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Perquisizione senza mandato: la Corte Costituzionale condanna l’operato della polizia

Una sentenza della Corte Costituzionale Federale di Karlsruhe ha dato ragione a un uomo, che aveva fatto ricorso dopo che le forze dell’ordine avevano fatto irruzione nel suo alloggio per eseguire un provvedimento di espulsione. L’uomo aveva contestato la mancanza di un mandato del giudice, che dovrebbe essere invece necessario per una perquisizione domestica. Gli agenti, tuttavia, hanno sostenuto che accedere semplicemente all’alloggio, sapendo già di trovarvi l’uomo, non fosse l’equivalente di una perquisizione. I giudici di Karlsruhe la vedono diversamente.

Il ricorso dopo l’irruzione in casa: la perquisizione è stata fatta senza mandato

Inizialmente, l’uomo si era appellato alla Corte amministrativa federale, che però gli aveva dato torto. Secondo quella pronuncia, entrare in una stanza senza procedere a una verifica non configurerebbe, di per sé, una perquisizione e quindi non richiederebbe l’autorizzazione preventiva di un giudice.

La Corte costituzionale federale ha ribaltato questa interpretazione. I giudici hanno chiarito un principio essenziale: quando gli agenti non hanno la certezza assoluta sulla presenza della persona ricercata in un determinato luogo, ma solo un sospetto, per quanto fondato, l’ingresso forzato richiede sempre un mandato preventivo. Senza questa garanzia procedurale, non si rispetta il principio dell’inviolabilità del domicilio, che è un diritto fondamentale.

La difesa del richiedente asilo: “violazione di diritti fondamentali”

Christoph Tometten, legale del richiedente asilo, non ha dubbi sulla gravità della questione e trova l’operato degli agenti lesivo della libertà personale. “Il controllo preventivo da parte del giudice è particolarmente importante quando si tratta di diritti fondamentali”, sottolinea l’avvocato. Una verifica a posteriori, invece, non ha alcun pregio, poiché la tutela costituzionale diventa, in questo caso, un mero esercizio formale, privo di contenuto sostanziale. La Corte costituzionale federale condivide questa visione: permettere alla polizia di giustificare l’operazione a posteriori renderebbe il controllo giurisdizionale del tutto inefficace.

Questo vuol dire che, quando gli agenti non possono avere la certezza assoluta della presenza del soggetto nell’abitazione, il mandato di un giudice diventa obbligatorio. L’unica eccezione possibile sono le circostanze di pericolo imminente e le espulsioni programmate non rientrano quasi mai in questa categoria. Sono operazioni pianificate, con tempi sufficienti per ottenere l’autorizzazione preventiva.

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