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Accoltellamento di un’anziana a Berlino, 20enne a processo: “Non sono stata io”

È iniziato a Berlino il processo a carico di una 20enne di origine russa, accusata di aver aggredito una vicina di casa di 84 anni in un episodio di accoltellamento avvenuto il 26 dicembre 2024.

L’anziana è stata accoltellata al petto tre volte ed è stata inoltre colpita in testa con uno schiacciapatate, riportando gravi ferite.

Accoltellamento a Berlino. A processo una ventenne

Come riportato dal quotidiano locale Berliner Zeitung, i fatti risalgono al 26 dicembre 2024, quando, intorno alle 10 del mattino, un vicino aveva sentito delle urla provenire dal decimo piano di un grattacielo di Wilhelmstadt, nel distretto berlinese di Spandau. Nell’appartamento era stata trovata una donna di 84 anni in gravi condizioni, ferita da tre coltellate al petto e colpita alla testa con uno schiacciapatate.

Un rapporto di vicinato segnato da tensioni

Secondo la versione fornita dalla 20enne, il suo rapporto con la vittima risale all’infanzia. Le famiglie abitano infatti da anni nello stesso stabile, porta a porta. In passato, sostiene, i rapporti erano stati cordiali e l’anziana aveva spesso invitato da lei i vicini.

Col tempo, però, la situazione sarebbe cambiata. La giovane sostiene che la vicina abbia interferito troppo nella vita della sua famiglia, fornendo giudizi sulle liti che lei aveva con sua madre e con il fratello maggiore e ritenendola una “cattiva figlia”.

Il racconto dell’imputata sul giorno dei fatti

La 20enne ammette di essersi trovata nell’appartamento della vicina la mattina dell’accoltellamento a Berlino. Sostiene che la porta fosse aperta e che lei fosse entrata con l’intenzione di parlare alla donna. A un tratto, la porta si sarebbe chiusa improvvisamente alle sue spalle e l’anziana sarebbe rientrata dal pianerottolo, chiedendole cosa stesse facendo in casa sua e minacciando di chiamare la polizia, mentre si avvicinava.

A quel punto, la giovane sostiene di averla spinta via e la donna sarebbe caduta contro un tavolino. “Non volevo farle del male” ha dichiarato la giovane, aggiungendo di essere fuggita subito dopo in preda al panico, lasciando la porta aperta. Quanto alle coltellate e al fatto che l’anziana sia stata colpita alla testa con lo schiacciapatate, l’imputata insiste: “Non sono stata io”.

Le osservazioni del giudice e gli elementi da chiarire

Il giudice ha fatto notare che, seguendo la versione della giovane, dopo la sua fuga qualcun altro sarebbe dovuto entrare nell’appartamento e compiere l’aggressione e l’imputata ha risposto di non sapere cosa sia accaduto dopo. Ha aggiunto tuttavia di aver sentito, mentre scendeva le scale, due voci maschili sconosciute nel vano scale. Il processo proseguirà martedì 13 gennaio.

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