A Berlino impari il tedesco e paghi quel che vuoi: ecco “Deutsch für dich”

16 October 2012

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© Amedeo G. Goria

di Amedeo G. Goria

Deutsch für dich è un progetto nato nel 2010 dalla mente di Lisa Goldau e Diviam Hoffmann, per offrire corsi di tedesco agli stranieri sulla base di un’offerta volontaria. “Pay-what-you-want” è il motto che rende questi incontri settimanali così speciali, perché permette di imparare la lingua anche a chi è appena arrivato in città e non ha grandi disponibilità finanziarie o magari proprio nessuna.

Il motivo per cui questi incontri hanno grande successo si capisce anche dall’atmosfera che si respira. Le lezioni hanno luogo infatti in una birreria nel profondo Neukölln, lo Zatopek, e dopo ogni singolo corso (in tutto ce ne sono tre: principianti, intermediate, advanced), i partecipanti hanno la possibilità di fermarsi e passare ancora la serata insieme, scambiandosi esperienze e opinioni sulla nuova vita berlinese.

Marta e Mattia, una giovane coppia di Milano, ci spiegano quanto “è piacevole venire qua, fare lezione in una birreria è accogliente e alla fine si può bere una birra con le persone che hai appena conosciuto, o giocare a calcetto”.

© Amedeo G. Goria

Ma dietro l’idea del Deutsch für dich c’è dell’altro. La cofondatrice Lisa arriva subito al punto e dice: “Ich finde, Sprachschulen sind Scheiße“. Il progetto infatti vuole offrire dei corsi di tedesco al di fuori del “sistema” delle scuole di lingua. Diviam è anche dell’idea che i metodi d’insegnamento nelle scuole siano deludenti. “I libri sono lontani dalla vita reale, sia perché datati, sia per i temi che offrono“, chiarisce. “La gente viene da lontano, si trovano in una società nuova, il tedesco è certamente una lingua difficile e magari si ha anche a che fare con un insegnante che non ne ha alcuna voglia”.

Per tenere lontana la routine, al Deutsch für dich non c’è obbligo d’iscrizione né di frequenza, basta presentarsi all’orario d’inizio delle lezioni. “Infatti, qui è pieno di lavoratori, artisti o (futuri) studenti che non devono necessariamente imparare la lingua, se la cavano bene con l’inglese, però sono interessati a conoscere meglio la società che li ospita e per pochi soldi qui trovano accesso alla lingua”.

Dopo queste belle parole, Diviam passa però a elencare i lati meno positivi. “Siccome i partecipanti non si devono iscrivere, io non so mai quante persone si presentano al corso. Anche se fortunatamente il numero rimane stabile, oggi ho dovuto comunque preparare quattro tipi diversi di corso: uno se c’era tanta gente, uno se ce n’era poca, uno se il livello era basso e/o disomogeneo, uno se invece se era alto”. Il lavoro di preparazione per i singoli corsi è tanto “e con le offerte e un po’ di soldi che vengono dal quartiere, possiamo pagare il materiale, ma non riusciamo a viverci”.

© Amedeo G. Goria

Certo, Deutsch für dich non è un progetto sociale d’integrazione. Infatti quello che si nota è la mancanza di persone di origine turca, che costituiscono la maggior comunità del quartiere (a Neukölln sono circa 37000). “I più vengono dall’Europa. All’inizio c’erano molti più americani e inglesi, ma ultimamente ci sono molti più spagnoli e italiani”.

Un esempio è Trevis, ragazzo di 24 anni arrivato da Milano con la sua laurea in Lingua e letteratura. Dopo essere stato a Londra per qualche mese, dice di essere scappato perché la città non era accogliente. Con stupore racconta che da quando è arrivato ad agosto è riuscito a fumare senza dover comprare sigarette, “qui saranno anche freddi, ma sono disponibili”.

Ora Trevis vive a Rathaus Neukölln, gli piacerebbe andare ancora all’università ma prima deve affrontare l’ostacolo della lingua e trovare un piccolo introito. “Quando sono arrivato, pensavo: anche se non trovo lavoro potrò sempre raccogliere le bottiglie per strada”, mi dice. Comunque finora se l’è cavata con qualche lavoretto occasionale, come la comparsa in un film. Quando gli chiedo: “hai intenzione di rimanere qui?”, mi risponde: “devo prima vedere l’inverno”.

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