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Divieto di circolazione per le auto nel weekend? La proposta in Germania fa discutere

Le domeniche senza auto, per gli italiani, sono un concetto relativamente familiare: targhe alterne o divieti di guida completi vengono implementati a intervalli più o meno irregolari da anni, per ridurre la concentrazione di polveri sottili nell’atmosfera in determinate città, ben prima che si iniziasse a parlare di un a lotta al cambiamento climatico su scala globale. In Germania, tuttavia, questo tipo di iniziative sono molto più rare. Per questo fa discutere la recente dichiarazione del ministro dei trasporti Volker Wissing (FDP), che, nel dibattito sulla legge relativa alla protezione del clima, ha proposto la possibile introduzione del divieto di circolazione delle auto nei fine settimana.

Critiche da Greenpeace: il divieto di circolazione non serve, senza altre politiche sulla mobilità sostenibile

Le critiche sono arrivate da più parti, non ultima, incredibilmente, l’organizzazione ambientalista Greenpeace. Gli ambientalisti sostengono infatti che questa proposta non sia altro che un tentativo di distogliere l’attenzione dai fallimenti delle politiche sui trasporti portate avanti negli ultimi anni dallo stesso Wissing. Infatti, Greenpeace ha criticato apertamente il ministro per aver bloccato per ben due anni qualsiasi misura di protezione del clima per il traffico stradale. L’organizzazione sostiene che ci siano state numerose opportunità per introdurre riforme significative che avrebbero potuto avere un impatto reale sulla riduzione delle emissioni, ma che queste sono state sistematicamente ignorate o rinviate.

Il settore dei trasporti supera costantemente i limiti di emissioni consentiti

Eppure, i dati parlano chiaro: il settore dei trasporti ha ripetutamente superato gli obiettivi di emissioni di CO2 consentite, contribuendo in maniera significativa all’inquinamento ambientale. La legge tedesca sulla protezione del clima, d’altronde, stabilisce obiettivi vincolanti di riduzione delle emissioni di gas serra e livelli di emissione annuali consentiti per ogni settore, incluso quello dei trasporti. Questi obiettivi sono stati pensati per garantire che la Germania rispetti gli impegni presi a livello internazionale, in particolare nell’ambito dell’Accordo di Parigi sul clima.

Nonostante ciò, l’FDP, di cui fa parte il ministro Wissing, sta spingendo per una riforma di tale legge. L’obiettivo sarebbe quello di passare da un monitoraggio retrospettivo per settore a un monitoraggio pluriennale e intersettoriale, il che potrebbe di fatto indebolire i meccanismi di controllo e di responsabilità sulle emissioni. Questo cambiamento potrebbe rendere più difficile per il governo tedesco assicurare che i vari settori economici rispettino i limiti di emissione e potrebbe portare a una mancanza di trasparenza nell’identificazione dei responsabili del mancato raggiungimento degli obiettivi climatici – ed è su questo che si basano critiche come quelle mosse da Greenpeace. Anche i Verdi sono contrari, poiché ritengono che misure restrittive come un divieto di circolazione a livello nazionale e a tempo indeterminato il sabato e la domenica possano essere particolarmente difficili da comunicare alla popolazione.

Verdi: Wissing spaventa inutilmente la popolazioen

Le affermazioni di Wissing si inseriscono nel quadro della disputa, che dura ormai da mesi, sulla nuova legge per la protezione del clima, e dell’emendamento di cui sopra. “Il fatto che l’emendamento non sia ancora in vigore comporta notevoli incertezze giuridiche e fattuali che non giovano né al clima né alla reputazione del governo federale”, scrive Wissing in una lettera ai capigruppo parlamentari della coalizione di governo e disponibile anche per l’agenzia di stampa tedesca DPA. La vice capogruppo dei Verdi, Julia Verlinden, ha respinto con durezza le dichiarazioni di Wissing. “Questa affermazione è semplicemente falsa”, ha dichiarato Verlinden a dpa: “Un ministro non dovrebbe alimentare le preoccupazioni della gente senza una buona ragione”.


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Secondo Greenpeace, si tratta di un bluff politico. “Il ministro dei trasporti sta cercando in modo spudorato e trasparente di trasformare le possibili conseguenze dei propri fallimenti in pressione politica”, ha dichiarato Clara Thompson, esperta di mobilità di Greenpeace, in un’intervista a DPA. Per due anni, sostiene Thompson, il Ministro avrebbe bloccato qualsiasi misura di protezione del clima per il traffico stradale e ora starebbe “prospettando scenari orribili in modo da non dover fare nulla nemmeno in futuro”.

Greenpeace sostiene che la via verso una mobilità davvero sostenibile in Germania possa passare solo attraverso il potenziamento del trasporto pubblico locale e dei collegamenti ferroviari.

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