Attivisti occupano il Bierpinsel: “vogliamo case, non nuovi uffici!”
Sabato mattina, un gruppo di attivisti ha occupato il famosissimo Bierpinsel, l’inconfondibile edificio nella Schloßstraße a Berlino-Steglitz, che la città conosce come il pennello da birra, per via della sua caratteristica forma. La polizia locale ha risposto con 150 agenti e ha fermato 16 persone, tutte successivamente rilasciate. Quattordici occupanti avevano fatto irruzione nell’edificio nell’ambito di una protesta per il diritto alla casa. Diversi gruppi di attivisti di Berlino, infatti, protestano ormai da diversi anni contro la tendenza, che si è affermata nella capitale tedesca, a privilegiare la costruzione di nuovi uffici o locali commerciali, rispetto a quella di unità abitative e spazi sociali, mentre la città attraversa la peggiore crisi abitativa della sua storia post-bellica.
Il proprietario del Bierpinsel ha denunciato gli attivisti
Götz Fluck, proprietario dell’edificio dal 2021, ha sporto immediatamente denuncia contro gli occupanti, chiedendo che la struttura venisse sgomberata. L’operazione si è conclusa poco prima delle 20. Durante l’intervento si è reso necessario l’intervento di diversi corpi specializzati di soccorso, dal momento che la particolare struttura della torre, alta 47 metri, poteva rendere rischiose le normali operazioni di sgombero. Nel grattempo, gli attivisti avevano appeso diversi striscioni sulla facciata dell’edificio.
La Schildhornstraße è stata chiusa al traffico in direzione Schloßstraße durante l’operazione. Tra i 40 e i 50 simpatizzanti si trovavano all’esterno dell’edificio al momento dello sgombero.
Secondo la polizia, le porte dell’edificio erano state bloccate dagli occupanti. Le serrature e parte dell’illuminazione sono state danneggiate. Le aree di accesso sono state ostruite e preparate in modo tale che le forze dell’ordine hanno dovuto intervenire con attrezzi speciali. L’entità esatta dei danni non è ancora stata quantificata.
Le rivendicazioni degli occupanti: Berlino ha bisogno di più case, non di nuovi uffici
Gli attivisti hanno appeso uno striscione con la scritta “Bierpinsel für alle” (Bierpinsel per tutti) e una bandiera rosa con un teschio nello stile del manga “One Piece” e hanno esposto le motivazioni della loro azione attraverso volantini lanciati dall’alto della torre.
“Il Bierpinsel è occupato e chiediamo che possa essere utilizzato collettivamente”, recitava la frase introduttiva della lettera. Gli attivisti criticano il fatto che, dopo anni di inutilizzo, nella torre dovrebbero essere insediati degli uffici. Berlino, sostengono, non ha bisogno di ulteriori uffici o negozi destinati a restare vuoti, ma piuttosto ha urgente necessità di spazi sociali e abitazioni che siano accessibili a chi ne ha davvero bisogno.
Nel quartiere, secondo gli occupanti, mancano luoghi di incontro non commerciali. Negli ultimi anni, diversi negozi hanno chiuso e rimangono vuoti, mentre vengono costruiti nuovi uffici. L’azione è stata lanciata come segnale contro la gentrificazione e i tagli del Senato di Berlino ai progetti sociali. Gli attivisti sostengono che non vengono aperti centri di quartiere, centri giovanili e spazi di incontro pubblici.
Il progetto del proprietario: escluso l’utilizzo abitativo
Fluck ha illustrato i suoi piani per il Bierpinsel durante un’intervista alla RBB. Al piano terra è prevista la creazione di spazi a uso della Libera Università di Berlino. Al primo e al secondo piano sorgeranno degli uffici. Solo all’ultimo piano è previsto un uso gastronomico in modo che, ha affermato il proprietario, l’edificio continui ad essere accessibile al pubblico.
Fluck ha respinto le richieste degli attivisti di creare più spazi liberi. Secondo il proprietario, le richieste non sono realizzabili dal punto di vista edilizio. L’edificio, completato nel 1976, è sotto tutela monumentale. Per questo motivo, non è possibile alterarlo e costruire una seconda scala, che si renderebbe necessaria per permettere la riconversione per altri usi.
Il proprietario ha aggiunto che un edificio di questo tipo non potrebbe essere costruito oggi, ma non può neppure essere demolito perché è parte integrante di un ponte. Il contratto di locazione originario lo vincola a usi esclusivamente gastronomici, ma non è possibile che venga utilizzato solo per questo scopo: e escluderlo, per motivi di sicurezza, sono stati i vigili del fuoco.
Secondo Fluck, il distretto sta attualmente cercando di creare maggiori possibilità, eventualmente modificando il contratto di locazione per un altro uso commerciale. “L’uso residenziale è completamente escluso“, ha affermato il proprietario.



