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“Visite specialistiche in due settimane? Stronzate”, lo dice presidente dei medici convenzionati tedeschi

L’attesa media per una visita specialistica nel sistema sanitario pubblico tedesco ha toccato i 42 giorni nel 2024, contro i 33 del 2019. Su questo dato si è riaperto un confronto politico aspro, con posizioni che faticano a trovare un terreno comune. Di recente, Matthias Miersch, capogruppo parlamentare dell’SPD, ha avanzato la richiesta di un diritto legale a ottenere un appuntamento con uno specialista entro tre settimane per tutti gli assicurati con l’assicurazione sanitaria pubblica. A corredo della proposta, Miersch ha suggerito un meccanismo bonus-malus applicato alla remunerazione dei medici: chi non garantisce visite specialistiche in tempi congrui subirebbe una decurtazione del proprio budget.

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Andreas Gassen, presidente del consiglio di amministrazione dell’Associazione federale dei medici convenzionati (KBV), ha respinto la proposta con termini che di solito non si usano in questo tipo di dibattito. Secondo Gassen, l’idea che gli assicurati possano avere diritto a vedere un medico entro due settimane dalla richiesta è una “stronzata” nonché “una mania di regolamentazione socialista” e che “il nostro sistema andrà a sbattere contro un muro se non creiamo finalmente regole vincolanti basate sulle esigenze mediche e non sui desideri personali di chiunque”. Queste sorprendenti dichiarazioni sono state rilasciate alla Redaktionsnetzwerk Deutschland e poi riprese da tutta la stampa, che ha titolato utilizzando proprio il termine che Gassen ha impiegato, ovvero “bullshit”, in inglese.

Il contesto: chi paga e cosa riceve

Vale la pena inquadrare il dibattito nel funzionamento concreto del sistema, per chi non avesse familiarità con la sanità tedesca. Gli assicurati con le casse pubbliche, che sono obbligati a sottoscriverle e non hanno l’opzione di astenersi, versano ogni mese una quota superiore al 14% del proprio stipendio e in nessun caso inferiore ai 200 euro mensili (arrotondando per difetto di qualche decina di Euro), anche a fronte di redditi molto bassi. Il versamento è dovuto indipendentemente dal fatto che si ricorra o meno alle prestazioni sanitarie. È in questo quadro che si inserisce la posizione di Gassen: nonostante il pagamento mensile di svariate centinaia di euro, il presidente della KBV sostiene che gli assicurati non possano vantare alcun diritto a tempi di accesso garantiti agli specialisti, specialmente se le richieste hanno a che fare meramente con la loro qualità di vita e non con questioni di gravità estrema.

Secondo Gassen, infatti,, solo una quota molto ridotta degli appuntamenti richiesti presenta carattere di reale urgenza. Per questi casi, ha precisato, l’accesso dovrebbe avvenire nel giro di ore o al massimo qualche giorno.

Per la grande maggioranza dei pazienti, invece, l’attesa di diverse settimane o anche di mesi sarebbe, a suo avviso, clinicamente accettabile. Chi soffre di mal di schiena da tre anni, sostiene Gassen, può tranquillamente aspettare un altro mese, non è necessario che venga visitato entro due settimane.

La riforma in cantiere e i tempi previsti

La questione non è nuova nell’agenda tedesca. Già Karl Lauterbach, ex ministro della Salute e anch’egli esponente SPD, aveva chiesto in precedenza una garanzia di appuntamento per gli assicurati del sistema pubblico e anche in quel caso il suo tentativo si era risolto in un nulla di fatto. La proposta di Miersch si inserisce quindi in una linea di rivendicazioni che il partito porta avanti da tempo, senza che si sia ancora trovata una soluzione operativa.

Nel frattempo, la ministra della Salute Nina Warken (CDU) sta lavorando a un pacchetto di misure orientato al contenimento dei costi, con l’obiettivo di evitare aumenti dei contributi per diversi anni. Una commissione di esperti ha elaborato 66 raccomandazioni per ridurre la pressione sulle casse malattia, a fronte di una crescita sostenuta delle spese.

Tra le misure allo studio figura un rafforzamento del ruolo del medico di base come primo punto di contatto: gli assicurati dovrebbero rivolgersi a lui prima di accedere allo specialista, che verrebbe contattato solo su indicazione del generalista, con un appuntamento garantito entro un termine ancora da stabilire nei dettagli. L’entrata in vigore della riforma è prevista per il 2028.

La posizione della KBV sulla riforma

Gassen non ha espresso opposizione di principio all’impianto della riforma. Il sistema con il medico di base come figura di riferimento è, a suo giudizio, un approccio impostato correttamente. La condizione perché funzioni, però, è una definizione precisa di “urgenza medica”: senza criteri chiari e vincolanti, qualunque meccanismo di garanzia rischierebbe di generare aspettative difficilmente sostenibili dall’offerta disponibile.

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