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Regole più severe per gli affitti in Germania: limiti per appartamenti ammobiliati e contratti brevi

Una bozza legislativa destinata a modificare il quadro normativo degli affitti in Germania dovrebbe raggiungere domenica le associazioni di categoria per il consueto iter di valutazione. L’iniziativa, promossa dalla ministra della Giustizia Stefanie Hubig (SPD), mira a introdurre requisiti più rigorosi per chi propone immobili arredati e contratti d’affitto a breve termine.

La proposta normativa arriva in un momento in cui i mercati immobiliari tedeschi sono sottoposti a tensioni senza precedenti, con squilibri enormi tra domanda e offerta e pratiche contrattuali non sempre chiare.

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I prezzi per gli affitti di appartamenti arredati: regole chiare nei mercati più “caldi” della Germania

Nei territori dove il mercato abitativo presenta criticità, come Berlino, i proprietari saranno tenuti a dichiarare preventivamente l’importo richiesto per l’utilizzo del mobilio. L’informazione dovrà essere fornita prima della formalizzazione del rapporto locativo e non arrivare come una “sorpresa” alla firma del contratto.

Qualora tale comunicazione risulti omessa, gli inquilini corrisponderanno esclusivamente il canone previsto per l’immobile privo di arredamento, come stabilito dalla bozza normativa. Il sovrapprezzo legato al mobilio dovrà rispondere a criteri di proporzionalità, calcolato secondo criteri precisi in base al costo originario degli elementi d’arredo e al loro livello di deterioramento. Per le abitazioni completamente equipaggiate, il ministero della Giustizia ipotizza un incremento forfettario corrispondente al cinque per cento del canone base.

Restrizioni per i contratti a termine

Le locazioni a breve termine potranno beneficiare dell’esenzione dai vincoli del freno agli affitti soltanto se la loro durata non supera i sei mesi. Condizione ulteriore per accedere a questa tipologia contrattuale sarà la presenza di motivazioni specifiche da parte dell’inquilino, quali esigenze lavorative particolari che giustifichino la breve durata del contratto d’affitto.

Questa disposizione intende contrastare l’utilizzo improprio dei contratti temporanei come strumento per aggirare i limiti imposti ai canoni di locazione. La bozza prevede limitazioni anche per gli affitti indicizzati, ovvero quelli i cui canoni sono collegati all’andamento dei prezzi al consumo. Durante periodi caratterizzati da dinamiche inflazionistiche intense, gli adeguamenti non potranno eccedere il 3,5 per cento.

Un’ulteriore modifica riguarda le procedure di risoluzione contrattuale: gli inquilini avranno la possibilità di evitare una prima disdetta ordinaria per ritardo nei pagamenti, purché saldino integralmente l’importo dovuto.

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