Dirigenti statali in congedo lavoravano da 12 anni per imprese private
Se dovessimo dar retta agli stereotipi, questa sarebbe una storia che ci si aspetta di vedere dalle nostre parti. E invece, a dimostrazione che gli stereotipi non dovrebbero avere posto nel giudizio sui Paesi e le loro popolazioni, è nel Land tedesco della Renania-Palatinato che alcuni dirigenti di enti statali si sono messi in congedo dal servizio per svolgere incarichi dirigenziali nel settore privato, mantenendo però intatto lo status amministrativo. La durata di uno di questi congedi avrebbe raggiunto quasi dodici anni. La procura di Mainz ha avviato verifiche preliminari, ipotizzando reati che vanno dall’appropriazione indebita al danno erariale.
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Stipendi privati e pensioni pubbliche: così i dirigenti statali ottenevano il meglio dei due “mondi”
Durante i periodi di congedo, i funzionari coinvolti non avrebbero percepito lo stipendio per il loro impiego statale, tuttavia avrebbero continuato ad accumulare anzianità ai fini pensionistici come dipendenti pubblici. Questo sistema ha sollevato interrogativi sulla legittimità della prassi adottata. La questione tocca un principio fondamentale del rapporto di pubblico impiego: chi abbandona definitivamente il settore statale per quello privato solitamente rinuncia allo status di funzionario e ai relativi, ottimi trattamenti previdenziali. I congedi prolungati sembrerebbero aver eluso tale meccanismo.
Fino a questo momento, ci sono due valutazioni giuridiche, che presentano conclusioni opposte. Il penalista Till Zimmermann, incaricato dal partito dei Freie Wähler (Liberi Elettori), ha redatto un documento che individua elementi di appropriazione indebita aggravata. Secondo questa analisi, lo Stato avrebbe subito un pregiudizio economico garantendo prestazioni pensionistiche, mentre i soggetti coinvolti offrivano le proprie prestazioni lavorative al di fuori dell’amministrazione pubblica. Il governo regionale a guida SPD respinge però questa interpretazione, presentando invece una perizia dell’ex giudice costituzionale federale Udo Di Fabio, che considera i congedi conformi alla normativa vigente sul personale pubblico.
Precedenti critiche della Corte dei conti
La Corte dei conti regionale aveva già portato alla luce questi episodi nel 2022, dichiarandoli illegittimi. Jörg Berres, presidente dell’organismo di controllo, aveva espresso riserve sulla possibilità che i soggetti beneficiassero di un duplice vantaggio: compensi manageriali privati accompagnati da trattamenti pensionistici pubblici maggiorati. La questione è stata successivamente inserita nel “Libro nero dello spreco pubblico” nell’autunno 2025, aumentando la pressione sul governo della Renania-Palatinato.
Verifiche in corso
La procura di Mainz sta valutando se esistano sufficienti elementi per configurare un sospetto iniziale di condotta penalmente rilevante. Non è ancora definito se le verifiche evolveranno in un’indagine preliminare formale. Le autorità dovranno stabilire se i funzionari che hanno autorizzato tali congedi abbiano commesso illeciti o se la prassi, pur controversa, rientri nei margini di legalità.




