetti concreti sulle decisioni degli imprenditori. Tuttavia, Radtke ha specificato che spetterà alle aziende associate giudicare l’autenticità di questa svolta.
Il ministro dell’Interno della Turingia Georg Maier (SPD) ha definito un grave errore l’avvicinamento della dirigenza ad AfD, sottolineando come tale mossa favorisse la normalizzazione di un partito caratterizzato da nazionalismo e populismo. Come Radtke, Maier ha riconosciuto il valore positivo della reazione delle imprese associate, capaci di bloccare una traiettoria considerata sbagliata.



