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Sospendere i finanziamenti statali ad AfD? L’ipotesi di SPD e Verdi

In Germania, nessuno sa cosa fare con AfD. Milioni di persone, durante il fine settimana, sono scese in piazza anche per chiedere che il partito venga vietato, ma la politica sembra poco orientata in tal senso. Ora, SPD e Verdi discutono della possibilità di escludere il partito di Weidel e Chrupalla dai finanziamenti statali – ma anche questa opzione appare tutt’altro che accessibile.

Perché è così difficile escludere AfD dalla politica tedesca?

Quasi tutti gli altri partiti non vogliono averci niente a che fare e numerosi esponenti politici di spicco non si risparmiano dirette accuse di estremismo all’indirizzo dei suoi membri. Il “quasi” esclude la CDU, che, da quando la leadership è passata a Friedrich Merz, oscilla fra il rifiuto assoluto e la promessa di un “Brandmauer”, un “muro spartifuoco impenetrabile” al possibilismo circa le alleanze a livello locale, all’abiura di quest’ultima intenzione, seguita dalla precisazione che i divieti comunque non servono e che non bisogna dare dei nazisti a tutti coloro che votano AfD. Ci sono poi i nuovi attori del panorama politico tedesco, ovvero l’Alleanza Sahra Wagenknecht, partito emerso dopo la fuoriuscita di Wagenknecht da Die Linke. La leader, che pure con AfD ha alcune significative posizioni in comune, afferma di volersi rivolgere agli elettori di AfD, ma solo agli elettori “di protesta”, cioè non a quelli autenticamente di estrema destra, qualunque cosa Sahra Wagenknecht intenda per “estrema destra”.

C’è poi la neonata Werteunion di Hans Georg Maaßen, che ci ha tenuto a rimarcare come la sua formazione sia nettamente diversa da AfD, perché AfD è troppo di sinistra.

E poi c’è la società civile, che si manifesta negli appelli degli attivisti come in quelli dei vescovi, in quelli delle società sportive come degli esponenti della cultura, che semplicemente chiedono che in Germania non ci sia posto per il vagheggiamento di deportazioni di massa, per un’idea di Paese che coincide con quella di “razza” o etnia o per un’idea di Europa che guarda ai regimi autoritari e nazionalisti con più simpatia rispetto alle democrazie e all’Unione.

La soluzione? Nessuno sembra averla trovata, dal momento che, a giudicare dai risultati elettorali, specialmente nei Länder dell’est, sembra che non votare per AfD non sia un’opzione, per molti tedeschi – ed è ancora presto per dire se le notizie sull’ormai famoso incontro di Potsdam influiranno in tal senso.

Escludere AfD dai finanziamenti statali: il caso dell’NPD

La possibilità che è stata ventilata da SPD e Verdi emerge da un procedimento simile, che sta venendo valutato per il partito di estrema destra precedentemente noto come NPD e ora ribattezzato Die Heimat (La Patria). A decidere se questa formazione dovrà essere esclusa dalla possibilità di ricevere finanziamenti pubblici sarà, martedì prossimo, il Tribunale Costituzionale Federale. Se l’esclusione da questa forma di sostegno fosse possibile per l’ex NPD, la stessa opzione potrebbe essere considerata anche per l’AfD, almeno in teoria.

Johannes Fechner, segretario parlamentare del gruppo SPD nel Bundestag, si è espresso in merito alla questione, sottolineando che la procedura prevista dalla Costituzione tedesca per escludere il finanziamento dei partiti che si dimostrano incostituzionali è “un elemento importante di uno stato difensivo per ridurre significativamente il finanziamento statale ai partiti che minano i valori democratici”.

Come funzionano i finanziamenti statali dei partiti in Germania

I partiti politici tedeschi vedono rimborsata dallo Stato una parte dei costi della campagna, se ottengono una quota minima di voti. Inoltre, ricevono un finanziamento aggiuntivo che viene calcolato in base alle donazioni effettuate dai sostenitori. Inoltre, le donazioni ai partiti sono deducibili dalle tasse come parte del finanziamento statale parziale, incentivando così il sostegno finanziario da parte dei cittadini. In teoria, in base a una decisione del Bundestag del 2017, potrebbe essere possibile escludere da queste procedure i partiti che vengano riconosciuti ufficialmente come contrari ai valori della costituzione. Se questa teoria sia traducibile in pratica, lo confermerà o smentirà la sentenza a proposito dell’NPD – la cui incostituzionalità è stata dichiarata ufficialmente nel 2017, anche se, in quell’occasione, il partito non fu sciolto, poiché si riteneva che tale misura sarebbe stata inefficace.


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Quando alla revoca dei finanziamenti, i Verdi, che sono fra i promotori dell’idea, ci tengono a precisare che si tratta di una misura non necessariamente semplice da applicare e le cui implicazioni pratiche avrebbero vagliate. Questa eventualità era stata menzionata con favore anche dal ministro presidente della Baviera Markus Söder (CSU), che, parlando dell’ipotetica cancellazione dei finanziamenti statali all’ex NPD, aveva definito questa misura “un modello anche per AfD”.

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