Photo by Alberto Cabello Mayero

Sta facendo scalpore tra gli appassionati di clubbing e rave culture, il boicottaggio del Berghain, promosso recentemente su facebook con un evento seguito, per il momento, da quasi mille persone.

Alla base della protesta, il fatto che a partire dal 7 settembre il Berghain abbia modificato il prezzo di entrata, aggiungendo ai consueti 18 euro di ingresso altri 5 euro di re-entry, nel caso si volesse uscire e poi rientrare all’interno del locale.

Secondo il promotore dell’iniziativa, molti di coloro che si trattengono al Berghain dalla notte della domenica alla mattina del lunedì non avrebbero tutti quei soldi da spendere. Un’altra obiezione consiste nel fatto che “costringere” le persone a restare all’interno del locale, negando loro la possibilità di prendersi una pausa e staccare un momento la spina senza pagare, sia di fatto un incentivo all’abuso di droghe e problemi comportamentali.

Da qui, l’idea di fare qualcosa di concreto, se i prezzi non verranno modificati verso il basso. “È il vostro club, ma è anche il nostro“, si sottolinea nell’evento facebook ufficiale.

Photo by angermann

La proposta è quella di boicottare il Berghain fino al 31 ottobre e, se non accadrà nulla, prolungare il boicottaggio per altri tre mesi.

L’appello ha generato sui social reazioni contrastanti, si va da “Seguite stupide regole pseudo-elitarie sull’ingresso e poi vi lamentate?” a “Ci sono problemi più importanti al mondo”, da “Quindi il Berghain vuole solo turisti ricchi, adesso, snaturandosi completamente?” a “Nel suo piccolo è una battaglia che rivendica l’identità di una community”.

Non sappiamo in cosa si tradurrà, concretamente, questa proposta di boicottaggio. Di sicuro il clubbing a Berlino è una delle principali attrazioni cittadine e i locali più in vista attirano da anni non solo i turisti di tutto il mondo, ma soprattutto una comunità che in quelle location e in quel contesto vivono un importante momento di svago identitario.

Photo by mlaiacker

In questo senso forse non è irrealistico aspettarsi che, per chi vuole disperatamente entrare in quello che considera una specie di sacro tempio della techno, cinque euro non siano un disincentivo sufficiente. Per quanto riguarda i frequentatori occasionali, al contrario, l’incremento del prezzo potrebbe deviare la volontà di divertirsi verso altri lidi, ma non è detto. Chi infine considera il Berghain un fastidioso fenomeno à la page è probabilmente ben rappresentato dall’utente che commenta: “Io boicotto il Berghain da sempre!”.

Per quanto ci riguarda non possiamo che registrare quanto accade, come abbiamo sempre fatto. E le reazioni della community di riferimento, in questo caso, ma anche i feedback contrastanti dai nostri lettori sull’argomento, ci confermano il fatto che il Berghain sia ancora una realtà di cui si parla moltissimo. Nel bene e nel male.

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