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La riforma del Bürgergeld non farà risparmiare lo Stato. Smentite le previsioni di Merz

Nel corso del prossimo anno, il sistema di welfare in Germania cambierà radicalmente. Il reddito di cittadinanza, così come lo conosciamo dovrebbe lasciare il posto a una forma di reddito minimo garantito che, nelle intenzioni del governo, dovrebbe convertirsi in un enorme risparmio per le casse dello Stato e dei Länder. A conti fatti, però, sembra che le cose non stiano così. Il Ministero del Lavoro, guidato da Bärbel Bas (SPD), ha depositato una prima bozza normativa con annessi calcoli sugli effetti economici ed è stato subito chiaro che i numeri raccontano un’altra storia rispetto a quella narrata dal Cancelliere Friedrich Merz al momento dell’introduzione e nella fase di discussione della riforma. Quella bozza contiene infatti anche le previsioni di bilancio relative alla riforma delle prestazioni sociali ed è evidente che il risparmio previsto, dovuto soprattutto all’alterazione del Bürgergeld, ovvero il reddito di cittadinanza, è drammaticamente inferiore rispetto a quanto sperato dai detrattori del reddito di cittadinanza.

La riforma del Bürgergeld non risolverà i problemi di bilancio della Germania

Merz, verso metà settembre, aveva dipinto uno scenario ben diverso. In un’intervista aveva manifestato la propria convinzione che passare al nuovo sistema avrebbe liberato risorse considerevoli. Parlava di circa il 10% della spesa complessiva, ovvero circa cinque miliardi di euro ogni anno.

Come il Cancelliere avesse ottenuto tale cifra non è dato sapere, ma, secondo il Ministero del Lavoro, essa si distacca drasticamente dalla realtà. Il dicastero ammette infatti nella sua bozza che il passaggio al nuovo assetto non determinerà “risparmi significativi”, i quali potrebbero emergere solamente attraverso un più efficace reinserimento dei beneficiari nel mercato lavorativo e, di conseguenza, attraverso una contrazione del numero di beneficiari stessi.

I numeri concreti: da vicino non sembrano poi così male, ma…

Non 5 miliardi, ma appena 86 milioni di euro di risparmio previsti per il 2026. Nel 2027 le stime si assesterebbero attorno ai 69 milioni. Lo Stato ha erogato lo scorso anno circa 47 miliardi di euro per il reddito di cittadinanza. Secondo le analisi della Süddeutsche Zeitung, la riduzione prevista corrisponde a meno dello 0,2% della cifra totale. Parliamo di ritocchi marginali. Ancora più problematico il quadro dal 2028 in poi: il Ministero del Lavoro prevede addirittura una spesa supplementare di dieci milioni di euro, destinata a coprire i costi aggiuntivi di mediazione dell’agenzia di collocamento, che si renderanno necessari per verificare la corretta implementazione delle misure previste dalla riforma del Bürgergeld. È quello che documenta il tabloid Bild sulla base del progetto normativo.

Allora come giustificare i risparmi indicati nel bilancio preventivo corrente? Il Ministero del Lavoro ha dichiarato di perseguire una linea di contenimento sulla spesa per le prestazioni sociali. Nel documento di budget, il reddito minimo garantito dovrebbe consentire un risparmio pari a 1,5 miliardi. Un importo comunque lontanissimo dalle previsioni di Merz.

Il trucco — o meglio, il meccanismo — risiede in larga misura in un’altra leva. I profughi giunti dall’Ucraina non accederanno più al reddito di cittadinanza. Riceveranno invece le prestazioni inferiori previste per coloro che presentano domanda di asilo. È una riallocazione più che un vero risparmio. Rimane tuttavia il fatto che il ministero non fa alcun riferimento ai risparmi pluri-miliardari che sarebbero derivati dall’introduzione del nuovo reddito di base secondo le dichiarazioni del Cancelliere.

Il nocciolo della riforma: diritti, doveri e sanzioni più rigide

Al di là delle questioni di bilancio, la sostanza del nuovo assetto ruota attorno a un’architettura diversa di diritti e responsabilità. Nel nuovo reddito minimo, le prestazioni destinate ai beneficiari potranno essere decurtate con maggiore celerità e in misura più consistente rispetto al passato.

Le circostanze che attivano la riduzione sono specifiche: assenze dagli appuntamenti previsti, rifiuto di offerte lavorative, non conformità agli obblighi di ricerca attiva. Nel caso di infrazioni ricorrenti, il sistema prevedrà persino la sospensione totale dei pagamenti, includendo qui anche i contributi per l’affitto e il riscaldamento.

Secondo fonti governative, i vincoli contenuti nel nuovo reddito minimo garantito sarebbero formulati con rigore maggiore. L’enfasi cade sulla reciprocità: chi richiede sostegno lo riceverà, ma coloro che sono in grado di lavorare dovranno fornire il proprio contributo.

Il percorso legislativo e i margini di modifica

Sebbene i leader dei tre partiti di coalizione (CDU, CSU ed SPD) abbiano concordato i punti essenziali della proposta la scorsa settimana, il progetto conserva ancora una certa elasticità. È stato trasmesso alla Cancelleria federale entro il cosiddetto procedimento di consultazione preliminare. In questa fase iniziale, i disegni di legge vengono sottoposti a una prima votazione prima di raggiungere tutti i ministeri e di avviare il confronto con le associazioni interessate.

Il governo intende sottoporre la riforma all’esame del gabinetto prima che l’anno termini. Successivamente passerà al ciclo parlamentare vero e proprio. Il Ministero del Lavoro auspica una discussione iniziale presso il Bundestag già prima del periodo festivo natalizio. Fino a quel momento — e perfino dopo — dei dettagli potrebbero subire correzioni e aggiustamenti.

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