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Berlino: lo SchwuZ potrebbe riaprire in una nuova sede

All’inizio di questo mese, lo SchwuZ di Berlino ha cessato l’attività. Il primo novembre ha ospitato l’ultima serata: dopo quarantotto anni di storia, il locale queer più datato della capitale tedesca e uno dei primi in tutta la Germania ha abbassato definitivamente le saracinesche a causa di problemi economici che si sono rivelati insormontabili. Questo non vuol dire, però, che la sua storia sia necessariamente arrivata alla fine. 

Per lo SchwuZ una nuova sede più piccola a Berlino?

L’assessora alla Cultura Sarah Wedl-Wilson (lista civica in quota CDU), ha reso alcune dichiarazioni in merito alla commissione parlamentare competente: secondo quanto riferito dal quotidiano locale “B.Z.”, sarebbe in corso la ricerca di uno spazio alternativo, magari più piccolo, per permettere allo SchwuZ di riaprire.

I contatti con la Club Commission risalgono a maggio. Già allora le difficoltà economiche dello SchwuZ erano state rese note. L’associazione, che tutela gli interessi dei gestori di locali notturni e organizzatori di eventi della città, si era attivata preventivamente. Le interlocuzioni proseguono con l’intento di preservare il progetto culturale, del quale si riconosce il valore culturale e sociale.

Nella sede di Neukölln potrebbe trasferirsi un altro club

La location nell’ex birrificio Kindl, quartiere di Neukölln, presentava diverse criticità. Wedl-Wilson ha evidenziato come l’edificio e la relativa politica tariffaria non fossero più sostenibili per chi gestiva il locale. Gli spazi ampi comportavano costi operativi elevati.

La capienza e le caratteristiche architettoniche dell’immobile industriale riconvertito richiedevano investimenti significativi. Il modello economico dello SchwuZ, orientato a mantenere accessibilità e inclusività, mal si conciliava con l’impegno finanziario richiesto dalla struttura di Neukölln.

L’ex sede dello SchwuZ, nel frattempo, potrebbe essere riassegnata a un’altra realtà del circuito notturno cittadino rimasta senza uno spazio: si ipotizza che possa trattarsi del Watergate. La Club Commission coordinerebbe queste operazioni di ricollocazione, fungendo da intermediario tra gestori di locali e proprietà immobiliari.

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