“Deutschland über alles”: deputato AfD propone ritorno all’inno nazionale completo

Il deputato di AfD Tobias Teich ha dichiarato che l’inno nazionale tedesco dovrebbe essere cantato per intero. La prima strofa, contenente la celebre espressione “Deutschland, Deutschland über alles…”, non viene più utilizzata perché strumentalizzata dal nazionalsocialismo.
Dal 1991, e cioè dall’anno della riunificazione, l’inno tedesco consiste infatti nella sola terza strofa del Canto della Germania, il Deutschlandlied, che inizia con “Einigkeit und Recht und Freiheit…” (Unità e diritto e libertà…). Il testo è stato scritto da August Heinrich Hoffmann von Fallersleben nel 1841.
Inno nazionale: dibattito acceso da Ramelow, Nouripour e Huber
L’intervento di Teich arriva dopo una settimana di dibattiti sul tema iniziata da Bodo Ramelow della Linke. In un’intervista al Rheinische Post, Ramelow aveva dichiarato di cantare l’inno nazionale “con entusiasmo”, ma di voler proporre “L’Inno dei bambini di Bertolt Brecht” come alternativa da sottoporre al voto. Lo stesso discorso riguardava la bandiera nazionale, con cui “molti cittadini non si sentono a loro agio”.
Omid Nouripour dei Verdi aveva contestato il politico della Linke con un certo pathos. “L’inno nazionale è fantastico, grandioso, la bandiera sventoli in eterno” aveva commentato, mentre Martin Huber della CSU aveva accusato Ramelow addirittura di voler scatenare una “guerra culturale”
La proposta di Teich per un ritorno al testo completo
Sabato scorso, Tobias Teich ha postato che bisogna tornare al “Canto dei tedeschi!”. Secondo il deputato bavarese, l’autore del testo dell’inno nazionale della Germania, August Heinrich Hoffmann von Fallersleben, celebrava “la nostra terra, la nostra gente, la nostra unità e fedeltà”, valori che ancora oggi dovrebbero sostenere la nazione. “Eppure oggi cantiamo solo una strofa, come se avessimo paura della nostra storia” ha aggiunto Teich, sostenendo che i tedeschi debbano trovare il coraggio di restare fedeli alla loro identità e la forza di preservare la loro unità.
Rilasciando alcune dichiarazioni a Welt, il deputato di AfD ha inoltre detto che una nazione sovrana si riconosce nei suoi simboli, “senza paura e senza minimizzazioni”. In questo senso ha rivendicato il fatto che le prime due strofe dell’inno, quelle censurate, facciano parte del patrimonio culturale tedesco e che raccontino una lunga storia, che non può essere ridotta a un breve periodo, per quanto drammatico.
“La storia tedesca è più lunga di dodici anni. Non è forse del tutto patologico ridurre una storia culturale secolare a questa breve epoca?” ha ribadito.
AfD prende le distanze da Teich: “Non vogliamo modificare l’inno”
In relazione alla parentesi nazionalsocialista e alla strumentalizzazione, da parte del regime di Hitler, delle prime strofe dell’inno nazionale, Tuich ha espresso una posizione da cui la stessa AfD si è in seguito dissociata.
Dopo la Seconda guerra mondiale, nella zona di occupazione americana, gli alleati proibirono tutti i simboli connessi al nazionalsocialismo e anche il “Canto dei tedeschi” fu temporaneamente vietato, come parte delle politiche di denazificazione. Teich ritiene che tale divieto abbia rappresentato “un’ingerenza nell’identità nazionale tedesca” e questo costituisce oggi, a suo dire, “uno dei tanti argomenti a favore dell’interpretazione del canto come simbolo della sovranità tedesca”.
Il partito ha preso le distanze dalle dichiarazioni del suo deputato, chiarendo che quanto da lui affermato è un’opinione esclusivamente personale. Un portavoce del gruppo parlamentare di AfD ha infatti dichiarato: “L’inno nazionale tedesco è la terza strofa del “Canto dei tedeschi”. AfD non intende modificarlo”.
“Deutschland über alles“: perché la prima strofa è controversa
La prima strofa del “Deutschlandlied” recita: “Dalla Mosa fino al Niemen, dall’Adige fino al Belt – Germania, Germania sopra tutto, sopra tutto nel mondo!”.
Oggi nessuno dei confini menzionati appartiene alla Germania e in realtà già al momento della composizione, nel 1841, non si trattava di una descrizione di confini reali, ma più che altro l’espressione romantica e patriottica di un desiderio di unità nazionale.




