AperturaPoliticaPolitica Tedesca

Il Bundesrat boccia il bonus da 1.000 euro esentasse per i dipendenti

Una delle misure che il Bundestag aveva approvato a fine aprile per contrastare la crisi era la possibilità, per le aziende, di offrire un  bonus  fino a  1.000 euro  esentasse ai propri dipendenti, ma, un mese dopo, il  Bundesrat  ne ha bloccato l’approvazione. La camera composta dai rappresentanti dei Länder ha negato la maggioranza necessaria al disegno di legge, ritenuto eccessivamente oneroso per le finanze regionali e comunali.

La newsletter del Mitte!

Notizie, novità, eventi dalla Germania

Bonus da 1.000 euro esentasse: su chi gravano i costi?

La frattura tra governo federale tedesco e Länder si concentra sul carico che un simile bonus implicherebbe, in termini di mancato gettito fiscale alle amministrazioni locali. Quasi due terzi delle perdite in tal senso, dovute alla non tassabilità del bonus proposto, sarebbero a carico dei Länder e dei comuni, non del governo centrale. I governi regionali e comunali hanno protestato, sostenendo di non ricevere, nel fronteggiare la crisi, lo stesso tipo di contropartita che invece il governo garantisce all’amministrazione federale.

Lo ha spiegato più approfonditamente il senatore alle finanze di Amburgo  Andreas Dressel  (SPD), che ha quantificato l’impatto complessivo della manovra in 2,8 miliardi di euro. Di questi, circa un miliardo graverebbe sui Länder e 700 milioni sui comuni. Il governo, dal canto suo, avrebbe compensato solo le proprie perdite di gettito fiscale attraverso un aumento dell’imposta sul tabacco, senza prevedere alcuna contropartita per gli enti locali. Dressel ha sottolineato che le città e i comuni, già in difficoltà sotto il profilo finanziario, non possono permettersi di rinunciare a una tale quantità di fondi. I Länder avevano avanzato invece una proposta di compromesso, che prevedeva esentare i comuni dall’onere e trovare coperture alternative, ma su questo punto non si è trovato un accordo.

Le riserve di datori di lavoro e sindacati

C’è anche da dire che questa particolare proposta del governo Merz non aveva entusiasmato particolarmente neanche le altre parti in causa. Da un lato, i  datori di lavoro, in particolare nelle piccole e medie imprese, avevano accolto la misura con aperta ostilità e l’associazione di categoria aveva definito “sfacciata” l’idea di scaricare sulle imprese il compito di erogare sgravi ai lavoratori, in un contesto economico già segnato da pressioni significative.

Anche i  sindacati  avevano espresso perplessità, sebbene per ragioni differenti. Un pagamento una tantum, sostenevano, non produce effetti strutturali sulle retribuzioni. Anzi, avrebbe potuto sottrarre spazio contrattuale a eventuali aumenti salariali lineari, con il rischio di penalizzare i lavoratori nel medio termine.

Il premio, comunque, non avrebbe avuto carattere obbligatorio: le aziende avrebbero potuto scegliere se versarlo o meno ai dipendenti entro il 30 giugno 2027, deducendolo come spesa operativa, mentre per i lavoratori l’importo sarebbe rimasto esente da imposta.

Il governo tedesco difende la proposta

Il vice portavoce del governo  Steffen Meyer  ha definito “deludente” la decisione del Bundesrat e ha annunciato l’apertura di nuovi colloqui con i Länder per individuare un percorso alternativo. L’obiettivo rimane quello di alleggerire il carico sui cittadini alla luce della risalita dei prezzi dell’energia, specialmente a causa dell’escalation del conflitto in Iran.

Meyer non ha chiarito se il governo intenda ricorrere alla commissione di mediazione tra Bundestag e Bundesrat, strumento che consentirebbe di riaprire il negoziato in sede formale. Ha tuttavia indicato che la riforma dell’imposta sul reddito, già in cantiere, offre ulteriori margini di sgravio. Il premio, ha precisato, resta nella strategia governativa come leva complementare, per la sua capacità di produrre effetti in tempi rapidi.

Proposte alternative

Questa battuta d’arresto ha inevitabilmente acuito le critiche già piuttosto aspre che il governo Merz riceve dall’opposizione. Intanto dai Länder arrivano alcune proposte, come quella della ministra presidente del  Meclemburgo-Pomerania Anteriore Manuela Schwesig (SPD), che ha chiesto di spostare l’attenzione su misure di portata più ampia, come l’aumento dell’indennità forfettaria per i pendolari, la  riforma dell’imposta sul reddito  e un  alleggerimento generalizzato per i redditi fino a 3.000 euro. Schwesig e altri capi di governo si sono inoltre pronunciati a favore di un’imposta sugli utili straordinari per le compagnie petrolifere  (proposta che il Ministro delle Finanze  Klingbeil  aveva sostenuto e che Merz, invece, aveva avversato) e di un  tetto ai prezzi di benzina e diesel. Tuttavia, queste proposte sembrano prive, al momento, di una maggioranza in seno al Bundesrat.

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio