“Sono stata fraintesa”: Bärbel Bas minimizza dopo le polemiche con i datori di lavoro
Mentre quanto detto al congresso federale dei Giovani Socialisti continua a produrre polemiche, la ministra del lavoro Bärbel Bas (SPD) butta acqua sul fuoco e cerca di minimizzare le dichiarazioni che le hanno attirato aspre critiche da parte delle associazioni imprenditoriali e dell’Unione.
Bas aveva raccontato ai giovani del suo partito l’esperienza vissuta durante la giornata dei datori di lavoro, quando aveva parlato di pensioni e perorato la causa delle fasce più deboli della popolazione ricevendo chiusura, se non scherno, da uomini elegantissimi, contrari sin dal principio alle sue proposte.
Cosa ha detto Bärbel Bas: le frasi contestate e le reazioni delle associazioni
“Erano seduti lì, lo dico apertamente, i signori — sì, per lo più erano uomini — nelle loro comode poltrone, qualcuno con abiti su misura, e il rifiuto era chiaramente percepibile”. Così Bas aveva ricostruito la scena, aggiungendo che la contrapposizione, oggi, non sussiste tra generazioni diverse, ma tra chi ha bisogno di tutele sociali e chi le ritiene negoziabili.
Gli esponenti delle organizzazioni dei datori di lavoro avevano reagito con durezza, dicendosi oltraggiati e ritenendo l’approccio da “lotta di classe” della ministra dannoso per l’intero sistema economico. Anche l’Unione, partner di governo del partito della ministra, era intervenuta parlando di scandalo politico.
La difesa di Bas: un reciproco fraintendimento
Ora arriva la risposta. Bärbel Bas parla di un’incomprensione bilaterale. “Entrambe le parti”, tanto i datori di lavoro quanto lei stessa, si sarebbero sentite fraintese in occasione del suo intervento durante la Giornata dei Datori di Lavoro, ha spiegato la ministra a ntv.
Ha aggiunto che le sue parole non hanno il significato che alcuni vi hanno visto e ribadito come, in diverse occasioni, abbia mostrato “quanto tenga in grande considerazione le partnership sociali e di come abbia difeso il compromesso sul salario minimo persino contro la sua area politica. “Quindi si conosce bene di me anche l’altro lato” ha precisato. Bas ha dunque respinto con fermezza di aver dipinto imprenditori e imprenditrici come avversari irriducibili.
L’esperienza personale e le scuse ricevute
La ministra socialdemocratica ha poi aggiunto che i fischi e le risate durante il discorso al Giorno dei Datori di Lavoro l’avrebbero ferita profondamente. “Credo che molti qui tra il pubblico conoscano forse la sensazione di trovarsi davanti a un pubblico, e credo che non importi se si è uomini o donne, quando alla fine si viene derisi”, spiegando come sia stato davvero difficile e di aver trovato la cosa particolarmente dolorosa perché stava parlando di persone “che hanno davvero poco”.
Ha poi aggiunto che, dopo il suo discorso, diversi partecipanti si sarebbero avvicinati per scusarsi. “L’ho trovato un bel gesto”, ha ammesso Bas.
Contrattazione collettiva e battaglie future
Tuttavia la ministra insiste su determinati punti e in particolare sul fatto che, al momento, si stia assistendo a una “fuga dai contratti collettivi”. Se la contrattazione collettiva copre solo il 49% dei lavoratori, “questo ha un impatto sulla società, anche sulle disuguaglianze” ha chiarito.
Su questi temi Bas annuncia di voler restare “ferma e stabile”. Al congresso dei Jusos questo l’aveva spinta a ribadire ancora una volta per cosa, o contro cosa, combatte: l’abbandono della contrattazione collettiva e l’assenza di partnership sociali autentiche. Questioni che trascendono le polemiche sullo stile comunicativo adottato.




