AperturaVivere in Germania

Influenza aviaria in Germania: centinaia di migliaia di animali abbattuti

Tutto è iniziato con le gru, che sono cadute dal cielo in diverse aree del Brandeburgo. O, meglio, le gru sono state il campanello d’allarme, ma l’origine reale dell’epizoozia di influenza aviaria che ha colpito gli uccelli selvatici e quelli d’allevamento non è stata determinata con certezza. Quello che si sa è che sono stati contati, per ora, oltre quaranta focolai. Dall’inizio di settembre, l’Istituto Friedrich Loeffler di Greifswald ha documentato questa cifra negli allevamenti commerciali di pollame distribuiti su tutto il territorio tedesco. La portavoce dell’istituto ha sottolineato come l’epizoozia mantenga una progressione estremamente dinamica, con segnalazioni quotidiane di nuovi episodi infettivi.

Gli allevamenti colpiti hanno registrato la presenza del virus in nove Länder, dove le autorità sanitarie hanno disposto l’abbattimento di tutti animali, per arginare la propagazione del contagio. Polli, anatre, oche e tacchini: oltre mezzo milione di esemplari eliminati in via preventiva negli ultimi due mesi. Le cifre continuano a salire.

Misure di contenimento: l’obbligo di quarantena

Il Saarland ha reagito per primo. Dopo il rinvenimento di una carcassa di volatile selvatico positiva alla variante H5N1, il Land ha stabilito il confinamento obbligatorio degli animali da allevamento all’interno dei capannoni. Altri cinque casi attendono conferma, ma l’amministrazione ha preferito non attendere. Il Ministero dell’Agricoltura regionale ha fissato sanzioni fino a trentamila euro per chi trasgredisce.

Amburgo ha seguito a stretto giro. Tre casi accertati e quattordici sospetti hanno spinto l’autorità per la tutela dei consumatori a imporre analoghe restrizioni da venerdì. La città anseatica ha adottato la stessa linea del Saarland, vietando agli agricoltori di mantenere il pollame in aree scoperte.

Nel Brandeburgo la situazione appare più articolata. Centocinquantacinquemila animali abbattuti secondo i dati ministeriali, un bilancio che richiama quello della stagione 2016-2017. Tredici distretti su quattordici hanno autonomamente disposto l’obbligo di quarantena, basandosi sulla valutazione locale del rischio. Solo un distretto rimane finora esentato, non avendo rilevato alcun focolaio sul proprio territorio. La ministra dell’Agricoltura locale Hanka Mittelstädt (SPD) ha qualificato un eventuale obbligo imposto dallo Stato come “il prossimo livello di escalation”, lasciando intendere una preferenza per l’approccio decentrato.

L’obiettivo rimane univoco: impedire il contatto tra pollame domestico e uccelli selvatici, vettori potenziali della malattia. L’Associazione centrale dell’industria avicola tedesca aveva sollecitato da giorni un “obbligo di confinamento” uniforme su scala nazionale, ma finora non è entrata in vigore nessuna imposizione del genere. “Chiediamo un approccio uniforme e basato sul rischio per garantire la salute degli animali e la sicurezza dell’approvvigionamento”, hanno dichiarato i rappresentanti del settore, sottolineando la gravità della situazione e la necessità di prendere provvedimenti d’urgenza.

Diffusione dell’influenza aviaria tra gli uccelli selvatici

Il virus H5N1 non risparmia la fauna selvatica. L’Istituto Friedrich Loeffler ha identificato il ceppo altamente contagioso in duecentosei carcasse analizzate presso il laboratorio di riferimento. Una frazione del totale effettivo: il numero complessivo di volatili deceduti risulta significativamente superiore.

Le gru pagano, come già detto, il tributo più pesante. Una moria di massa ha decimato questi uccelli migratori, con particolare intensità nel Brandeburgo settentrionale dove le autorità hanno raccolto circa duemila cadaveri. L’influenza aviaria è una malattia infettiva dal decorso rapidissimo e letale per numerose specie di uccelli e pollame.

I rischi per la salute umana sono minimi

La probabilità di trasmissione all’uomo rimane contenuta. Gli esperti classificano il rischio di contagio per le persone come molto basso, sebbene la vigilanza sanitaria mantenga livelli elevati di attenzione. La gestione dell’emergenza procede su binari paralleli: protezione degli allevamenti da un lato, monitoraggio della fauna selvatica dall’altro.

Le segnalazioni giornaliere testimoniano una situazione fluida. L’andamento dell’infezione non accenna a rallentare, mentre i Länder calibrano le risposte in base alle specificità territoriali. L’assenza di un protocollo nazionale uniforme genera dibattito tra gli operatori del settore avicolo, che preferirebbero linee guida centralizzate piuttosto che regolamentazioni frammentate su base regionale o distrettuale.

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio