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Foto di StreetArtBerlin

Nonostante il suo appeal internazionale aumenti di giorno in giorno, Berlino non è una città ricca, anzi. Un debito pubblico da record ed una disoccupazione a livelli italiani la rendono decisamente poco auto-sostenibile. Una situazione che peggiora con l’immigrazione massiccia degli ultimi anni, e che incide direttamente sul livello di povertà dei suoi cittadini.

A Berlino il 21,1% della popolazione vive al di sotto della soglia di povertà, rivela uno studio pubblicato mercoledì dalla Hans-Böckler-Stiftung. Un tasso in crescita costante negli ultimi anni: nel 2006 era il 17%, nel 2010 il 19,2%. I dati confermano quelli rivelati qualche mese fa dall’Ufficio Federale di Statistica, che ha fissato tale soglia ad un introito di 848 euro mensili.

La capitale risulta quindi la grande città più povera della Germania, visto che la media nazionale si attesta intorno al 15%. Qui sono a rischio soprattutto i bambini: circa uno su tre è “finanziato” dall’assistenza sociale. In compenso, il numero di Hartz IV attivi è diminuito, dal 21,3% del 2010 al 20,7% dell’anno passato.

Le città della Ruhr, Brema e Hannover sono le più vicine a livello di povertà di Berlino. Anche a Lipsia e Dresda i tassi restano ancora elevati, nonostante un miglioramento negli ultimi anni.