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Unconventional Berlin Diary: Killer Game

Unconventional Berlin Diary: Killer Game

Berlino, tre tempi. La prima volta che l’ho lasciata, a giugno, sapevo di volare in bocca all’inferno. Un messaggio allarmato, “torna subito, tua madre sta molto male“, l’improcrastinabile, la malattia, la morte, sapete, quelle cose lì. Cose viste troppo spesso, cose viste troppo a lungo, la sensazione di perdere una guerra dopo aver perso tantissime […]

Unconventional Berlin Diary: Ho bisogno di Berlino

Unconventional Berlin Diary: Ho bisogno di Berlino

Ho servito al bar per un intero pomeriggio insieme al team del magazine su cui state leggendo queste mie simpatiche avventure urbane. La comunità internazionale di Berlino si snodava in una lunga fila mai sazia di bere e poi di bere ancora. Le persone presenti nello spazio outdoor del locale in cui eravamo hanno letteralmente finito tutti […]

Unconventional Berlin Diary: ASMR, Krav Maga e tutto questo per evitare le benzodiazepine

Unconventional Berlin Diary: ASMR, Krav Maga e tutto questo per evitare le benzodiazepine

Sono finita nel tunnel dell’ASMR. Sapete cos’è l’ASMR? La sigla sta per Autonomous sensory meridian response, risposta autonoma del meridiano sensoriale, vale a dire quel senso di piacevole formicolio concentrato soprattutto nella zona del cuoio capelluto e innescato da una serie di stimoli auditivi o visivi detti “trigger”. Mi sono accorta di essere un soggetto […]

Unconventional Berlin Diary: alla fine l’hai fatto davvero

Unconventional Berlin Diary: alla fine l’hai fatto davvero

La mattina ci siamo alzate presto. Morivo dalla voglia di allenarmi e così Wolfie. Sono uscita vestita a caso, con in mano una busta di plastica piena di panni. Abbiamo riso del mio aspetto, abbiamo riso tanto. In palestra ho cercato di aumentare i pesi, in sauna c’era un ragazzo che annaspava e sbuffava, abbiamo […]

Unconventional Berlin Diary: arrivederci, Berlino

Unconventional Berlin Diary: arrivederci, Berlino

Non so cosa dirti, Berlino. Mi preparo a lasciarti per un po’, come accade circa due volte all’anno, e vorrei evitare di essere retorica perché la retorica mi irrita e quasi mi offende, come se mi facesse un torto. Sono successe un po’ di cose negli ultimi tempi. Mio padre mi ha regalato lo spavento della vita facendosi […]

Unconventional Berlin Diary: a Wolfie piace Kaiserdamm

Unconventional Berlin Diary: a Wolfie piace Kaiserdamm

di Lucia Conti Ho incontrato e intervistato una ragazza asessuale in un caffè di Schönhauser Allee. Da quando ho sentito parlare della categoria la mia voglia di saperne di più è cresciuta di pari passo con la mia inevitabile perplessità iniziale. La mia matrice biologica atavica è forte abbastanza da farmi risuonare nelle mutande i “consigli per […]

Unconventional Berlin Diary: Ciao Charlottenburg, benvenuta Friedrichshain

Unconventional Berlin Diary: Ciao Charlottenburg, benvenuta Friedrichshain

Giornate frenetiche, giornate di trasloco. Stiamo per lasciare Charlottenburg e questo riempie di gioia il mio coinquilino e chitarrista, per il quale spostarsi a Friedrichshain equivale a far salire la serotonina da un livello Ian Curtis a un’impennata “salsa e merengue”. Io sono felice di trasferirmi in una casa più grande e più bella a dieci minuti da […]

Unconventional Berlin Diary: Torno a Berlino, cambio casa, critico “Breaking bad”

Unconventional Berlin Diary: Torno a Berlino, cambio casa, critico “Breaking bad”

Sto lasciando che una timida zazzera ricopra parte del mio cranio. Dobbiamo firmare il contratto per il nuovo appartamento, la tipa dell’agenzia sembra un tipo diffidente e abbiamo pensato che forse è il caso che non dia troppo nell’occhio con i miei paludamenti da “donna strana”. La mia coinquilina mi ha consolato dicendomi che una […]

Unconventional Berlin Diary: Sylvia Plath e l’arte di morire sani

Unconventional Berlin Diary: Sylvia Plath e l’arte di morire sani

Sono stata all’ufficio anagrafe del mio comune per sbrigare un po’ di inutile burocrazia e subito mi sono ritrovata “a casa”, come se non me ne fossi mai andata. C’era un’unica impiegata attiva. Una seconda, “momentaneamente occupata”, sorseggiava un caffè in un’altra  stanza. Altre due parlavano platealmente di creme con una rappresentante di mezza età […]

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