CDU Berlino: “mettere un tetto al salario dei manager danneggia le aziende”
Il gruppo parlamentare SPD ha avanzato l’idea di imporre un limite massimo alle retribuzioni dei vertici delle società pubbliche berlinesi. L’amministrazione finanziaria a guida CDU, però, ha bocciato seccamente la proposta. Secondo Wolfgang Schyrocki, sottosegretario alle Finanze, introdurre vincoli retributivi comprometterebbe la capacità competitiva della capitale tedesca.

Vincolare le retribuzioni, sostiene, significherebbe escludere Berlino dal mercato del lavoro manageriale. “Non sarebbe positivo per le nostre aziende, viste le sfide che devono affrontare”, ha dichiarato. Con compensi ridotti, ha argomentato Schyrocki, i professionisti più qualificati eviterebbero le società statali berlinesi. La città dovrebbe invece attrarre amministratori delegati e manager adeguatamente competenti, se l’amministrazione mira a ottenere prestazioni eccellenti dalle proprie partecipate. E questo richiede stipendi allineati al mercato. Non è possibile, ha precisato, deviare dalle aspettative retributive prevalenti nel settore a livello nazionale.
Il confronto con altre città tedesche e le aziende private
Berlino, ha fatto notare il sottosegretario, possiede le aziende più grandi nei rispettivi settori, tuttavia si colloca molto al di sotto dei livelli retributivi massimi. Gli amministratori delegati delle società comunali in altre città tedesche percepiscono, in diversi casi, compensi superiori rispetto ai loro omologhi berlinesi.
L’amministrazione finanziaria ha fornito dati comparativi. Nelle aziende statali berlinesi, lo stipendio medio di un amministratore delegato è 6,8 volte quello di un dipendente medio. Un rapporto simile a quello riscontrato ad Amburgo. Nelle società quotate in borsa, però, il divario si amplia drasticamente. Nelle aziende del DAX, il CEO guadagna 41 volte di più rispetto a un dipendente medio.
La situazione finanziaria delle partecipate berlinesi nel 2024
Martedì Schyrocki ha presentato al Senato la relazione annuale sulle partecipazioni statali. Nel 2024 le società hanno registrato complessivamente 232 milioni di euro di profitti. Un risultato nettamente inferiore rispetto ai 403 milioni dell’anno precedente. Il calo è riconducibile principalmente agli effetti straordinari derivanti dall’acquisizione del sistema di teleriscaldamento da parte di Vattenfall.
Le aziende idriche sono quelle che hanno generato i profitti maggiori: 164 milioni di euro. Seguono la società immobiliare Degewo con 109 milioni e la Stromnetz Berlin GmbH con 56 milioni. Sul fronte opposto, BEW Berliner Energie und Wärme, BVG, Vivantes e la società che gestisce l’aeroporto hanno chiuso in perdita.
Berlino controlla partecipazioni in 51 aziende e 9 enti di diritto pubblico di rilevanza economica. I posti di lavoro a tempo pieno sono passati da 57.000 a 63.000. Gli investimenti sono cresciuti di circa un terzo rispetto all’anno precedente, raggiungendo 4,6 miliardi di euro contro i 3,4 miliardi del 2023. Il capitale proprio è salito da 16,4 a 18,4 miliardi di euro.
Le retribuzioni dei vertici e la proposta dell’SPD: salario dei manager commisurato a quello del sindaco
Alcuni dirigenti percepiscono compensi considerevoli. Si va dai 502.000 euro annui di Dirk Hoffmann, direttore della fiera di Berlino (sei volte lo stipendio medio dei suoi dipendenti), ai 494.000 euro di Hinrich Holm della Investitionsbank Berlin, ai 454.000 euro di Hendrik Falk, che è a capo della BVG e percepisce un compenso pari a quasi dieci volte il salario medio aziendale. Stephanie Otto della BSR ha guadagnato 437.000 euro lo scorso anno. Quando parliamo di salario medio aziendale, vale la pena ricordarlo, si considera una media matematica fra lo stipendio del CEO, gli stipendi di tutto il resto della dirigenza e poi quelli degli altri dipendenti, fino ai più bassi. Se diciamo che lo stipendio di Hendrik Falk è pari a circa 10 volte il compenso medio di un dipendente della bvg, non dobbiamo immaginare che un controllore o un autista della BVG guadagnino 45.000 euro l’anno (in entrambi i casi, il compenso lordo è più basso di almeno 10.000 euro).
L’SPD, in questo contesto e in un momento storico in cui Berlino sta operando tagli drastici al proprio bilancio, risparmiando soprattutto sulla cultura e l’istruzione, vuole introdurre un tetto massimo basato sullo stipendio del sindaco Kai Wegner, che è pari a circa 212.500 euro lordi annui. Secondo la proposta, i vertici delle aziende statali potrebbero guadagnare al massimo un terzo in più, attestandosi intorno ai 300.000 euro. A gennaio, durante una riunione del gruppo parlamentare, il capogruppo Raed Saleh aveva definito alcuni stipendi “scandalosamente alti” e aveva parlato di una questione di giustizia.
La proposta riprende le critiche espresse dalla Corte dei conti regionale. Quest’ultima, dopo aver esaminato cinque grandi aziende regionali, aveva concluso a fine 2024 che le retribuzioni superavano quelle dei membri del governo e risultavano implausibili.
Lo stallo nella coalizione nero-rossa
Michael Dietmann, esperto di economia e vicecapogruppo parlamentare della CDU, ha liquidato la mozione come populista e irrealistica. “Questa mozione non arriverà mai al Parlamento”, ha dichiarato al quotidiano taz. Secondo Dietmann, il gruppo di lavoro della CDU sul bilancio esaminerà ora la proposta dell’SPD. Se il blocco cristiano-democratico non cambierà posizione, la questione non avrà seguito. E non ci sono ragioni per supporre che le argomentazioni dell’SPD riescano a convincere i compagni di coalizione.
Il contratto di coalizione stesso, d’altra parte, prevede che iniziative e mozioni vengano presentate congiuntamente. L’SPD non può quindi procedere autonomamente in Parlamento.




