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Olaf Scholz: la Germania non tornerà mai all’energia nucleare

La questione dell’energia nucleare in Germania è di nuovo al centro di un acceso dibattito, nel quale Olaf Scholz (SPD) ha preso una posizione nettissima, stroncando le speculazioni. Al centro, ovviamente, c’è il discorso dei prezzi e la necessità di coprire il fabbisogno nazionale, mantenendo prezzi accessibili per la popolazione, ma anche per le necessità dell’industria. Le posizioni su come ottenere tale risultato sono contrastanti. Il Cancelliere Olaf Scholz in un’intervista a Deutschlandfunk, ha respinto questa proposta, dichiarando che l’era dell’energia nucleare è conclusa nel paese e definendola “un cavallo morto”, ovvero finita, non recuperabile e definitivamente archiviata.

Riaprire anche solo un reattore nucleare richiederebbe troppo tempo e troppa spesa

Scholz ha enfatizzato che la Germania ha adottato risoluzioni legali per porre fine all’uso dell’energia nucleare, e il processo di smantellamento delle centrali è già in corso. Costruire nuove centrali, ha fatto notare, richiederebbe almeno 15 anni e un notevole investimento finanziario (fra i 15 e i 20 miliardi di euro a reattore). Il riferimento è anche alle richieste di FDP e AfD, che avevano suggerito rispettivamente di fermare lo smantellamento e di costruire nuovi reattori.

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La centrale nucleare Isar 2. Schlaier, Public domain, via Wikimedia Commons

Le preoccupazioni degli economisti

Intanto, economisti di spicco in Germania stanno esprimendo preoccupazione per i crescenti costi dell’energia. Il presidente dell’Ifo (Istituto Leibniz per la ricerca economica dell’Università di Monaco), Clemens Fuest, ha suggerito una serie di misure, tra cui il ritorno all’energia nucleare. Le energie rinnovabili, ha detto, sono importanti ma non sufficienti per far fronte al problema.


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Tra le altre proposte, si discute dell’importazione di grandi quantità di idrogeno per sostenere l’industria energetica, di ridurre le tasse sull’elettricità all’aliquota minima europea e di riformare le tariffe di rete.

Anche la questione di un prezzo sovvenzionato per l’elettricità industriale è oggetto di dibattito, con Michael Hüther, direttore dell’Istituto di Economia Tedesco, che sostiene la necessità di un prezzo dell’elettricità per gli usi industriali che sia mantenuto basso per mantenere competitiva l’industria nazionale. Tuttavia, il Cancelliere Scholz si è mostrato scettico su questa idea, sottolineando che finanziare questa riforma potrebbe essere fonte di disagi. A colmare la differenza, infatti, dovrebbero essere i clienti privati o i contribuenti: due soluzioni che rischierebbero di rivelarsi ugualmente controverse e gravose per la popolazione. Le opinioni in merito, in parlamento, sono tutt’altro che uniformi, ha sottolineato.

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