Ranucci, Tribunale respinge il ricorso del giornalista: no al reintegro a Report
(Adnkronos) – Il tribunale del Lavoro di Roma ha rigettato il ricorso urgente, presentato da Sigfrido Ranucci contro la rimozione dalla conduzione di Report, decisa dalla Rai a fine agosto.
Tramite i suoi legali Sigfrido Ranucci aveva presentato ricorso al Tribunale del Lavoro di Roma contro la rimozione dalla conduzione di Report decisa dalla Rai. Si trattava di un ricorso ex art 700 cpc, un ricorso urgente con la richiesta della revoca del provvedimento di rimozione e il reintegro.
Il programma Report verrà condotto da Daniele Piervincenzi e Claudia Di Pasquale, dopo il passo indietro di Giulia Presutti.
La decisione della Rai, scrive la giudice del Lavoro del
Tribunale di Roma Donatella Casari nell’ordinanza, “di procedere a una riorganizzazione della
redazione, con avvicendamento autorale e di conduzione, appare, a un
esame sommario e per i rilievi svolti, sganciata dalla parallela vicenda
disciplinare e adottata quale mezzo di risoluzione della situazione di
tensione interna creatasi tra i membri della redazione e, come tale,
strumento di tutela del sereno operare di questa nel rispetto della
normativa di legge”.
Il ricorso sottolineava alcuni punti tra cui la carenza di motivazioni, l’inconsistenza giuridica dell’atto e il demansionamento. Gli avvocati di Ranucci avevano ripercorso la storia professionale del giornalista fino all’attentato dello scorso ottobre “strumentalizzato al fine di delegittimare la reputazione professionale di Sigfrido Ranucci e la trasmissione Report – scrivevano i legali nelle 43 pagine del ricorso – mediante una campagna di denigrazione personale e professionale del Ranucci, avvenuta con la diffusione di dichiarazioni, articoli di stampa, congetture e insinuazioni”.
Soltanto quattro giorni fa la Rai aveva comminato una sospensione a Sigfrido Ranucci di 10 giorni, in seguito alla valutazione dei risultati dell’analisi della Commissione per il Codice Etico della Rai. Il legale del giornalista Roberto De Vita aveva annunciato che “il provvedimento sarà impugnato”.
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