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“Vogliamo nuotare nella Sprea!” Associazione di Berlino chiede di abolire il divieto di balneazione

Cento anni fa, si poteva nuotare nella Sprea, il fiume più importante di Berlino, così come in molti altri fiumi europei. Il 20 maggio 1925, però fu emanato il divieto di nuotare nella parte del fiume che attraversa il centro città, poiché l’inquinamento crescente dell’acqua, compatibile con la vita di una metropoli sempre più industrializzata, rendeva la balneazione troppo pericolosa dal punto di vista della salute. Da allora, il divieto è rimasto sempre in vigore ed è difficile stupirsene: Berlino è ancora una grande città, le acque della Sprea, specialmente in corrispondenza delle zone più urbanizzate, non sono certo invitanti.

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Eppure, un gruppo di appassionati nuotatori fluviali, riuniti nell’associazione Flussbad Berlin, chiede che le cose cambino e ha annunciato una serie di manifestazioni collettive a nuoto nel canale della Sprea a partire da maggio di quest’anno, con cadenza mensile fino alle elezioni del Parlamento regionale berlinese previste per il 20 settembre. Il motto scelto per l’evento inaugurale è un tipico esempio del pragmatismo che i tedeschi dimostrano ogni volta che c’è da scegliere uno slogan: “Am 20. ist Badetag”, ovvero, “Il 20 è il giorno del bagno”. D’altra parte, le speranze di tutti gli appassionati di nuoto nei fiumi si sono risvegliate quando, in occasione delle Olimpiadi di Parigi, le acque della Senna sono state dichiarate balneabili.

Perché è ancora vietato nuotare nella Sprea

La Sprea è classificata come via navigabile federale, e su di essa vigono due livelli di regolamentazione sovrapposti. Il primo è il regolamento berlinese sulle acque di balneazione, applicato dall’ Ufficio regionale per la salute ( Lageso ), che valuta la Sprea con gli stessi parametri adottati per i laghi balneabili della città.

Secondo questa valutazione, anche nei giorni più favorevoli la qualità dell’acqua risulterebbe insufficiente e non potrebbe garantire la sicurezza e la salute di eventuali bagnanti. Il secondo livello riguarda la normativa federale, che impone  un divieto di balneazione nelle vicinanze dei ponti nelle, che, nel caso della Sprea, sono numerosissimi e presenti lungo tutto il corso urbano del fiume.

La proposta dell’associazione: una pilota e monitoraggio digitale dell’acqua

Il cofondatore di Flussbad Berlin Tim Edler sostiene che, sul piano tecnico, non esistano più ostacoli legati alla qualità dell’acqua, e che la questione sia diventata essenzialmente politica e amministrativa. L’associazione ha proposto all’amministrazione locale di istituire una zona balneabile “pilota” nel canale della Sprea all’altezza del quartiere di Mitte, affiancata da un sistema di monitoraggio continuo. Se l’esperimento funzionasse, altre zone potrebbero seguire in tutta la città. L’associazione avrebbe sviluppato inoltre un sistema di monitoraggio della qualità dell’acqua consultabile in tempo reale da smartphone o computer.

Secondo le sue elaborazioni, tra maggio e ottobre la qualità dell’acqua nel canale della Sprea sarebbe adeguata alla balneazione nell’80% dei casi. Lo strumento permette, in linea teorica, di verificare rapidamente se le condizioni del giorno consentano di entrare in acqua. Al punto informativo dell’associazione sul canale della Sprea, in Friedrichsgracht, dovrebbe quindi essere esposta quotidianamente una bandiera colorata: verde per condizioni favorevoli, gialla per una situazione limite, rossa per qualità insufficiente. Questo perché la qualità dell’acqua, anche in una giornata “buona”, può deteriorarsi rapidamente in seguito a eventi meteorologici intensi. Quando piove molto e molto a lungo, per esempio, capita che si verifichino sversamenti del sistema fognario, che immettono nel fiume acque reflue potenzialmente contaminate da agenti patogeni.

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