Casa Famiglia
Una Casa Famiglia a Berlino. dav

di Amelia Massetti

Nel prossimo incontro a tema organizzato dall’associazione Artemisia e.V. Inklusion für Alle, che si terrà il 7 maggio a Kreuzberg, presso l’AWO, si parlerà di inclusione sociale in rapporto al tema delle case famiglia e lo si farà raccontando esempi concreti.

Il tema verrà infatti affrontato da Marco Fiamin, educatore e arteterapeuta, nonché socio fondatore di Artemisia, che condividerà con gli intervenuti alcune esperienze vissute nel periodo in cui ha lavorato nelle case famiglia dell’Anffas (Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettive e/o Relazionale) di Roma.

Uno dei temi in cui la famiglia una persona disabile si trova maggiormente in difficoltà e che crea maggiori disagi è il pensiero di come la persona più bisognosa di tutela gestirà il suo futuro abitativo quando i familiari non saranno più in grado di occuparsene. Talvolta, comunque, è lo stesso figlio o figlia disabile a sentire l’esigenza di una maggiore autonomia e distacco dalla famiglia (cosa abbastanza comune anche per un figlio normotipico).

Prendersi cura di un congiunto per un lungo periodo di vita, tuttavia, crea sicuramente un legame molto più forte del normale e riuscire a intaccare questo legame diventa complesso. La separazione da una persona diversamente abile, con la quale si è condiviso un percorso di vita più esteso nel tempo e talvolta emotivamente simbiotico, può dunque caricarsi di sensazioni contrastanti e per lo più legate alla paura che il congiunto non sia in grado di gestire la sua vita o le sue esigenze.

Nel genitori spesso si accende inoltre la lampadina della paura e dell’ansia, talvolta giustificate, che qualcuno possa discriminare o ferire i loro figli e che questi non siano in grado di difendersi adeguatamente o anche solo di riferire un’esperienza negativa subita.

Per questa ragione un vero percorso di autonomia deve essere accompagnato dal sostegno psicologico di persone competenti e affidabili, che garantiscano alle famiglie un iter educativo e di emancipazione corretto. Solo attuando delle pratiche di orientamento efficaci, infatti, si possono creare le condizioni per un’evoluzione serena dei rapporti familiari.

Photo by Saucy Salad

Nell’incontro promosso da Artemisia si parlerà in particolare di disabilità neuro-cognitive e della necessità degli operatori di avere conoscenze adeguate sul tema. Stesso discorso vale per le disabilità gravi, che necessitano, all’interno delle strutture, di professionisti competenti e capaci di garantire conoscenza della materia e capacità di gestione.
Chi lavora nelle case famiglia si trova infatti ad elaborare progetti educativi su più fronti: dalle autonomie personali alla convivenza, dalla ricerca dei propri interessi socio-culturali all’inclusione nel tessuto sociale del territorio, per citarne solo alcuni.
È importante infatti non solo proteggere le persone presenti all’interno della struttura, ma anche promuovere lo sviluppo della loro personalità all’esterno e quindi una reale inclusione.

A questo proposito Marco Fiamin racconta: “Il pericolo più grande per l’equipe è stato quello di concentrarsi soprattutto sul benessere fisico delle persone, trascurando gli aspetti altrettanto importanti legati alle loro esigenze sociali e culturali. Uno dei rischi è quindi quello di garantire una buona qualità di vita solo apparente, in un nido dorato o su percorsi di vita che corrono paralleli alla vita della società senza mai fondersi con essa, trascurando ciò che attiene alle dimensioni sociali e culturali delle persone.
Mi sono trovato a insistere per poter lavorare a tutti quegli aspetti fondamentali per la vita di una persona che sono legati alle dimensioni sociali e culturali. Una volta cominciato, tuttavia, gli effetti positivi dei progetti realizzati sono stati significativi anche all’interno della vita della casa famiglia.

La spiegazione è tanto semplice quanto ovvia: tutte le persone, naturalmente anche quelle con disabilità intellettiva-relazionale, traggono dalla realizzazione dei propri interessi culturali e dalla partecipazione sociale nella propria comunità territoriale un benessere psicofisico che va ad influire positivamente anche sulle relazioni sociali. Queste evidenze sono chiare da anni, ma in alcuni contesti si fa ancora fatica ad inserirle nei progetti educativi.

Photo by Secretaría de Movilidad de Medellín

A Berlino esistono diverse organizzazioni che si occupano della gestione delle case famiglia e queste funzionano talvolta in modo eccellente, ma spesso all’interno delle strutture il personale scarseggia, perché sono stati ridotti i finanziamenti necessari per attivare una gestione personalizzata delle comunità. Questo significa che, per fare un esempio concreto, le persone adulte con disabilità neuro cognitive possono trovarsi a dover praticare delle attività di tempo libero non sempre consone alle loro inclinazioni.

Lia Massetti, musa ispiratrice di Artemisia, ha avuto l’idea di invitare all’incontro del 7 maggio alcuni artisti-collaboratori del Teatro Thikwa, che parleranno agli intervenuti della loro personale esperienza abitativa in autonomia. Tra gli artisti ci sarà anche Vincent Martinez, che già da qualche anno vive in una W.G. (Wohngemeinschaft) insieme ad altre persone con neurodiversità, e avrà modo di parlare della sua esperienza personale e di come è organizzata la casa famiglia in cui vive, a Friedrichshain.

Sia Lia Massetti che Vincent Martinez stanno lavorando a un nuovo spettacolo, Extremities, che sarà portato in scena dal 19 al 29 giugno presso il Teatro Thikwa.

Dettagli sull’incontro di Artemisia

Quando: Martedì 7 Maggio, dalle ore 18.00 alle 21.00

Dove: presso AWO Begegnugszentrum für Ausländer und Deutsch in Adalbertstraße 23a, 10997, 2° piano, sala grande a sinistra

Collegamenti: U Kottbusser Tor – Bus 140 – M29

L’evento è con traduzione simultanea dall’italiano al tedesco e viceversa. La partecipazione è aperta a tutti e gratuita. Sono gradite donazioni per sostenere l’associazione Artemisia e.V.

È possibile reperire maggiori informazioni sull’evento Facebook ufficiale dell’incontro.

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