Lavorare in Germania e andare in pensione all’estero: una tendenza in aumento

Vivete e lavorate in Germania, ma state pensando di tornare in Italia poco prima o dopo la pensione? Siete in ottima compagnia: sono sempre di più, infatti, le persone che hanno lavorato e maturato la pensione in Germania, ma che scelgono di tornare nel proprio Paese d’origine dopo aver smesso di lavorare. Il fenomeno delle pensioni tedesche erogate oltre confine rappresenta una realtà in costante crescita che riflette le dinamiche migratorie e lavorative degli ultimi decenni. L’analisi dei dati dell’ente previdenziale tedesco Deutsche Rentenversicherung rivela un quadro significativo: nel 2024 sono state versate 1,7 milioni di pensioni all’estero.
Il numero degli ex lavoratori che percepiscono la pensione all’estero è aumentato del 23% in 20 anni
Confrontando la situazione attuale con quella di vent’anni fa, emerge un aumento del 23% dei percettori di pensioni tedesche all’estero: da circa 1,4 milioni di pensioni estere nel 2004 si è arrivati agli attuali 1,7 milioni nel 2024. Questa progressione costante indica che attualmente il 6,5% di tutti i pagamenti pensionistici tedeschi viene effettuato verso beneficiari residenti fuori dai confini nazionali.
Il presidente del consiglio di amministrazione della Deutsche Rentenversicherung Bund, Hans-Werner Veen, ha sottolineato durante la riunione dell’assemblea dei rappresentanti a Münster l’importanza del quadro normativo che garantisce questi diritti: “Il diritto europeo e gli accordi di sicurezza sociale stipulati con molti Stati garantiscono che le persone non subiscano svantaggi in materia di pensione se vivono e lavorano all’estero”.
Le radici storiche del fenomeno: l’immigrazione lavorativa degli anni ’60 e ’70
L’attuale configurazione delle pensioni tedesche versate all’estero trova le sue origini nelle politiche migratorie degli anni Sessanta e Settanta. L’aumento registrato deriva principalmente dall’immigrazione di lavoratori provenienti da specifiche aree geografiche: Italia, Spagna, Grecia, ex Jugoslavia e Turchia costituiscono i bacini principali di provenienza di questa forza lavoro.
Questi lavoratori immigrati sono giunti in Germania durante il boom economico del dopoguerra, hanno contribuito al sistema previdenziale tedesco versando regolarmente i contributi al fondo pensionistico e hanno maturato i relativi diritti pensionistici. Raggiunta l’età pensionabile, molti di questi lavoratori hanno scelto di fare ritorno nei propri paesi d’origine, mantenendo però il diritto di percepire la pensione maturata attraverso il lavoro svolto in Germania.
Italia in testa fra le destinazioni di ritorno, Austria prima per i pensionati tedeschi che lasciano il Paese
L’analisi della distribuzione geografica delle pensioni tedesche versate all’estero rivela una netta predominanza europea. Dei circa 1,7 milioni di pensioni estere, circa 1,23 milioni sono dirette verso paesi dell’Unione Europea: oltre il 72% del totale.
La classifica dei paesi beneficiari vede l’Italia occupare la prima posizione, seguita da Spagna e Austria. Per quanto riguarda i paesi extraeuropei, gli Stati Uniti guidano la graduatoria.
L’analisi della composizione dei beneficiari delle pensioni tedesche versate all’estero presenta caratteristiche specifiche che meritano un approfondimento. Circa l’86% di tutte le pensioni estere è destinato a cittadini stranieri, mentre il restante 14% riguarda cittadini tedeschi che hanno scelto di trascorrere la propria pensione all’estero. Per quanto concerne i cittadini tedeschi che percepiscono la pensione all’estero, l’Austria si posiziona al primo posto delle destinazioni preferite, seguita da Svizzera e Spagna.




