Incendio doloso alle linee elettriche: attivisti anarchici rivendicano il gesto

Un attacco incendiario contro le linee elettriche ha colpito il sud-est di Berlino, causando un blackout diffuso e disagi a decine di migliaia di persone. L’azione è stata rivendicata da un gruppo che si definisce anarchico e ha sollevato forti preoccupazioni sulla sicurezza delle infrastrutture critiche della capitale tedesca.
Attacco contro le linee elettriche a Berlino: famiglie e aziende senza energia
Nelle prime ore di martedì, circa 43.000 famiglie, 3.000 aziende e due case di cura sono rimaste senza elettricità a causa dell’attacco incendiario contro due tralicci a Johannisthal.
Secondo la senatrice agli Interni Iris Spranger (SPD), nel pomeriggio erano ancora 70.000 le persone coinvolte. Il traliccio danneggiato è stato riparato, ma le autorità hanno avvertito che il ritorno alla piena fornitura richiederà tempo. Erik Landeck, amministratore delegato di Stromnetz Berlin, ha dichiarato che le riparazioni di emergenza potrebbero durare fino a giovedì sera.
La rivendicazione su Indymedia: “contro la macchina capitalista della morte”
Nel pomeriggio, sul network internazionale Indymedia è stato pubblicato un lungo comunicato firmato da “alcuni anarchici”, che rivendicando l’attacco.
Secondo il testo l’azione mirava al complesso militare-industriale situato nel parco tecnologico di Adlershof, il più grande d’Europa. Sono stati presi di mira settori strategici come IT, robotica, nanotecnologia, aerospazio, intelligenza artificiale e difesa, mentre aziende come Siemens, Atos, Jenoptik e il Centro aerospaziale tedesco (DLR) sono state indicate come esempi della “commistione tra tecnologia, guerra e controllo sociale.
Gli autori hanno chiesto comprensione ai cittadini colpiti, sostenendo che creare loro disagio non era assolutamente l’intenzione degli attivisti, ma definendo comunque i danni collaterali arrecati “accettabili”. Ogni modello di business legato all’high-tech ad Adlershof, infatti, sarebbe “un prodotto di interessi militari” e alimenterebbe la “macchina capitalista della morte”.
Reazioni delle autorità e disagi alla popolazione
L’attacco ha provocato conseguenze immediate e gravi. Per alcune ore non sono risultati disponibili i numeri di emergenza 110 e 112 in diverse aree di Berlino. I quartieri colpiti hanno incluso Niederschöneweide, Treptow, Adlershof, Johannisthal, Altglienicke e parti di Köpenick e Grünau. I vigili del fuoco hanno istituito postazioni di emergenza per consentire l’invio degli allarmi via radio.
Il sindaco di Berlino, Kai Wegner (CDU), ha definito l’attacco “direttamente rivolto contro i cittadini berlinesi” e ha sottolineato che la sicurezza e le vite umane sono state messe deliberatamente in pericolo.

Indagini e stato delle riparazioni
Le prime indagini della polizia hanno rivelato l’uso di benzina come accelerante e il ritrovamento di una catena metallica utilizzata per provocare un cortocircuito. L’Ufficio di polizia criminale del Land (LKA) ha preso in carico il caso, affidato alla sezione specializzata nei reati politici.
Sul fronte tecnico, già verso le 11 di martedì, 14.000 abitazioni erano state rialimentate grazie a una deviazione delle linee, mentre altre 3.000 famiglie hanno riottenuto energia nel pomeriggio, e 2.000 in serata. Restavano ancora circa 25.000 utenze senza corrente.
Secondo il Tagesspiegel, le organizzazioni di soccorso si preparano a intervenire per più giorni, poiché il blackout potrebbe protrarsi fino a giovedì.




