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Berlino taglia i fondi ai programmi contro la violenza di genere

Da quando il Senato di Berlino ha annunciato tagli drastici alla spesa pubblica, periodicamente emergono, per lo più sotto forma di proteste e segnali d’allarme. L’ultimo in ordine di tempo è quello dei coloro che gestiscono programmi di protezione e prevenzione della violenza di genere. I casi di violenza contro le donne, avvertono gli esperti locali, hanno toccato i massimi storici a Berlino negli ultimi anni e sono in aumento e la riduzione degli stanziamenti destinati a questi programmi produrrà ripercussioni immediate sull’operatività delle strutture esistenti e potrebbe mettere in pericolo molte vittime.

Meno personale per i centri che difendono le donne dalla violenza

L’Iniziativa berlinese contro la violenza sulle donne (BIG) ha annunciato che manterrà attiva la propria linea telefonica di emergenza ventiquattro ore su ventiquattro. Nua Ursprung, portavoce dell’organizzazione, chiarisce però che diversi progetti dovranno procedere con riduzioni di personale. Spariscono figure professionali che accompagnavano le donne agli appuntamenti con le autorità di polizia o presso i servizi sociali.

Il nodo centrale riguarda la struttura dei costi. Gli enti finanziati utilizzano le risorse principalmente per coprire affitti e stipendi ed è quindi molto difficile trovare altre spese da tagliare, per garantire l’operatività a valle delle drastiche riduzioni dei finanziamenti. Alcuni tentano di contenere le spese eliminando software o riducendo altre voci accessorie, ma l’efficacia di queste misure risulta limitata.

La casa rifugio gestita dalla Caritas, per esempio, eliminerà due posizioni lavorative nell’anno entrante. Tra queste, un ruolo dedicato all’assistenza di minori e adolescenti ospitati nella struttura.

L’amministrazione: tagli con un “approccio equilibrato e solidale”

L’amministrazione del senato per le pari opportunità conferma l’applicazione di un taglio forfettario del 2% a tutti i progetti finanziati nell’ambito delle iniziative anti-violenza e difende questa decisione. Una portavoce ha definito questa soluzione come un “approccio equilibrato e solidale”, sostenendo che permette di preservare la varietà delle iniziative dedicate alle donne, riducendo i costi. Gli importi in questione oscillano tra 400 e 40.000 euro a seconda del progetto.

Secondo la comunicazione ufficiale, si tratta di una metodologia “differenziata e trasparente” rispetto agli obiettivi di risparmio. I progetti di dimensioni minori subirebbero riduzioni contenute o nulle, mentre i gestori dei progetti mantengono autonomia decisionale su dove applicare concretamente i tagli.

Intanto, alcuni interventi di supporto previsti stanno già venendo rinviati o cancellati. Progetti finalizzati all’attuazione della Convenzione di Istanbul per il rafforzamento della protezione femminile a Berlino slittano in attesa di fondi federali previsti dal 2027, che dovrebbero garantire un po’ di respiro alle strutture antiviolenza. Iniziative nel settore delle politiche del lavoro e del lavoro sessuale vengono completamente eliminate.

Nel 2026 saranno disponibili circa 36,5 milioni di euro, con una contrazione di circa due milioni rispetto all’anno precedente. Nel 2027, proprio grazie ai fondi federali, lo stanziamento salirà a circa 42 milioni di euro.

L’andamento degli ultimi anni evidenzia una crescita progressiva del settore. Nel 2020 le risorse destinate ai progetti per donne nell’ambito della protezione dalla violenza, migrazione e traffico di esseri umani ammontavano a 16,5 milioni di euro. Meno della metà rispetto agli stanziamenti attuali.

La portavoce dell’amministrazione riconosce le difficoltà: “Siamo consapevoli che i tagli ai progetti comportano decisioni difficili e limitazioni nell’offerta. La nostra istituzione si rammarica di questa situazione e le decisioni non sono state facili, soprattutto in un momento in cui il numero di atti di violenza contro le donne continua ad aumentare.”

I fondi erano insufficienti anche prima dei tagli

Ursprung contesta la valutazione ufficiale che i tagli ammontino a circa il 2% dei finanziamenti. Le riduzioni, sostiene, si calcolano su parametri non aggiornati. Nel frattempo i costi per gli affitti e il personale sono infatti lievitati. “Per molti progetti, in realtà si tratta piuttosto del cinque per cento”, precisa. La direttrice della casa rifugio Caritas conferma questa analisi.

I progetti mostravano già lacune strutturali prima dei nuovi tagli. Le persone che cercano supporto devono attendere settimane prima di ottenere un appuntamento presso i centri di consulenza. Un intervallo temporale che spesso si rivela incompatibile con la natura delle emergenze.

Numeri utili per le vittime di violenza domestica e di genere

La hotline BIG fornisce consulenza telefonica in caso di violenza domestica, raggiungibile al numero 030 611 03 00, attiva ventiquattro ore su ventiquattro. Esiste anche il numero di assistenza “Violenza contro le donne”: 116016.

Gli uomini vittime di violenza possono contattare l’assistenza alle vittime: 030 395 28 67. Entrambi i servizi offrono consulenza gratuita in diverse lingue. Per situazioni gravi, le vittime devono sempre contattare la polizia componendo il 110.

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