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Chi è la nuova presidente del Parlamento di Berlino

A circa sei settimane delle elezioni, il Parlamento di Berlino si è riunito per la prima volta nella sua nuova composizione e, come da consuetudine, il suo primo atto congiunto è stata l’elezione della presidente della camera. La carica è stata assegnata a Hendrikje Klein, parlamentare di Die Linke, che è la prima esponente del suo partito e la terza donna a ricoprire questa carica.

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Klein ha ricevuto 98 voti su 149 presenti. I voti contrari sono stati 42 e gli astenuti nove. Anche se lo scrutinio era segreto, appare chiaro che le preferenze per Klein non siano arrivate solo dal suo partito e dai possibili partner di una coalizione rosso-verde-rosso.

Nella nuova legislatura quinquennale il Parlamento conta 153 membri, sei in meno di prima. Die Linke dispone di 45 seggi, ma il suo gruppo parlamentare è partito con 44 deputati: un’eletta non ha potuto partecipare alla seduta costitutiva del gruppo per motivi di salute. La CDU ha 33 deputati, AfD 29, i Verdi 25 e l’SPD 21. Circa la metà dei deputati è al primo mandato e le donne sono il 38% del totale. Die Linke è risultata la forza più votata e mira a formare una coalizione con Verdi e SPD. Se l’alleanza andasse in porto, l’attuale capogruppo Elif Eralp potrebbe diventare la prima sindaca espressa da Die Linke.

Chi è Hendrikje Klein

Hendrikje Klein
Foto: Sandro Halank, Wikimedia Commons, CC-BY-SA 3.0, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

Hendrikje Klein è laureata in scienze amministrative ed è entrata al Parlamento di Berlino nel 2016. Dal 2024 è segretaria parlamentare del gruppo Die Linke, al cui interno si è occupata, fra le altre cose delle risorse umane e dell’amministrazione. Il 20 settembre ha conquistato un mandato diretto nel distretto di Lichtenberg.

Un parlamento più aperto

Come in qualsiasi altro parlamento, il Presidente della Camera nel Land di Berlino si elegge per cinque anni e ha il compito di guidare le sedute. Inoltre, presiede anche il comitato esecutivo, un organo composto da più membri, e il Consiglio degli anziani. Le spettano inoltre il diritto di gestione interna e l’autorità di polizia in Parlamento, oltre alla rappresentanza dell’istituzione verso l’esterno.

Nel proprio discorso di presentazione per la carica, Klein aveva dichiarato che, se fosse stata eletta, si sarebbe impegnata a lasciare ampio spazio al dibattito, vigilando sul tono delle discussioni, per mantenerlo sempre commisurato alla sede. Ha anche dichiarato di voler richiamare con maggiore severità eventuali comportamenti scorretti dei deputati. Infine, ha annunciato di voler aprire le porte del Parlamento ai cittadini e alle cittadine, per esempio facendo entrare gli studenti delle scuole o i neo-votanti.

Il discorso del decano Wansner sulla tolleranza religiosa

I lavori sono stati aperti da Kurt Wansner (CDU), che a 78 anni è il deputato più anziano del Parlamento del Land. Il suo intervento si è concentrato sul tema della tolleranza sociale e religiosa. Ogni cittadino berlinese, ha affermato, ha il diritto di vivere la propria fede e di formare la propria personalità in base a essa. Il riferimento era alle dichiarazioni di alcuni esponenti della comunità ebraica che, di recente, hanno dichiarato di trovare la capitale tedesca meno sicura che in passato. Si tratta di una situazione, ha detto Wanser, che non ci si sarebbe mai aspettati di dover vivere in Germania, specialmente alla luce del terribile passato del Paese. 

Il Parlamento non ha ancora un vicepresidente (e nessuno vuole votare il candidato di AfD)

Giovedì era prevista l’elezione dei due vicepresidenti, che, sempre stando alla prassi, spetterebbero al secondo e terzo gruppo in ordine di dimensione, cioè, in questo caso ad AfD e alla CDU. Questo vuol dire che, per la prima volta a Berlino, AfD ha il diritto di indicare un vicepresidente. I candidati sono Cornelia Seibeld, attuale presidente del Parlamento, per la CDU e Martin Trefzer per AfD.

Per Trefzer, però, potrebbe esserci un problema. Die Linke, CDU, Verdi ed SPD hanno fatto sapere di non voler eleggere un esponente di AfD a quel ruolo, e dunque la carica potrebbe restare vacante fino a nuovo ordine. AfD, evidentemente, non ha accolto bene la notizia: la capogruppo Kristin Brinker ha affermato che il risultato elettorale del 20 settembre dovrebbe riflettersi anche nella composizione della presidenza.

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