
Troppi pasti vegetariani alla mensa: questo una famiglia del Baden-Württemberg ha contestato in tribunale alla scuola frequentata dalla figlia. La controversia, che ha attraversato diverse istanze giudiziarie, si è definitivamente chiusa con una sentenza del Tribunale amministrativo superiore che ha respinto tutti i ricorsi presentati dalla famiglia.
La famiglia ha denunciato la scuola, perché la mensa serviva troppo spesso pasti vegetariani
La disputa legale ha avuto origine dalle politiche alimentari adottate da un istituto a tempo pieno nella zona di Costanza. La scuola offre servizio mensa quattro giorni alla settimana, con un menu che prevede tre giorni di pasti vegetariani o vegani e soltanto una giornata dedicata a pietanze contenenti carne o pesce.
I genitori della studentessa in questione hanno ritenuto inadeguata questa distribuzione, sostenendo che la limitata presenza di proteine animali nel menu scolastico potesse comportare rischi per la salute nutrizionale della figlia. La famiglia ha inoltre sollevato preoccupazioni relative a possibili intolleranze alimentari, utilizzando questi argomenti come base per l’azione legale intrapresa contro l’istituzione scolastica.
Prima istanza: il rifiuto del Tribunale amministrativo di Friburgo
Il primo grado di giudizio si è svolto presso il Tribunale amministrativo di Friburgo, dove i genitori hanno presentato una richiesta urgente. L’obiettivo era ottenere che l’istituto scolastico fornisse quotidianamente alla figlia pasti contenenti carne o pesce, modificando sostanzialmente l’attuale sistema di ristorazione.
Il tribunale ha respinto la richiesta, ritenendo che non sussistessero i presupposti necessari per un intervento d’urgenza. La motivazione principale ha riguardato l’argomento della presunta malnutrizione avanzato dai genitori: secondo i giudici, tale preoccupazione risultava poco convincente, considerando che la famiglia aveva la possibilità di integrare autonomamente l’alimentazione della figlia con cibi a base di carne durante i pasti non coperti dal servizio scolastico.
Secondo grado: la decisione definitiva del VGH
Insoddisfatti della prima sentenza, sia i genitori che la studentessa hanno presentato ricorso al Tribunale amministrativo superiore (VGH) del Baden-Württemberg con sede a Mannheim. Tuttavia, anche questa istanza superiore ha respinto le loro argomentazioni, dichiarando i ricorsi inammissibili per motivi procedurali.
Il VGH ha motivato la propria decisione evidenziando due problematiche distinte. Per quanto riguarda il ricorso presentato dai genitori, il tribunale ha sottolineato che questi avevano agito senza assistenza legale, violando l’obbligo di rappresentanza previsto dalla normativa vigente presso tale istanza giudiziaria.
Relativamente al ricorso della studentessa, il Senato ha rilevato un difetto ancora più fondamentale: la giovane non era stata coinvolta nel procedimento di primo grado e pertanto non possedeva la legittimazione necessaria per presentare appello. La sentenza è stata dichiarata inappellabile, chiudendo definitivamente ogni possibilità di ulteriore ricorso.
Le raccomandazioni nutrizionali ufficiali
La Società tedesca per l’alimentazione (DGE), organismo di riferimento per le linee guida nutrizionali del paese, fornisce indicazioni specifiche per i menu delle mense scolastiche.
Secondo le raccomandazioni DGE, la ristorazione scolastica dovrebbe prevedere la somministrazione di pesce almeno una volta alla settimana, mentre per la carne viene indicato un limite massimo di una volta settimanale. L’approccio adottato dalla scuola di Costanza risulta quindi sostanzialmente allineato con gli standard nutrizionali ufficiali.




