Photo by Timor Kodal

Ha fatto molto scalpore, domenica, l’erezione di un monumento agli spacciatori a Görlitzer Park, nota area di traffico di stupefacenti, a Berlino. L’opera ha la paternità dell’artista Scott Holmquist, che ha documentato l’operazione pubblicando delle foto su Twitter. Holmquist aveva peraltro già fatto parlare di sé nel 2016, in seguito a un’iniziativa analoga. A quei tempi, infatti, aveva dedicato una mostra agli spacciatori del distretto.

La statua, che è rimasta accanto alla fontana di Pamukkale per 24 ore ed è in seguito stata rimossa raffigura, come riportato dalla Bild, uno spacciatore con in mano un telefono e ai piedi una placca con un elenco di formule chimiche di sostanze ascrivibili al novero delle droghe in commercio. Titolo dell’opera: “Letzter Held“, l’ultimo eroe. Il suo motto, “Solidarietà e diritti umani per tutti, spacciatori compresi”.

Photo by numberstumper

Com’era prevedibile, la statua ha suscitato reazioni diverse nell’opinione pubblica e una dichiarazione risentita del portavoce della Gewerkschaft der Polizei, Benjamin Jendro, il quale ha dichiarato: “Costruire un monumento agli spacciatori è sempre un messaggio sbagliato. Non è solo uno schiaffo sul viso dei nostri colleghi, ma anche dei residenti, che si sentono a disagio e insicuri nel luogo in cui vivono, proprio a causa della presenza di questo tipo di criminali”. Commentando il fatto che l’operazione avesse una matrice artistica, Jendro ha aggiunto: “All’arte è concesso molto, ma gli artisti dovrebbero essere consapevoli del fatto di avere una responsabilità sociale”.

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