Intervista a Giuseppe Stabile, vicesegretario generale per l’Europa nel CGIE
Il 6 e l’8 novembre si terrà a Dortmund un importante incontro del CGIE, il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero, che affronterà alcuni dei temi più importanti per la comunità italiana nel mondo. Sabato 8 novembre si terrà inoltre “VisionItaly 2025 – Memorie e Futuro”, importante forum internazionale organizzato dal Comites Dortmund in occasione dei 70 anni dagli accordi di cooperazione tra Italia e Germania. In vista di questo doppio impegno, abbiamo intervistato Giuseppe Stabile, vicesegretario generale per l’Europa nel Consiglio Generale degli italiani all’Estero.
Dott. Stabile, quello che avrà luogo dal 6 all’8 novembre 2025 è un appuntamento importante. Di cosa si occuperà il CGIE in questa circostanza e quali temi affronterà nel corso di questi tre giorni?
Il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero si riunirà a Dortmund, dal 6 all’8 novembre, per la sessione della Commissione Continentale Europa e Africa del Nord. Sarà un momento di approfondimento sui principali temi che riguardano le nostre comunità, con particolare attenzione a tre ambiti:
- la riforma del CGIE e il futuro della rappresentanza
- la nuova legge sulla cittadinanza, con focus sulla digitalizzazione delle procedure e sull’efficienza dei servizi
- il rafforzamento della cooperazione economica e scientifica tra Italia e Germania, anche nel quadro della diplomazia culturale.
I lavori includeranno confronti con il MAECI, l’Ambasciata d’Italia a Berlino, l’ICE, e con le rappresentanze dei Com.It.Es. e dell’Intercomites Germania.
Può anticiparci qualche nome, tra gli ospiti che interverranno?
Sono previsti interventi di esponenti istituzionali italiani e tedeschi di primo piano. Tra gli ospiti figurano il Direttore Generale per gli Italiani all’Estero del MAECI, Min. Pl. Luigi Maria Vignali, la Vicepresidente del Land Nordrhein-Westfalen, Dr.ssa Mona Neubaur, il Sindaco di Dortmund, Alexander Kaloudi, e diversi parlamentari eletti all’estero come l’On. Federica Onori, l’On. Simone Billi, l’On. Toni Ricciardi e il Senatore Andrea Crisanti.
Saranno inoltre presenti rappresentanti del mondo accademico e scientifico, tra cui il Prof. Andrea Musacchio del Max Planck Institute di Dortmund e la Prof.ssa Alberica Toia dell’Università di Francoforte, insieme a componenti del CGIE della presente e passata consiliatura provenienti da tutta Europa.
La nuova legge sulla cittadinanza è un tema fondamentale. Perché è così importante?
È un tema centrale perché tocca direttamente il rapporto tra Stato e comunità italiane nel mondo. L’obiettivo deve essere quello di semplificare e digitalizzare le procedure di riconoscimento della cittadinanza, riducendo tempi e disparità tra sedi consolari, e garantendo allo stesso tempo trasparenza e tracciabilità dei procedimenti.
Il CGIE sostiene da tempo un approccio basato sull’innovazione amministrativa: la creazione di piattaforme digitali uniche, interoperabili con i sistemi anagrafici italiani, rappresenterebbe una svolta per milioni di cittadini. Nella consapevolezza della necessità di una riforma della legge, il CGIE aveva incaricato la sua Commissione tematica competente di elaborare una proposta, ma gli eventi sono stati più veloci.
Una buona maggioranza della Commissione Europa, allora, ha suggerito la soppressione del termine “esclusivamente” in riferimento all’acquisizione della cittadinanza da parte dei figli dei connazionali che possiedono più cittadinanze.
Come Consiglio Generale, puntiamo sempre ad aumentare i contributi migliorativi il più possibile, con spirito costruttivo e senso di responsabilità istituzionale. La discussione che si terrà a Dortmund offrirà quindi un contributo concreto alle istituzioni e al Parlamento, proprio nel momento in cui la riforma è in corso di definizione.
Gli oltre 7 milioni di cittadini italiani all’estero sono una realtà che le istituzioni non possono ignorare. In che modo il CGIE persegue l’obiettivo della loro tutela, interfacciandosi con l’Italia?
Il CGIE è lo strumento di rappresentanza istituzionale attraverso il quale le collettività italiane all’estero dialogano con il Governo e il Parlamento. In questi mesi abbiamo intensificato il confronto con i Ministeri che pongono in essere politiche di nostra competenza, con le Regioni e le Province autonome per rafforzare i servizi, la partecipazione e le opportunità di rientro.
Come Coordinatore del Sottocomitato sugli Incentivi al Rientro, ho promosso un lavoro di ricognizione nazionale su misure fiscali, contributive e di sostegno alla mobilità di ritorno. Sono già pervenuti numerosi e solerti riscontri operativi a più livelli. La collaborazione istituzionale rappresenta un primo, importante passo verso un sistema di politiche di rientro più organico e coerente.
Parallelamente al vostro convegno, si terrà “VisionItaly”, evento che celebra i 70 anni di cooperazione Italia-Germania. Come sono cambiati gli italiani all’estero?
Gli italiani in Germania e in Europa non sono più soltanto lavoratori migranti, ma professionisti, ricercatori, imprenditori e protagonisti della vita culturale europea. La comunità italiana ha saputo evolversi, integrandosi pienamente nei Paesi di residenza e contribuendo alla crescita economica e sociale dell’Europa.
“VisionItaly” è un’occasione per riflettere su questo percorso, per ricordare le origini e al tempo stesso per guardare al futuro: dalle prime generazioni di Gastarbeiter a una nuova generazione di italiani che, pur radicata all’estero, mantiene un legame profondo con l’Italia.
In che modo la dimensione europea ha ridefinito il concetto di migrazione e integrazione all’interno dell’UE?
L’Europa ha progressivamente trasformato la mobilità da fenomeno migratorio a componente strutturale della cittadinanza europea. Oggi, muoversi e lavorare in un altro Stato membro non significa “emigrare”, ma esercitare un diritto di libertà e di partecipazione. Questa evoluzione ha favorito la nascita di una nuova collettività europea di cittadini italiani, connessa, plurilingue, capace di rappresentare un ponte tra i popoli e di portare in Europa il meglio del nostro Paese.
In qualità di Presidente della Commissione Continentale Europa e Africa del Nord, ritengo che questa consapevolezza debba tradursi in politiche più coordinate tra Stati membri, per tutelare diritti sociali, previdenziali e di cittadinanza.
Che augurio farebbe ai connazionali che parteciperanno a VisionItaly e ai panel dell’evento?
L’augurio è di vivere questa occasione come un momento di orgoglio e di responsabilità collettiva. “VisionItaly” celebra 70 anni di amicizia e cooperazione tra Italia e Germania, ma soprattutto racconta una storia di persone, famiglie e generazioni che hanno creduto nel valore del lavoro e della solidarietà.
Ai connazionali dico di continuare a sentirsi parte di una stessa comunità di destino, portando nel mondo i valori dell’Italia con la stessa passione con cui i nostri predecessori costruirono il loro futuro lontano da casa. Le radici sono la nostra memoria, le ali la nostra forza.




