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Berlino taglia i fondi ai programmi anti omofobia a scuola

L’estate scorsa il caso di Oziel Inácio-Stech ha occupato i titoli dei giornali per settimane. L’insegnante omosessuale era stato vittima di gravi episodi di bullismo nella sua scuola elementare di Berlino in cui insegnava, episodi nei quali i suoi piccoli alunni avevano espresso posizioni estremamente problematiche e perfino violente, che potevano essere attribuite a pregiudizi assorbiti in famiglia. In quell’occasione, l’insegnante di Berlino aveva lamentato l’assenza di supporto da parte della scuola e lo scarso interesse a intervenire per prevenire episodi di omofobia o sensibilizzare sulle tematiche queer. Nonostante questo e altri campanelli d’allarme sull’importanza di mantenere viva l’attenzione sulla lotta alle discriminazioni, tuttavia, sembra l’amministrazione dell’istruzione di Berlino, attualmente guidata dalla CDU, abbia eliminato dal progetto di bilancio il finanziamento di numerose offerte formative e di consulenza rivolte alla tutela della comunità queer.

In precedenza i singoli progetti erano elencati nel bilancio. Ora gli enti che da anni organizzano laboratori nelle classi e percorsi di aggiornamento per gli insegnanti non compaiono più nella documentazione. La bozza prevede solo 500.000 euro per l’educazione sui temi queer, una cifra nettamente inferiore rispetto agli stanziamenti precedenti.

Che cosa è successo ai programmi anti omofobia e all’educazione sui temi queer nella scuola di Berlino?

Non è chiaro se iniziative consolidate come Queerformat, Queerleben, queer@school e altri progetti simili continueranno a ricevere sostegno dal prossimo anno. Nelle discussioni di bilancio in corso, la senatrice all’istruzione Katharina Günther-Wünsch (CDU) non ha ancora fornito informazioni su come proseguirà questa sezione dell’offerta formativa, nonostante le richieste di diversi deputati durante l’ultima commissione dedicata.

La senatrice all’istruzione di Berlino Katharina Günther-Wünsch (CDU). Foto: Sandro Halank, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Rimangono senza risposta anche le domande sui criteri e le procedure che verranno adottate per l’assegnazione dei fondi e su quando verrà presa una decisione in tal senso. Anche dalle file dell’SPD, che con la CDU compone la coalizione di governo a Berlino, sono arrivati segnali di irritazione per questa mancanza di trasparenza. La situazione, ovviamente, è fonte di incertezza sia per il futuro dei progetti sia per i dipendenti degli enti coinvolti, che rischiano di subire conseguenze in termini di contratti di lavoro.

Il dipartimento per l’istruzione rimanda la responsabilità al Parlamento

Il dipartimento guidato da Günther-Wünsch dichiara che le questioni relative alla diversità e all’educazione queer continueranno a mantenere un ruolo importante nel contesto scolastico. Resta da stabilire in quale forma e se verranno ancora coinvolte le competenze degli enti esterni che hanno gestito questi programmi.

Speculare su decisioni concrete relative ai finanziamenti o sulla fine di singoli progetti, tuttavia, costituirebbe, sempre secondo il dipartimenti, un’interferenza inaccettabile nel lavoro parlamentare e risulterebbe fuorviante.

Per contro, il Senato, attraverso l’amministrazione sociale, ha recentemente affermato in un rapporto alla commissione principale che la richiesta di laboratori sulla diversità di genere e orientamento sessuale nelle scuole supera l’offerta disponibile. I progetti finora sostenuti dallo Stato non sono in grado di soddisfare la domanda. Questo vuol dire che il taglio dei fondi non potrà che esacerbare una situazione già tesa. La coalizione si era impegnata nel proprio accordo programmatico a intensificare l’azione contro l’omofobia nella scuola, ma sembra che la direzione presa sia opposta, quali che ne siano le ragioni.

I dati sulla discriminazione nelle scuole berlinesi

Secondo Queerformat, l’82% dei giovani queer subisce discriminazioni nell’ambiente scolastico. Questi studenti soffrono più frequentemente di disturbi d’ansia, depressione e ideazione di suicidio. Il 52% nasconde la propria identità a scuola. Oltre la metà del corpo docente queer di Berlino non ha ancora fatto coming out a scuola. Il caso Inácio-Stech ha evidenziato l’importanza della prevenzione, della protezione dalla discriminazione e dal bullismo, oltre alla sensibilizzazione sulle realtà di vita lgbtqia+.

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