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Gassi verso un UFO: l’Ambasciata ceca a Berlino

di Elena e Paolo Brasioli

Gassi verso un UFO! Sì, verso un edificio di poco più di cinquant’anni, davvero speciale! Una lunga storia di rapporti lega la Germania — dalla Repubblica di Weimar (1919) fino al III Reich — con la vicina Cecoslovacchia. E molte a Berlino furono le sedi consolari, uffici e rappresentanze diplomatiche. Anche dopo il secondo conflitto mondiale, a partire dall’ottobre 1948, la Cecoslovacchia mantenne una missione commerciale nel settore sovietico di Berlino, ancora sconquassato dai danni bellici. Il 18 ottobre 1949, solo undici giorni dopo la fondazione della DDR, la Repubblica Socialista Ceca (RSC) e la DDR stabilirono stabili ed istituzionali relazioni ufficiali.

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La sede diplomatica cecoslovacca a Berlino Est

Nel 1953 la RSC trasformò la sua missione a Berlino Est in un’ambasciata. Essa si trovava in Schönhauser Allee 10/11, nell’allora quartiere di Prenzlauer Berg, mentre la missione commerciale era situata in Leipziger Straße 36, a Berlino-Mitte. Il crescendo dei rapporti e delle azioni politiche e sociali dell’Europa dell’Est portò alla necessità di centralizzare e ampliare la sede diplomatico-consolare. La nuova ambasciata della Repubblica Socialista Cecoslovacca, situata nell’ex Wilhelmplatz — in seguito denominata Thälmannplatz e oggi Anton-Wilhelm-Amo-Straße — a Berlino Est, fu costruita tra il 1974 e il 1978 e inaugurata nel febbraio 1979.

Il progetto architettonico: Věra e Vladimír Machonin

Il progetto è opera della coppia di architetti cechi Věra e Vladimír Machonin, in collaborazione con Klaus Pätzmann. L’edificio ha una pianta quadrata con lati di 48 metri. Il primo piano sporge notevolmente a sbalzo rispetto al piano terra, che risulta di fatto un porticato, e al piazzale antistante. Le fondazioni su pali conferiscono all’edificio l’aspetto di fluttuare, e questa sensazione mirabilmente leggera, ed al contempo decisa, si riporta nelle testate visibili delle grandi travi che attraversano, sostenendolo, l’intero manufatto. Le fasce di finestre, con le loro superfici scure a specchio e gli angoli smussati quasi diamantati, conferiscono un aspetto molto futuristico. Due sale al piano nobile sembrano dei moduli appesi che si sono aggregati al resto.

L’UFO brutalista: stile, materiali e interni

L’edificio è classificato come appartenente alla corrente brutalista: uno stile che si presenta e si identifica nell’espressività di superfici ampie e geometriche, dove il gioco dei riferimenti spaziali e dimensionali è spesso poetico e sognante. Il sensibile uso del calcestruzzo armato compone in maniera scultorea le forme, mentre molte delle pareti esterne sono rivestite in lucente granito grigio. Questo edificio potrebbe essere anche un piccolo mobile d’arredo, una lampada, uno strumento elettronico da consolle, o anche un’enorme astronave interstellare: viene infatti spesso scherzosamente definito un UFO atterrato in centro città. Piacevolissimo, il grande mosaico si intravede sulle pareti interne del portico, riprendendo la tradizione di questa opera dell’Europa dell’Est. Gli arredi interni sono stati tutti progettati specificamente per il nuovo edificio e comprendono poltrone in similpelle rossa e arancione e lampade in stile anni ’70 in vetri lavorati, ancora tutti conservati al loro posto. Scale e rivestimenti interni, caratterizzati da pannelli in legno colorato, sono rimasti pressoché invariati dalla sua inaugurazione.

L’ambasciata oggi: dalla Cecoslovacchia alla Repubblica Ceca

Originariamente anche la missione commerciale cecoslovacca si trovava accanto all’ambasciata; questi locali sono stati successivamente affittati. Dopo lo scioglimento della Cecoslovacchia nel 1992, la Repubblica Ceca prese possesso della proprietà e l’ambasciata slovacca si trasferì in Friedrichstraße 60. In seguito alla decisione di spostare la capitale, l’ambasciata fu trasferita da Bonn a Berlino nel 1999. Per questo edificio, dal notevole valore artistico-architettonico, anni fa si tenne una retrospettiva proprio nell’ambasciata, nell’ambito del festival Archi Czech. Insomma, davvero un… sehr schönes Gebäude

L’autore: Architetto Paolo Brasioli – quattro | architectura

Provenendo da una famiglia di artisti veneti, Paolo Brasioli è stato influenzato presto dal ricco patrimonio culturale e artistico italiano. Fondamentale è stata l’influenza di suo padre, Alfredo Brasioli, rinomato fumettista, illustratore e grafico italiano.
Il suo lavoro fino ad oggi si è concentrato sulla costruzione di hotel di alta qualità e sull’interior design per abitazioni, hotel e strutture di gastronomia e benessere, così come sulla creazione di mobili, lampade, accessori e arte.
Ha lavorato con rinomate compagnie e gruppi alberghieri come Best Western, Crowne Plaza, Falkensteiner, Hilton, Hyatt, Le Meridien, Leonardo Hotels, Marriott, NH Hotels, Rocco Forte Hotels e Sheraton. Molte delle sue creazioni sono state esposte in rinomate fiere d’arte e di design.
Per saperne di più:
quattro | architectura

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