Kim Jong Un photo

Il City Hostel è un albergo sito al centro di Berlino, tra la Porta di Brandeburgo e Checkpoint Charlie e quindi molto frequentato. Fino a qui, non sembrerebbe esserci niente di nuovo, se non fosse che recentemente si è scoperto che l’edificio che contiene l’albergo è di proprietà del dittatore nordcoreano Kim Jong Un.

La questione è stata portata all’attenzione della stampa internazionale e questo ha creato una pressione sempre più sgradevole per le istituzioni cittadine, ma anche per il ministero degli esteri tedesco.
Una risoluzione dell’Onu approvata nel 2016, infatti, applicando una sanzione proprio contro Kin Jong Un, prevede che nessun Paese possa permettere al dittatore coreano di affittare immobili, allo scopo di non finanziare il suo programma atomico.

E invece l’edificio che contiene il City Hostel e alcuni uffici, e che sorge sui terreni dell’ambasciata della Corea del Nord, continua a produrre un indotto che un documento riservato dei servizi segreti, menzionato dalla Suddeutsche Zeitung già i primi di luglio, quantifica in 40mila euro al mese. Soldi che di fatto finanziano Kim Jong Un.
Va anche aggiunto che una parte dell’edificio continua ad essere regolarmente affittata da decenni, da quando, cioè, il Muro di Berlino è caduto.

Quali saranno gli sviluppi di questa vicenda, che mostra un collegamento economico significativo tra un albergo che svetta al centro di Berlino e uno regime totalitario tra i più avversati al mondo?

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